<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159</id><updated>2012-02-01T18:47:32.717+01:00</updated><category term='racconti'/><category term='famiglia'/><category term='ricordi'/><title type='text'>Le storie di tontonlino</title><subtitle type='html'>Storie, le mie storie, allegre, tristi, strane, alcune molto strane, compromettenti, insomma. Altre, invece, del tutto normali, scritte solo per farmi sembrare sano di spirito. Non si sa mai nella vita.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>177</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5034120232050337148</id><published>2011-12-29T18:55:00.002+01:00</published><updated>2012-01-01T18:33:54.629+01:00</updated><title type='text'>Ospiti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Io e mia moglie eravamo già comodamente infilati nei nostripigiami pregustando le calde morbidezze della notte quando ilcampanello suonò. Ci guardammo in faccia con la medesima espressioneinterrogativa: ma chi poteva suonare a quest’ora di notte? La prudenza nonessendo mai troppa la mia lei si rintanò in camera mentre io guardavo dallospioncino. Riconobbi il mio vicino di pianerottolo, Gavino Murru, un tipotranquillo, originario di Ovodda, che non avrebbe fatto del male a una mosca.Viveva da solo ma non era il solito orso solitario che scaccia lo scocciatoreoltre i confini del suo territorio. Al contrario, si mostrava in genere molto disponibilecon tutti e in qualche occasione lo fu pure con noi. Aprii, certo di noncorrere nessun pericolo. Lo feci accomodare sul divano del salotto e scusandomidi farmi trovare pronto per la notte gli proposi un limoncello. “No, grazie.Come ricevuto!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“A cosa devo la sua visita?” indagai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Mi scuso per l’intrusione a un ora così tardiva, signorPorrella, ma sto vivendo un periodo di difficoltà…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In effetti non aveva la sua solita espressione sorridenteche ostenta in ogni circostanza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Ha dei problemi di denaro?”, chiesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“No, non di denaro… Ora le spiego…” In un certo senso misentii sollevato da queste parole perché dovete sapere che sono il tipo che nonsa dire di no e non avrei avuto la forza di sottrarmi a una richiesta diprestito. E chi l’avrebbe sentita mia moglie! “Come avrà notato da unasettimana ho degli ospiti a casa.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Sì”, risposi “Mi sembra di avere visto quattro persone conlei.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Sei, sono sei. Si tratta di mio fratello con la moglie e lealtre due coppie sono dei loro amici di Bologna. Li ho invitati a casa per ilNatale e si tratterranno fino a capodanno.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ah! Mi tranquillizzai, probabilmente la classica richiestadi aglio e prezzemolo al vicino di casa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Le serve qualcosa?” chiesi di nuovo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Ora le spiego”, proseguì il signor Murru. “ Sa com’è fattacasa mia?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Certo che lo so: tutti gli appartamenti del palazzo sonouguali, per lo meno tutti quelli sopra e sotto il mio sono uguali al mio mentreil vostro è simmetrico così come quelli sopra e sotto il vostro.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“E come saprà abbiamo solo un bagno…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel frattempo, mia moglie, che aveva riconosciuto la vocedel vicino, era tornata in sala dove avveniva la nostra conversazione. Salutò.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Per noi non è un problema . I nostri figli sono grandi evivono per conto loro”, dissi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Neanche per me, in condizioni normali, solo che attualmenteho degli ospiti…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Ah! E come fate?” chiesi tra il preoccupato e il divertito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Si fa a turno, come al solito quando si è in parecchi.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Allora non è un problema neanche per voi!” dissi sollevato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Beh, un problema c’è. E’ che ogni volta che dovrebbetoccare a me si presenta sempre qualcuno alla porta del bagno e io non possonon lasciare il mio posto. Sapete, gli ospiti vanno trattati con riguardo…Fatto sta che quando mi avvicino al bagno, a qualsiasi ora del giorno, c’èsempre qualcuno che si presenta e mi chiede se per favore lo faccio entrare.Quando dicono di avere fretta, quando che ne hanno proprio bisogno… Insomma,per una ragione o per l’altra, sapete com’è,&amp;nbsp;cedo il mio posto…” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“E va bene”, dissi “ci sarà pure un attimo per lei, magarila notte!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“No. La notte è peggio! Entrano ed escono in continuazione,quando non è l’uno è l‘altro. Le signore specialmente! Stanno a casa da unasettimana e da una settimana non riesco ad andare in bagno! Non trovo mail’occasione giusta. Una volta, ero già seduto sul water, bussarono alla portadel bagno. Era un’urgenza mi dissero. Meno male che non avevo ancora iniziato:mi alzai e cedetti il mio posto…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Non mi dica che davvero è da una settimana che non va inbagno!” dissi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Sì, è proprio così. E non ce la faccio più…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ci guardammo un’altra volta in faccia con mia moglie. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Posso?” chiese il signor Murru guardando nella direzionedel nostro bagno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Certo che può!” risposi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il signor Murru si alzò. La sua espressione era quella di unsanto martire alle porte del paradiso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Conosco la strada”, disse. “Con permesso…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il resto lo potete immaginare…&amp;nbsp; Preciso solo che tiro cinque volte losciacquone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5034120232050337148?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5034120232050337148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5034120232050337148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5034120232050337148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5034120232050337148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/12/ospiti.html' title='Ospiti'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1765420830036813311</id><published>2011-10-30T09:46:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T13:39:56.313+01:00</updated><title type='text'>Parole militanti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non sapevo che potessi arrivare a tanto, io che aprivo boccastando attento alle parole che ne uscivano, io che le controllavo ad una ad unacome le maestre di un tempo controllavano scrupolosamente le mani e le unghie deiloro alunni. E se una di loro mi sembrava sospetta, per la vaga assonanza o lapossibile sovrapposizione di significati con una di quelle parole che la buonaeducazione repudia, non potendo cancellarla dalla mia mente, la toglievo di pesodalla frase, la mettevo in un angolo e la lasciavo in castigo come si facevacon i bambini monelli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ora queste parole me le ritrovo in prima linea a combatterei principi stessi che animavano il mio discorrere. Sorde a ogni richiamo sono diventateindomabili e sfuggono completamente al mio controllo. Mi sentiste! Sonoparolacce, turpiloqui e oscenità. Non proferisco una frase senza offendere contutta la volgarità di cui sono capace, non c’è una parola che non sia scurrile,indecente o scandalosa. E sentiste come le dico! Non tra i denti, timidamente esenza convinzione: sono declamate, coraggiose, militanti. Se le parole avesserodei piedi le mie indosserebbero gli scarponi dei militari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tutto è cominciato quella volta in cui chinandomi leggermenteper compiere qualche operazione che ho ormai dimenticato, non ricordandomi diaver messo il cellulare nel taschino della camicia, questo mi è caduto nelwater. Nonostante fui pronto a recuperarlo – non erano passati più di tresecondi – l’acqua era penetrata in tutti i suoi meccanismi interni rendendoloinservibile, a meno che… a meno che lo immergessi immediatamente nel riso easpettassi il miracolo. Ci fu. Il riso aveva assorbito tutta l’umidità e mipermise di &amp;nbsp;parlare col mio vecchiotelefonino come facevo prima. Non esattamente…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Voi credete che l’avere recuperato il mio cellulare dalcesso possa avere modificato in qualche modo l’argomento delle mieconversazioni?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1765420830036813311?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1765420830036813311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1765420830036813311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1765420830036813311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1765420830036813311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/10/pronto-chi-parla.html' title='Parole militanti'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3617125239547701865</id><published>2011-10-27T20:49:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T17:50:38.241+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Monotype Corsiva'; font-size: medium;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9teIWrb8h8Y&amp;amp;hl=fr_FR&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;version=3"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9teIWrb8h8Y&amp;amp;hl=fr_FR&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="360"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'Monotype Corsiva'; font-size: medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'Monotype Corsiva'; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'Monotype Corsiva'; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'Monotype Corsiva'; font-size: medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Ti tengu cara&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Stammi vicinu ùn ti n'andà ti tengu cara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Soca nun senti cum'ellu trema lu me core&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Da parechji anni si per me la perla rara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;S'avessi à vive senza à tè, bramu di more&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;E nostre case sò di punta à la sulana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Luce lu to purtellu à lu spuntà di u sole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;So ch'è tu l'apri à lu sunà di la campana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Capelli sciolti cum'è le donne in le fole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Ùn possu rispirà l'aria che tu respiri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Senza trimà di passione quandu u ventu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Carcu di basgi, di canzone è di suspiri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Porta dinù lu to odore è ch'eo lu sentu.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Si fresca è pura quant'è l'alba appena nata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;U rusulaghju si, fiuritu à tutte l'ore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Dammi la rosa, la più bella a più bramata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Quella chi nasce è chi fiurisce in lu to core.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;T'aghju dettu una sera è incu l'angoscia in golla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Eramu soli à la funtana, era veranu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Chi lu mio core sdrughje cum'è mele in golla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Quand'è tu pigli la mio manu in la to manu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Stringhji la forte è tramindui in piena luce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Richi di tempu è di sperenza di a natura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Uniti pigliaremu a strada chi cunduce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-size: medium;"&gt;Versu li ghjorni calmi è di gioie sicure.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3617125239547701865?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3617125239547701865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3617125239547701865' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3617125239547701865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3617125239547701865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/10/ti-tengu-cara-stammi-vicinu-un-ti-nanda.html' title=''/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3494966694303427975</id><published>2011-10-03T16:32:00.000+02:00</published><updated>2011-10-03T20:57:30.908+02:00</updated><title type='text'>Feudalesimo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-F9tq0-_L0ec/TonHSB4vuSI/AAAAAAAAAss/eyZ7wOG5_XA/s1600/BANDIERA+DI+ELEONORA+D%2527ARBOREA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-F9tq0-_L0ec/TonHSB4vuSI/AAAAAAAAAss/eyZ7wOG5_XA/s1600/BANDIERA+DI+ELEONORA+D%2527ARBOREA.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel mondo feudale c’erano i vassalli, i valvassori e ivalvassini ma a corte di Eleonora d’Arborea c’erano i vassalli, i vassoi etanti pabassini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3494966694303427975?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3494966694303427975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3494966694303427975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3494966694303427975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3494966694303427975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/10/nel-mondo-feudale-cerano-i-vassalli-i.html' title='Feudalesimo'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-F9tq0-_L0ec/TonHSB4vuSI/AAAAAAAAAss/eyZ7wOG5_XA/s72-c/BANDIERA+DI+ELEONORA+D%2527ARBOREA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5120724304716979937</id><published>2011-09-09T22:16:00.000+02:00</published><updated>2011-09-09T22:16:35.356+02:00</updated><title type='text'>Differenziata</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; margin-bottom: 2.4pt;"&gt;&lt;span style="background: white; color: #333333; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Quando, tre anni fa, introdussero la raccolta differenziata nella mia città avevo giurato che mai e poi mai mi sarei piegato alle sue regole. Ma come! Mi devo tenere tutta quella mondezza in casa mia? E dove la metto? E già m’immaginavo la casa piena di bidoni e di buste di tutti i colori, in veranda, nel sottoscala, nel balconcino, persino nelle camere da letto… Per non parlare di un costante e fastidioso volo di gabbiani intorno e sopra la mia casa, dei topi e dei loro amici gli scarafaggi... E poi è successo quello che doveva succedere: piano piano mi sono adattato, ne ho capito le ragioni, la profonda e dolorosa filosofia. Sono diventato un esperto in materia, una specie di Guru di quartiere a cui i vicini vengono a chiedere consiglio. E io che spiego, illustro, mostro assumendo un atteggiamento cattedratico. E mi dovreste vedere il venerdì pomeriggio, la vigilia della raccolta generale, quando sistemo i tetrapak insieme alla carta e lego il tutto formando un parallelepipedo perfetto, quando do un’ultima schiacciatina alle bottiglie di plastica già precedentemente risciacquate, quando infilo le buste piccole di secco in un meno ingombrante bustone trasparente! E l’umido. Io sono il re dell’umido. Che dico il re: sono l’imperatore dell’umido! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; margin-bottom: 2.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; margin-bottom: 2.4pt;"&gt;&lt;span style="background: white; color: #333333; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;E' successo che me ne sono andato in vacanze, lontano da casa. Al nostro arrivo nel villaggio vacanze, sorpresa, mi accorsi che lì non si faceva la raccolta differenziata. Sotto il lavello c’era una pattumiera e soltanto quella. Fuori dal nostro appartamentino, a una trentina di metri, il classico cassonetto verde. Improvvisamente, mi sono sentito trasportato indietro di tre anni. Ho guardato mia moglie, i miei figli. Nei loro occhi la stessa domanda: “Come farà ora senza differenziata?” E subito i morsi dell'astinenza. Ero appena arrivato e la differenziata mi mancava da morire. Non sapevo come fare, come attenuare quell’angoscia che si era impossessata di me. Avevo già cominciato a contorcermi quando ebbi un'idea: la parte destra della pattumiera l’avrei dedicata al secco, la sinistra all'umido, la parte Nord alla plastica e la parte Sud al vetro. Non so se siate d’accordo con questa tecnica di sopravvivenza ma con me ha funzionato. Cercammo in fretta e furia qualcosa da buttare nei bagagli. Niente. Tornai in macchina. Ah, ecco! la bottiglia d’acqua minerale che ormai era quasi vuota. Bevvi l’ultimo sorso e corsi a buttare il mio primo rifiuto. Ero felice… Lo vedevo dagli occhi dei miei. Dulcis in fundo, avevo casualmente nei miei bagagli un'odorosissima busta per l'umido, sapete quelle buste biodegradabili fatte col mais o qualcosa del genere. Non avete idea del buon odore che emanano! Quella notte me la sono messa sul cuscino...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; margin-bottom: 2.4pt;"&gt;&lt;span style="background: white; color: #333333; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Me la sono messa sul cuscino, l’ho arrotolata e me la sono fumata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5120724304716979937?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5120724304716979937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5120724304716979937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5120724304716979937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5120724304716979937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/09/differenziata.html' title='Differenziata'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6865953923171834229</id><published>2011-08-28T11:21:00.001+02:00</published><updated>2011-08-28T11:21:59.714+02:00</updated><title type='text'>Citazione</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WIvholKGJmY/TloIgOkUdaI/AAAAAAAAAso/izc-NXBLYm8/s1600/fleurs-du-mal-php.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-WIvholKGJmY/TloIgOkUdaI/AAAAAAAAAso/izc-NXBLYm8/s320/fleurs-du-mal-php.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le donne che tirano fuori gli artigli cambiano più spesso le lenzuola"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles Baudelaire&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6865953923171834229?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6865953923171834229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6865953923171834229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6865953923171834229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6865953923171834229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/citazione.html' title='Citazione'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WIvholKGJmY/TloIgOkUdaI/AAAAAAAAAso/izc-NXBLYm8/s72-c/fleurs-du-mal-php.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1508099572301847166</id><published>2011-08-21T22:09:00.000+02:00</published><updated>2011-08-21T22:09:03.449+02:00</updated><title type='text'>Se mettessero...</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qWFTJM0V9Vk/TlFl1NUlMzI/AAAAAAAAAsk/Om9OVFvRXcg/s1600/titani11.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" src="http://4.bp.blogspot.com/-qWFTJM0V9Vk/TlFl1NUlMzI/AAAAAAAAAsk/Om9OVFvRXcg/s320/titani11.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Se mettessero tutti i chili persi dai miei clienti in un transatlantico, affonderebbe."&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La mia dietologa&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1508099572301847166?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1508099572301847166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1508099572301847166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1508099572301847166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1508099572301847166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/se-mettessero.html' title='Se mettessero...'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qWFTJM0V9Vk/TlFl1NUlMzI/AAAAAAAAAsk/Om9OVFvRXcg/s72-c/titani11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7415897791732186031</id><published>2011-08-12T11:27:00.005+02:00</published><updated>2011-08-21T19:56:13.678+02:00</updated><title type='text'>Pirati</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JjLoQiwvGjQ/TkTx82WZRyI/AAAAAAAAAsg/z6XIReovIr4/s1600/pirati1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="244" src="http://2.bp.blogspot.com/-JjLoQiwvGjQ/TkTx82WZRyI/AAAAAAAAAsg/z6XIReovIr4/s320/pirati1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il Black Hawk aveva gettato l’àncora in una piccola insenatura dell’Isla Caiman come in attesa dell’ennesima nave da rapinare. Era un brick veloce, maneggevole, 54 cannoni, fatto per l’inseguimento, l’abbordaggio e l’affondamento delle sue prede. Il nome del suo comandante, Joe Blood, sapeva di salsedine e di sangue ed era perciò tra i più temuti del Mare dei Caraibi. Aveva al suo attivo una cinquantina di abbordaggi, tredici dei quali a navi della flotta di sua maestà reale d’Inghilterra e cinque a bastimenti della marina militare francese. Gli davano così la caccia &amp;nbsp;sia le potenti navi da guerra inglesi che le francesi per non parlare dei corsari assoldati dalle due nazioni nemiche, ma a ogni scontro ne usciva vittorioso e con pochi danni: l’albero d’artimone spezzato, la vela di mezzana ridotta a uno straccio, una falla da tappare, una decina di morti, niente che non si potesse riparare o rimpiazzare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ora era disteso, dolorante ma in gran parte incosciente, su quello che si temeva diventasse il suo letto di morte.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il medico di bordo, un po’ meno sbronzo del suo solito, uscì dalla camera chiudendo rumorosamente la porta dietro di lui quando si sentì fare la fatidica domanda.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“E allora, come sta quella carogna, dottore?” La voce aspra proveniva da un angolo oscuro della stanza, dietro il denso fumo di un sigaro cubano. Il medico di bordo riconobbe la bandana rossa e la benda nera sull’occhio sinistro. Tutt’intorno, come nella camera, la parte di bottino spettante al comandante, pari a due volte quella di ogni singolo membro dell’equipaggio così come prevedeva il codice della pirateria: piccole casse piene di monete e gioielli, armi di alta fattura, tra cui coltelli, spade, archibugi, appartenute a prestigiosi nemici, &amp;nbsp;gabbie e trespoli per variopinti uccelli esotici per i quali Blood nutriva una forte passione, in particolare modo per i pappagalli, tappeti, veli, tessuti pregiati, barili di olio sottratte alle baleniere del re che non avevano trovato posto nella stiva, oggetti che testimoniavano della costante esposizione al pericolo e alla morte del comandante e del suo equipaggio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Mi rincresce parlare in questi termini ma devo dire le cose come stanno…”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Sputa il rospo, dottore.“&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Il comandante si trova più di là che di qua e solo un miracolo potrebbe salvarlo. Le sue ferite sono molto profonde ma non sono solo quelle.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“C'è dell'altro?”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Forse è tempo che il comandante si dia una calmata. E' vecchio e ammalato... Ha abusato del vino e del rum delle peggiori cantine, troppe orge…”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Sarà… Può fare qualcosa per lui?”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Poco e niente. Se supera la notte sarà lui a fare qualcosa per se stesso. Dovrà ammainare la bandiera nera, scegliersi un buon porto, restarci e soprattutto condurre una vita più frugale.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il medico di bordo si alzò e si apprestava a lasciare la stanza. Nel mentre, il pappagallo, pensoso, risalì sul suo trespolo, diede un’ennesima tirata al suo sigaro cubano e mormorò: “Lui in un porto? Ma non mi faccia ridere, dottore…”&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7415897791732186031?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7415897791732186031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7415897791732186031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7415897791732186031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7415897791732186031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/eccessi.html' title='Pirati'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JjLoQiwvGjQ/TkTx82WZRyI/AAAAAAAAAsg/z6XIReovIr4/s72-c/pirati1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3375596737769521431</id><published>2011-08-11T21:15:00.001+02:00</published><updated>2011-08-15T21:09:30.633+02:00</updated><title type='text'>Uomini anonimi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli uomini che decidono un bel giorno di radersi completamente i capelli credendo di risolvere definitivamente i problemi di un’incombente calvizie non sanno quel che fanno. E’ vero, spariranno per sempre baie di Hudson e circhi di Gavarnie&amp;nbsp;&amp;nbsp;ma i problemi creati da quell’irresponsabile gesto saranno ben maggiori di quelli risolti. Questi uomini non pensano alle mille difficoltà della gente attorno a cominciare dalle mogli. Perché?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perché diventano tutti uguali. Avete mai messo dieci teste rasate una vicina all’altra? Impossibile distinguerle. Un pelato rassomiglia a un altro pelato come un uovo a un altro uovo. Sì, si può sempre chiamarli per nome ma quando una moglie in una piazza affollata chiama “Mario!” e sono in dieci a rispondere che fa? Unica soluzione: marcare il proprio marito a uomo, oppure optare, come fanno in tante, per il nastrino rosso al polso, o per il blu, o obbligare il marito a portare sempre con sé il telefonino ma quando questo squilla, puntualmente, squillano pure quelli degli altri… Senza considerare che la maggior parte degli uomini non sopportano di essere marchiati in tal modo e eliminano, perfidi, ogni segno distintivo per tuffarsi nelle incommensurabili gioie del più totale anonimato. Che pagano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’anno scorso, su una spiaggia affollata della Costa Smeralda, una signora aveva deciso di farsi il bagno da sola pensando che al ritorno avrebbe riconosciuto il consorte dal nastrino e dal telo sul quale era sdraiato. Malauguratamente, la corrente la trascinò diversi metri più a destra senza che se ne rendesse conto. Quando tornò sulla spiaggia guardò l’uomo davanti a lei: nastrino, telo di mare, tutto coincideva… Tutto tranne una cosetta. Ma non ci fece troppo caso…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3375596737769521431?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3375596737769521431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3375596737769521431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3375596737769521431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3375596737769521431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/uomini-anonimi.html' title='Uomini anonimi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-956725910679525898</id><published>2011-08-04T02:51:00.001+02:00</published><updated>2011-08-04T02:57:46.472+02:00</updated><title type='text'>La folle corsa della mattina</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-B75J9dmlJps/TjnuhA_70LI/AAAAAAAAAsc/tro5oUmPDGM/s1600/white_rabbit_with_watch_3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="256" src="http://2.bp.blogspot.com/-B75J9dmlJps/TjnuhA_70LI/AAAAAAAAAsc/tro5oUmPDGM/s320/white_rabbit_with_watch_3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UQJhuR4EjpI/TjntH-2fleI/AAAAAAAAAsY/pJiIk2JkJTU/s1600/fretta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt; line-height: 115%;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;Che ora è? Non è possibile! Sveglia! Tutti in piedi! Calma, prima mi preparo un buon caffè. Ok, va bene, il latte per i bambini, i cornflakes. Il bagno. Prima io! Sbrigati!. Intanto papà vi stira la camicia e il grembiule, i pantaloni te li stiri tu! Si può andare in bagno? Velocemente barba e tutto il resto. Vestirsi. E’ possibile che non abbia dei calzini da mettermi? Guarda bene nel comodino! Ma guardami questo che si è messo le scarpe a rovescio! Le chiavi di casa dove sono? Questa volta ti sei superata: riuscirà quest'uomo a trovare le chiavi di casa prima di uscire? E quelle della macchina? Ma se ho guardato venti volte sul tavolo! Ah! Avevi ragione, erano lì! Sbrigatevi! No! Ma devi sempre fare la pipì quando stiamo uscendo? Lo zaino, non dimenticatevi lo zaino! Oggi c’è traffico sulla strada… Bravi bambini studiate e fatele nere le vostre maestre... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="spnmessagetext"&gt;Alle undici, in ufficio, pausa caffè-bagno. Solo allora mi accorgo di essermi messo le mutande di mia moglie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-956725910679525898?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/956725910679525898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=956725910679525898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/956725910679525898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/956725910679525898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/la-folle-corsa-della-mattina.html' title='La folle corsa della mattina'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-B75J9dmlJps/TjnuhA_70LI/AAAAAAAAAsc/tro5oUmPDGM/s72-c/white_rabbit_with_watch_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7701916850858765122</id><published>2011-08-01T13:55:00.001+02:00</published><updated>2011-08-01T13:57:45.391+02:00</updated><title type='text'>Ma...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6K8fCSt7pYo/TjaUsk6Wm2I/AAAAAAAAAsU/yp78c-hzr-I/s1600/ecran-mer-belle-ile_4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-6K8fCSt7pYo/TjaUsk6Wm2I/AAAAAAAAAsU/yp78c-hzr-I/s320/ecran-mer-belle-ile_4.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Vedete, quando si tratta di entrare in acqua, al mare, sono tutto tranne che un leone. Non sono e non sono mai stato, neanche nella mia più agitata adolescenza, uno di quei tuffatori impavidi che si buttano tutto in una volta. Al contrario. Prima immergo i piedi, poi piano piano le caviglie, quindi, avanzando piano piano, arrivo sino alle ginocchia e così via fino alla totale e sofferta immersione che inevitabilmente corrisponde col tramonto. La filosofia che sta dietro questo comportamento, che peraltro mi sembra piuttosto diffuso tra i miei coetanei, è antitetica alla cosiddetta full immersion e si basa principalmente sulla teoria del progressivo adattamento del corpo alla temperatura esterna. Quello che ho tuttavia notato, correggetemi se sbaglio, è che se la parte immersa si adatta al freddo dell'acqua per quella che rimane ancora fuori non è così. Anzi, direi che immergere le parti rimanenti è sempre più difficile, e in una proporzione tale da farmi ritenere che una stessa quantità di dolore si concentri su una superficie ogni volta più piccola. Sarebbe interessante a questo proposito elaborare una funzione matematica o un qualche algoritmo che ci traduca l’esatta misura di aumento del dolore e la renda comprensibile a chiunque spiegandoci una volta per tutte perché mettere la testa sotto acqua è molto più arduo che per i piedi. Da qui la mia domanda: ma… la quantità di dolore è costante nell’universo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7701916850858765122?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7701916850858765122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7701916850858765122' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7701916850858765122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7701916850858765122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/08/ma.html' title='Ma...'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6K8fCSt7pYo/TjaUsk6Wm2I/AAAAAAAAAsU/yp78c-hzr-I/s72-c/ecran-mer-belle-ile_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5582847564550593567</id><published>2011-07-24T17:30:00.009+02:00</published><updated>2011-07-26T20:30:07.873+02:00</updated><title type='text'>Maritini</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MXLZfn3G6fY/Ti7M_0MdVvI/AAAAAAAAAsQ/Ka4_IOYYslw/s1600/man-grocery-shopping-240rr012810.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-MXLZfn3G6fY/Ti7M_0MdVvI/AAAAAAAAAsQ/Ka4_IOYYslw/s320/man-grocery-shopping-240rr012810.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi sono sempre chiesto se fosse pericoloso svegliare i maritini addormentati in piedi dietro i loro carrelli mentre le mogli sono in giro per i reparti a fare la spesa. In un supermercato della mia città, quando questo accade, non li svegliano affatto. Semplicemente, all'inizio della corsia mettono un cartello d'avviso: "Si prega di parlare a bassa voce".&lt;br /&gt;Al ritorno delle mogli, se i mariti dormono ancora, sostituiscono il carrello pieno con uno vuoto, gli mettono delle cuffie alle orecchie e li lasciano lì a fissare lungamente una scatola di fagioli o di mais Bonduelle. Alcuni, i più avvenenti, ovviamente dietro consenso delle mogli, sono delicatamente caricati su un muletto e portati, completi di carrello, nelle vetrine dove vengono vestiti con i capi del negozio stesso e usati come iperrealistici manichini. A Natale, ormai fa parte delle usanze, per la gioia dei bambini e di chi non sa rinunciare alle tradizioni, i maritini si trasformano in pastorelli, re magi e San Giuseppe e compongono un bellissimo presepe vivente dove i carrelli diventano asini, buoi, pecore e, ovviamente, mangiatoia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;Quando è ora di chiusura, abbassano le serrande, lasciano accese alcune luci, e ci si vede il giorno dopo. La mattina seguente tornano le mogli, si presentano alla cassa con lo scontrino della spesa del giorno prima, e, come fossero i figli all’accoglienza della scuola elementare, se li ritirano.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5582847564550593567?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5582847564550593567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5582847564550593567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5582847564550593567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5582847564550593567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/07/maritini.html' title='Maritini'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MXLZfn3G6fY/Ti7M_0MdVvI/AAAAAAAAAsQ/Ka4_IOYYslw/s72-c/man-grocery-shopping-240rr012810.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4327599269527642534</id><published>2011-07-21T23:23:00.002+02:00</published><updated>2011-07-21T23:39:17.701+02:00</updated><title type='text'>Retromarcia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Avete presente le manovre per uscire da un parcheggio a spina di pesce? In teoria niente di più facile: si indietreggia un po’ e quando si è sicuri di non toccare le macchine di destra o di sinistra si sterza ed eccovi in linea con la strada. Nella pratica però le cose non si svolgono mai così. Siete entrati in macchina, avete acceso il motore, messo la retromarcia e non appena accennate a indietreggiare ecco che proprio dietro di voi si apposta una signora col pancione. La stessa donna col pancione che vi ha bloccato per un’ora il mese scorso. Aspettate che la signora si decida ad andarsene e, miracolo, lo fa. Pia illusione: le dà il cambio una mamma col passeggino. Seguono un tipo con la gamba ingessata, altre donne incinte, un’altra col passeggino, un bimbo in bici, delle famiglie intere in uscita domenicale anche se siamo di martedì, delle scolaresche, dei nonni, delle suore, dei frati, una processione, un funerale, dei girotondini, dei manifestanti che stanno decidendo se fare o no un sit-in proprio lì, intere comitive di turisti della terza età. Voi non vi siete ancora mossi di un millimetro e la folla continua ad affluire. Esasperati spegnete il motore e scendete di macchina. Più in là c’è la fermata del pullman. Lo prendete. Per la decima volta consecutiva, lo prendete. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il giorno dopo comprate il quotidiano locale. Cercate la pagina della vostra città. La trovate. Finalmente le cifre ufficiali. C’è scritto: “Retromarcia di Piazza Mannu: 50.000 secondo i sindacati, 2.000 secondo la questura.”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4327599269527642534?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4327599269527642534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4327599269527642534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4327599269527642534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4327599269527642534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/07/retromarcia.html' title='Retromarcia'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4260199786710708704</id><published>2011-07-13T14:47:00.007+02:00</published><updated>2011-07-14T13:20:35.063+02:00</updated><title type='text'>Transformation</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3z-k4EdhUYo/Th2T1MdSaiI/AAAAAAAAAr8/wj4z75ywCmY/s1600/ImagenAvion.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-3z-k4EdhUYo/Th2T1MdSaiI/AAAAAAAAAr8/wj4z75ywCmY/s320/ImagenAvion.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Espletate le formalità doganali, eccoci finalmente in aereo. Si sistemano i bagagli, si raggiunge il proprio posto e una volta seduti ci si lascia cullare da una dolce pluralità di voci. I genitori chiamano i figli, i figli i genitori, qualcuno chiede se il posto vicino al vostro è libero, uno ride, uno piange, uno impreca, uno parla più forte che non ti sento, un altro quanto tempo dura il viaggio, a che ora arriviamo o lo vuoi un biscottino. Il tutto nella vostra lingua, col vostro stesso accento e i vostri gesti. Si direbbe una numerosa delegazione o una piccola invasione barbarica. Solo le hostess si ostinano a parlare in inglese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si parte. I vicini parlano con i vicini, ci si scambiano dei consigli, dei trucchi, si impara un kit di sopravvivenza linguistica last minute: “How much”, “Mind the gap”, “Keep on the right” e “Way out”. E poi ognuno per conto suo. La signora davanti guarda estasiata dal suo finestrino, la persona con cui conversavi poco prima è sprofondata nel sonno, il vecchietto del primo posto sta russando. Si spengono voci, accenti, inflessioni e dialetti. Fuori le nuvole rassicuranti, dentro le hostess che chiedono “Any rubbish?”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A poco a poco il risveglio. &lt;span lang="EN-US"&gt;“What time is it?, “keep your belt fasten”, "Ladies and gentlemen..." &lt;/span&gt;I bambini improvvisamente si chiamano John, jack, Jane o Mary. Le parole non hanno più la musica e il ritmo di prima. Ma come? Dov’è finita la ricetta del pesto alla genovese? Dov'è finito Totti? Parlatemi ancora di Berlusconi e del ponte di Messina. Voglio sentire la mia lingua…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Col cavolo che la sento! La delegazione o gli invasori di prima sono ora dei perfetti londinesi. Chi è dello Strand, chi del Chelsea, chi del Kensington. In ansia per quanto ti sta per accadere, recuperi i bagagli, ripassi la dogana e ti ritrovi solo che non capisci una cippa. Ad un tratto la salvezza: vedi uno che ha viaggiato con te. E’ della tua città. Ti sbrighi per raggiungerlo ma è già stato inghiottito dalla folla.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4260199786710708704?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4260199786710708704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4260199786710708704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4260199786710708704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4260199786710708704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/07/trasformation.html' title='Transformation'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3z-k4EdhUYo/Th2T1MdSaiI/AAAAAAAAAr8/wj4z75ywCmY/s72-c/ImagenAvion.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-2941856152954284518</id><published>2011-07-05T21:42:00.006+02:00</published><updated>2011-07-14T07:55:11.795+02:00</updated><title type='text'>La mia iniziazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1WWVIhnG7iM/ThNpA4wNbJI/AAAAAAAAArs/yNv5IG-HV9c/s1600/caffettiera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-1WWVIhnG7iM/ThNpA4wNbJI/AAAAAAAAArs/yNv5IG-HV9c/s320/caffettiera.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La parola “iniziazione” è una di quelle che mettono paura e io una certa  paura ce l’ho. Non per cose serie, questo no, ma piuttosto per delle  piccole inezie che comportano delle grandi responsabilità.&lt;br /&gt;Io rispetto ai miei suoceri, sono quello che nei giornaletti del capitan  Miki avrebbero definito un “gringo” nel senso che loro sono napoletani e  io no. Quando durante le ferie mi capita di essere ospitato a casa loro  avvengono delle cose curiose che vi voglio raccontare. Tutte le  mattine, appena alzato, sono solito prepararmi il caffè. A casa mia  però. Lì, invece, quando mi alzo mi accorgo che i miei suoceri mi hanno  preceduto da un pezzo. Sento nell’aria un celestiale profumo di caffè  che proviene dalla cucina la cui porta rimane chiusa. Ora, è proprio  questo il problema: quando preparano il caffè chiudono sempre la porta.  Me ne sto alcuni minuti ad aspettare in sala che il rito si compia fino a  quando la porta non si apre e mi servono in una tazzina quello che  chiamano con deferenza mista a meraviglia “O’ cafè”. Apparentemente non  ci sono misteri: sul fornello spento la solita moka tre tazze e niente  più. Ma sono più che sicuro che quando la porta si apre ogni indizio sia  stato rimosso.&lt;br /&gt;Credo tuttavia di essere in qualche modo fortunato. Mi spiego. Al piano  di sotto c’è un gringo che come me subisce l’allontanamento dalla fucina  del mistero. Addirittura aspetta sul pianerottolo che tutto sia pronto.  L'altro giorno, vedendolo per l'ennesima volta seduto sulle scale,  sconsolato, mi sono fatto coraggio e gli ho rivolto la parola. Mi ha  raccontato di uno che aspetta in macchina e di un altro che viene  sistematicamente bendato. Io che rimango davanti alla cucina, mi ha detto, è raro e  vuol dire solo una cosa: che si fidano e che un bel giorno avrò il diritto di entrarvi perché si avvicina per me il giorno della grande  iniziazione e mi devo preparare.&lt;br /&gt;Non avevo mai considerato la cosa in quest'ottica. Voi cosa pensate che mi succederà?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-2941856152954284518?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/2941856152954284518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=2941856152954284518' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2941856152954284518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2941856152954284518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/07/la-mia-iniziazione.html' title='La mia iniziazione'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-1WWVIhnG7iM/ThNpA4wNbJI/AAAAAAAAArs/yNv5IG-HV9c/s72-c/caffettiera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3841116909612433652</id><published>2011-06-28T17:20:00.008+02:00</published><updated>2011-06-30T10:38:04.818+02:00</updated><title type='text'>Bagagli</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-exMgh0ZS7C4/Tgnx8lt_gAI/AAAAAAAAAro/IlS9x1oSOS4/s1600/valigie.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-exMgh0ZS7C4/Tgnx8lt_gAI/AAAAAAAAAro/IlS9x1oSOS4/s320/valigie.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un tempo le valigie degli emigrati sardi, nonostante il divieto assoluto affisso all’ingresso delle dogane,&amp;nbsp;venivano riempite di ogni ben di Dio, tra cui le nostre migliori salsicce, interi agnelli o maialetti cotti, o da cuocere e ancora avvolti nella carta oleata della macelleria. Non mancavano le forme di formaggio, le bottiglie di buon vino, di Villacidro o di Marsala che invariabilmente si rompevano prima di arrivare a destinazione. Ma i doganieri chiudevano sempre un occhio e si accedeva sul ponte della nave tirando ogni volta un gran sospiro di sollievo.&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Oggi, la parola “emigrato” non fa più parte del nostro vocabolario, il sottovuoto ha quasi del tutto sostituito la carta oleata e l’aereo la nave, ma il traffico è sempre quello. E se nei porti continuano a non degnarti neanche di un’occhiata, in aeroporto, l’addetto ai controlli radiogeni dei bagagli da stiva, ilare, vede sfilare sul nastro trasportatore intere greggi di agnelli, famiglie di maiali e maialetti al gran completo, abilmente adagiate tra gli indumenti intimi e i maglioni. E sono salsicce di Irgoli, trecce e trattalias, casizoli di Santulussurgiu, seadas ancora congelate, bottiglie d’olio di Ittiri, di Mirto o di Nepente di Oliena. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E ogni volta lo stesso sospiro di sollievo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3841116909612433652?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3841116909612433652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3841116909612433652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3841116909612433652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3841116909612433652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/06/bagagli.html' title='Bagagli'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-exMgh0ZS7C4/Tgnx8lt_gAI/AAAAAAAAAro/IlS9x1oSOS4/s72-c/valigie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-781669653484077404</id><published>2011-06-24T14:15:00.008+02:00</published><updated>2011-06-25T17:47:11.159+02:00</updated><title type='text'>Samatza Croccada</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;Ci sono dei paesi immobili per l'eternità. Il mio, a detta dei miei compaesani, è uno di questi: mai nulla vi è successo e mai nulla vi succederà.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;La realtà è ben diversa. Ne sono successe di cose ma non tutti se ne accorgono, e di queste vi voglio parlare.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;Un tempo, nei pomeriggi lunghi e caldi dell'estate, i giovani si radunavano all’uscita del paesino di Samatza e, discorrendo discorrendo, allungavano il passo fino all’ingresso di Croccada dove passeggiavano le coppiette e le ragazze da marito. Strada facendo, salutavano i ragazzi di Croccada, i quali andavano a loro volta a corteggiare le ragazze di Samatza. Era così da sempre: i giovani di Samatza sposavano poi le ragazze di Croccada e quelli di Croccada le ragazze di Samatza.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;Le nuove famiglie lasciavano il tetto paterno e costruivano casa lungo la strada che collegava i due paesi. Samatza e Croccada si svuotarono progressivamente dei loro abitanti prima di essere definitivamente abbandonati. Una leggenda dice che l’attuale paese di Samatza Croccada sia stato costruito con le pietre delle rovine dei due paesi.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;Oggi, quando i giovani del paese si sposano, si fanno la casa in periferia, riportando le pietre degli antichi villaggi là dove abitavano i loro antenati, e quando anche l’ultima pietra sarà rimessa al suo posto di Samatza Croccada rimarrà soltanto un vago ricordo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-781669653484077404?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/781669653484077404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=781669653484077404' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/781669653484077404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/781669653484077404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/06/samatza-croccada.html' title='Samatza Croccada'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4996112141951276206</id><published>2011-06-06T09:58:00.002+02:00</published><updated>2011-06-06T09:58:26.014+02:00</updated><title type='text'>La mia prima volta in TV</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mai stato in televisione? Beh, sì, una volta ma mi è bastato per il resto dei miei giorni.&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; line-height: 115%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Era tanto tempo fa – non avevo ancora famiglia e portavo i baffi – all'occasione di una fiera paesana nella quale erano convenuti molti agricoltori della zona a proporre i loro prodotti. Preciso che non ho niente a che vedere con l'agricoltura e che ci andai per curiosità tanto per farmi un giro quella domenica. Era una fiera direi standard con difficoltà di parcheggio, volantinaggio all’ingresso, assaggi volanti, trattori, animali vaganti, stand e bancarelle. Circolando tra queste non seppi resistere a una bella cassetta di cipolle che costavano poco e niente. Pensandoci bene mi chiedo ora cosa ne potevo fare di una cassetta di cipolle visto che non andavo matto per tale ortaggio. Altri tempi, altri ragionamenti. Mi beccarono sul fatto quelli di Telenova. Telecamera e microfono puntati. Parte l'intervista. Subito interrotta. Mi chiesero se potevo mettermi la cassetta in spalla e non seppi dire di no anche se al momento non avevo capito il motivo di tale richiesta. Si riparte e seconda interruzione: questa volta mi misero in braccio un sacco di patate gentilmente prestato dal contadino di una bancarella vicina. Riparte l’intervista con terza interruzione: “Scusi, ma lei il sardo lo sa parlare?” “Sì”, risposi. “Ha niente in contrario se le facciamo l’intervista in sardo?” Al punto in cui mi trovavo potevo solo accettare. Per non portarvi alla lunga, tra un interruzione e l’altra mi ritrovai con una cassa di cipolle in spalla, un sacco di patate in braccio, un paio di stivali in gomma ai piedi e in groppa a un asinello grigio: non vi dico il successo il giorno dopo con i miei alunni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4996112141951276206?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4996112141951276206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4996112141951276206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4996112141951276206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4996112141951276206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/06/la-mia-prima-volta-in-tv.html' title='La mia prima volta in TV'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3392389667662912638</id><published>2011-06-03T23:37:00.001+02:00</published><updated>2011-06-03T23:38:20.030+02:00</updated><title type='text'>Il mio alter ego</title><content type='html'>&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 10pt; line-height: 115%;"&gt;Il mio alter ego non l'ho mai visto ma c'è gente che giura di averlo incontrato dall'altra parte della città. Mi hanno pure detto il suo nome perché si tratta di un noto bombolaio. “Perché non vai a trovarlo?” mi chiedono con sempre maggiore insistenza. Ma io - sapete come sono fatto - &amp;nbsp;ho una certa reticenza ad andare da lui perché sono sicuro che mi rassomigli ma temo di ritrovarmi con la mia caricatura, o peggio ancora di essere la sua di caricatura. Avete presente quegli incontri combinati tanto per farsi una bella risata alle spalle degli altri? Allora mi dico "ognuno al suo posto che è meglio così". Me ne rimango qui, a distanza, sicuro che lui farà altrettanto. E ti pareva che proprio ora non bussavano alla porta…&lt;br style="mso-special-character: line-break;" /&gt; &lt;br style="mso-special-character: line-break;" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3392389667662912638?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3392389667662912638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3392389667662912638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3392389667662912638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3392389667662912638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/06/il-mio-alter-ego.html' title='Il mio alter ego'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1942638628403788936</id><published>2011-05-07T08:13:00.004+02:00</published><updated>2011-05-13T19:15:48.166+02:00</updated><title type='text'>Pescivendole</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;“O ‘jente chi vole pesciiii? Ma chi mazzardi!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;Quando sentiva quel grido, Sassegnu, il mio gatto tigrato, mi guardava con aria di supplica, poi si strofinava contro la mia gamba e cominciava a miagolare ininterrottamente. Tanto faceva che dovevo aprirgli la porta.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;“E teniteli sti gatti!” Era una delle due pescivendole vestite di nero che aveva appena posato l’enorme cesta rotonda piena di pesci che portava in equilibrio sulla testa e la faceva sembrare a un piccolo messicano sotto il suo sombrero. Le due ceste di vimini erano disposte su un muretto ai lati della fontana dove la seconda pescivendola si lavava le mani e risciacquava due coltellacci che immaginavo già affilati ma che continuava ad affilare ulteriormente sfregando le due lame l’una contro l’altra. L’esercito di gatti che circondavano la pescheria ambulante non considerava questa operazione come una minaccia, anche perché le due signore sorridevano e non sembravano affatto dispiaciute della loro presenza. Forse i gatti erano un po’ troppi, ecco tutto. Trenta, forse quaranta, alcuni del vicinato, altri provenienti da quartieri più lontani, tutti richiamati dalla scia di odore che il pesce inevitabilmente lascia al suo passaggio. Ai posti d’onore, i più grossi, tra cui Sassegnu, uno dei più temuti e rispettati a causa del suo aspetto da filibustiere, dietro, dei gatti dall’aspetto meno minaccioso, che probabilmente passavano la vita sopra le ginocchia dei loro padroni, e dietro ancora, i più timorosi, alcuni solo intenti a giocare tra di loro. Le donne del vicinato circondavano a loro volta le ceste, disperdendo per un attimo i felini, e cominciavano a chiedere il prezzo del mazzardo, o del polpo, oppure della zuppa di pesci. Fingevano di trovare tutto caro ma alla fine compravano sempre, anche perché cosa vuoi che facciano il venerdì se non i pesci? E poi c’erano quei pesci di scoglio, ottimi per la zuppa di pesce, che non costavano niente. Le pescivendole parlavano a voce alta, un po’ per rispondere alle domande delle loro clienti, un po’ per farsi sentire dalle donne distratte o da chi preferiva rimanersene dietro le gelosie. Mentre parlavano mettevano sul piatto di una vecchia stadera tre o quattro pesci per volta, facevano scivolare il peso sull’asta, attendevano un attimo che la bilancia fosse in equilibrio e dichiaravano: “Buon peso!”. Poi prendevano alcuni mazzardi per la coda, li poggiavano su un foglio di giornale bello aperto e gli facevano il trattamento completo: con lo stesso coltello gli toglievano le squame da una parte e dall’altra, lo sventravano, lo risciacquavano sotto la fontana , lo incartavano e consegnavano il tutto alle clienti che si facevano un piacere di pagare con un biglietto che ancora non aveva odore. Poi prendevano il foglio di giornale pieno di squame e di viscere e lo offrivano ai gatti che aspettavano frementi. Era il momento preferito del mio Sassegnu il quale dimostrava ulteriormente che i gradi se li era meritati. In un attimo spariva tutto. Le pescivendole dovevano solo allontanare qualche gatto che ancora leccava il foglio, appallottolare quello che ne restava e buttarlo nel secchio dei rifiuti più vicino. Si lavavano le mani, risciacquavano i coltelli e la stadera, che disponevano nella cesta , poi si rimettevano la cesta in testa e partivano per fare tappa alla prossima fontana a trenta, quaranta metri più lontano.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;“O ‘jente chi vole pesciiii? Ma chi mazzardi!”&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px;"&gt;I gatti, questa volta erano proprio quaranta, forse cinquanta. Si dice che quando facevano rientro al porto i gatti fossero almeno cento e che una cosa era certa: lì di topi non ce n’erano.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1942638628403788936?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1942638628403788936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1942638628403788936' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1942638628403788936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1942638628403788936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/05/pescivendole.html' title='Pescivendole'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1770031826145129630</id><published>2011-05-05T14:11:00.011+02:00</published><updated>2011-05-15T10:11:32.932+02:00</updated><title type='text'>Nido di rondine</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; line-height: 18px;"&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="350" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=s_q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=murato,+corse&amp;amp;aq=&amp;amp;sll=42.580622,8.832643&amp;amp;sspn=0.001096,0.002642&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;hq=&amp;amp;hnear=Murato,+Muro,+Alta+Corsica,+Corsica,+Francia&amp;amp;ll=42.551062,8.916845&amp;amp;spn=0.008769,0.021136&amp;amp;t=h&amp;amp;z=14&amp;amp;output=embed" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;small&gt;&lt;a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=embed&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=murato,+corse&amp;amp;aq=&amp;amp;sll=42.580622,8.832643&amp;amp;sspn=0.001096,0.002642&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;hq=&amp;amp;hnear=Murato,+Muro,+Alta+Corsica,+Corsica,+Francia&amp;amp;ll=42.551062,8.916845&amp;amp;spn=0.008769,0.021136&amp;amp;t=h&amp;amp;z=14" style="color: blue; text-align: left;"&gt;Visualizzazione ingrandita della mappa&lt;/a&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Murato è un piccolo paese dell'Alto nebbio dove regna la pietra grigia, che costituisce la materia prima della casa còrsa e si rivela nei muri scrostasti dal tempo, nei balconi e sui tetti ricoperti di grosse lastre d’ardesia, nel passamano e nei gradini delle scale esterne che portano al primo piano delle abitazioni tradizionali.&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;Ghjisè Raffalli, che da trent’anni aveva lasciato Murato per la città di Bastia, aveva deciso di trascorrere gli anni che gli rimanevano da vivere, e di morire, nel paese che gli aveva dato i natali, regalato un’infanzia felice e presentato il primo amore. Così se n’era tornato nella casa dei suoi, ormai abbandonata, ma che con poca spesa era riuscito a rendere di nuovo abitabile. Gli avevano offerto di eseguire i lavori gratuitamente, a titolo di vaga parentela e di amicizia, a nome di un passato che riemergeva a ogni parola pronunciata, a ogni inflessione della voce, a ogni sguardo, a ogni gesto. Ma Ghjisè era orgoglioso e testardo e preferiva non dover niente a nessuno per non essere un giorno rimproverato di non avere pagato i suoi debiti. Era vedovo e non aveva lasciato eredi, o forse sì, ma indirettamente, perché suo fratello maggiore, ormai defunto, aveva famiglia in continente.&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;Aveva settant'anni, e tutto sommato li portava bene, ma era stanco e malinconico. Lui diceva di essere ammalato, forse più per essere compatito nella solitudine nella quale versava da troppo tempo, che per vera convinzione di esserlo. Aveva sentito parlare di una guaritrice, una certa Giuditta Poggioli, quarant’anni o poco più, vedova, che a quanto pareva veniva da Rutali, il paese vicino, dove i suoi amuleti avevano dato sollievo a molti ammalati. Non che Ghjisè credesse fermamente che gli esseri umani fossero in grado di operare delle miracolose guarigioni, il fatto è che in cuor suo voleva crederci, come aveva sempre voluto credere nei poteri dei&amp;nbsp;&lt;span style="font-style: italic; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;mazzeri&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e dei&amp;nbsp;&lt;span style="font-style: italic; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;murtulaghji&lt;/span&gt;.&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;Era una domenica mattina del mese di aprile. Ghjisè si era rasato, aveva pettinato i suoi radi capelli bianchi e messo i vestiti migliori. Tutto sommato, era ancora un bell’uomo, Ghjisè. Sapeva che la guaritrice non riceveva la domenica ma volle lo stesso presentarsi a casa sua eventualmente facesse un’eccezione. Si avviò sulle lastre grigie delle vie del paese. In pochi minuti, giunse davanti all’abitazione della signora Poggioli. La vide seduta sull’ultimo gradino della scala esterna. Aveva qualcosa di triste, infelice, negli occhi. Guardava lontano, come in attesa di qualcuno, forse di quel qualcuno che ora era proprio sotto di lei e di cui non si era ancora accorta. Aveva una lunga gonna nera, e nient’altro sotto la gonna. Le gambe erano aperte, come per prendere il fresco, e lasciavano vedere quel che a Ghjisè sembrò un nido di rondine, di quei nidi che stanno sotto gli spioventi dei tetti o sotto i balconi. Ghjisè non disse nulla, non si schiarì neppure la voce. Rimase semplicemente lì, interdetto, a guardare. Lei mise parecchio tempo prima di avvertire la sua presenza. Quando abbassò lo sguardo verso di lui, il suo volto arrossì improvvisamente.&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;Quella domenica fece un’eccezione.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1770031826145129630?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1770031826145129630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1770031826145129630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1770031826145129630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1770031826145129630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/05/nido-di-rondine.html' title='Nido di rondine'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6776646789045174324</id><published>2011-04-22T15:14:00.002+02:00</published><updated>2011-04-24T18:25:59.456+02:00</updated><title type='text'>questo testo  sono state offerte anche con la collaborazione di vita da bullecco</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;1non fumare &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;2non buttare plastica e vetro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;3rispettare le piante&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;4costruire meno centrali nucleali&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;5usare meno possibile la macchina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;6non sprecare i cibi buttandoli :dalli al tuo animale domestico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;7 prova a fare la raccolta differenziata&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;8 distingui tra carta ,umido, secco ,cartone ,plastica e vetro .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;9 per l ‘ umido usate buste biodegradabili&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;10 quando fai la spesa compra pacchetti che contengono meno cose da gettare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;11la terra può essere rifatta con&amp;nbsp; un facile compost&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;12 l ‘ acqua che dalla bottiglia volete gettare&amp;nbsp; potete darla alle piante&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;13ovviamente non diventerete come Terzigno ,tutta sta spazzatura .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;14non catturare gli animali e poi venderli perché è brutto,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;16 non prendete uccelli in via della estinzione ,perché la specie è già poca ,e se la facciamo ancora di più…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;17 tutti i materiali speciali come batterie devono essere buttati in contenitori appositi che troverete in negozi elettronici o in farmacia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;18 nei campi dei fiori belli e rigogliosi non buttate spazzatura&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;19 nei fiumi non buttate niente &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;20 avvolte dalle fognature lo sporco si libera al mare , inquina molto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;21 infatti talvolta si formano fiumi fatti di succhi dei materiai inquinanti ,che si sono sciolti anche alcuni in 100 anni .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;22 il cibo non dovete gettarlo come dicevo prima ,perché si può dare a degli animali domestici. L ‘ uomo fa molta fatica sprecata per niente&amp;nbsp; se sprechiamo i cibi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;23la c’ingomma possono restare sui 5 anni .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;24&amp;nbsp; lasciate che le api vadano sui fiori a prendere il nettare e a prendere il polline ,perché il polline cadendo ,fa più fiori ,oltre al seguente.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;25&amp;nbsp; le pioggia dovrebbero essere raccolte in bacini artificiali che poi la purificano e la scaricano ben pulite in mare.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;26 i giornali possono essere riciclati ma con sostanze sempre inquinanti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;27 usate meno la televisione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;28 camminate di più &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;29 una volta ogni tanto si potrebbero spazzare via le sporcizie dalla terra&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;30 provare a fare un bosco artificiale e a lasciarlo così&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;31 usare meno carta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;32 mangiare meno zucchero&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;33 usare meno dentifricio : alcune montagne cadono per&amp;nbsp; la prelevazione i queste sostanze . &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;34 quando spendete i soldi usate banconote per risparmiare materiali dai !meglio usare&amp;nbsp; 6 banconote da cento o 60.000 monete di ferro ?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;35 i vestiti devono essere trattati bene&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;36 usare meno profumi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;37 usare meno repeller di zanzare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;38 fare negozi un po’ meno grandi per usare meno cibo e per sprecare di meno .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;39 usate in Emilia Romagna macchinette che ti danno un centesimo per buttare una bottiglia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;40uste meno pippe &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;41&amp;nbsp; mangiate meno pesci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;42 a causa del ‘ uomo la natura è caduta ,per questo usate meno profumi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;44le chitarre non devono essere buttate a casaccio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;45 il ferro può diventare una lattina di coca cola .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;46 usate libri e quaderni riciclati più spesso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;46 usate più spesso i semi e piantateli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;47 nella differenziata dovete chiedere nei secchi l spazzatura ,non lasciacela a disposizione libera ,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;48 usate meno accendini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;49 i contenitori devono essere di cartone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;50 un rottame può diventare una moto o una macchina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;51 dobbiamo accorgerci dei nostri sprechi :pensate…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;52Comprate meno orologi da taschino&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;53 usate pannelli a energia solare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;54 usate luci a energia solare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;55i fili possono essere maggior mente inquinanti .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;56 usate poche mattonelle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;57 comprate televisioni a meno spreco .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;58usate meno yo-yo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;59 mangiate meno briosce&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;60usate meno stuzzicadenti e gomme&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6776646789045174324?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6776646789045174324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6776646789045174324' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6776646789045174324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6776646789045174324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/04/queste-storie-sono-state-offerte-anche.html' title='questo testo  sono state offerte anche con la collaborazione di vita da bullecco'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3265201602453386171</id><published>2011-03-26T22:01:00.005+01:00</published><updated>2011-03-26T22:05:28.442+01:00</updated><title type='text'>Asparagi</title><content type='html'>- A quanto gli asparagi?&lt;br /&gt;- Un mazzo 6 €, due mazzi 10 €. In pratica il secondo lo paga solo 4 €.&lt;br /&gt;- Allora mi dia il secondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3265201602453386171?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3265201602453386171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3265201602453386171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3265201602453386171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3265201602453386171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/03/asparagi.html' title='Asparagi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7869577890961712234</id><published>2011-02-14T10:22:00.002+01:00</published><updated>2011-02-14T10:24:49.474+01:00</updated><title type='text'>Stazione di Silì</title><content type='html'>&lt;b&gt;- Buongiorno... Due scanni sulla Freccia Sarda per Macomer, per piacere...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Sì, prende la Freccia di che ora?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Delle otto e mezza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Ora vecchia o ora nuova?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Ora vecchia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Spero rimangano degli scanni... Ah, ecco! Quanti anni ha il bambino?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Ne ha solo otto ma ne dimostra&amp;nbsp;venticinque.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Allora ha diritto a una riduzione del venticinque&amp;nbsp;per cento... Vagone fumatori?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Sì!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- A fogu a intru o fogu a foras?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- A fogu a intru. Posso pagare con la mia Carta Nuraghe?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Certamente!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Ecco qua!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Grazie e arrivederci!&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7869577890961712234?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7869577890961712234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7869577890961712234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7869577890961712234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7869577890961712234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/02/stazioni-di-sili.html' title='Stazione di Silì'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9094302307548771991</id><published>2011-01-28T20:28:00.000+01:00</published><updated>2011-01-28T20:28:32.373+01:00</updated><title type='text'>La Légende de la Nonne (Victor Hugo — Odes et Ballades)</title><content type='html'>&lt;b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venez, vous dont l'œil étincelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour entendre une histoire encor,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approchez : je vous dirai celle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De doña Padilla del Flor.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elle était d'Alanje, où s'entassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les collines et les halliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il est des filles à Grenade,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il en est à Séville aussi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui, pour la moindre sérénade,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A l'amour demandent merci ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il en est que d'abord embrassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le soir, les hardis cavaliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce n'est pas sur ce ton frivole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qu'il faut parler de Padilla,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Car jamais prunelle espagnole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'un feu plus chaste ne brilla ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elle fuyait ceux qui pourchassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les filles sous les peupliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rien ne touchait ce cœur farouche,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ni doux soins, ni propos joyeux ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour un mot d'une belle bouche,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour un signe de deux beaux yeux,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On sait qu'il n'est rien que ne fassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les seigneurs et les bacheliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elle prit le voile à Tolède,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au grand soupir des gens du lieu,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comme si, quand on n'est pas laide,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On avait droit d'épouser Dieu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peu s'en fallut que ne pleurassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les soudards et les écoliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mais elle disait : "Loin du monde,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivre et prier pour les méchants !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel bonheur ! quelle paix profonde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans la prière et dans les chants !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Là, si les démons nous menacent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les anges sont nos boucliers !" -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Or, la belle à peine cloîtrée,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amour dans son cœur s'installa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fier brigand de la contrée&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vint alors et dit : Me voilà !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelquefois les brigands surpassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En audace les chevaliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il était laid ; des traits austères,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La main plus rude que le gant ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mais l'amour a bien des mystères,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Et la nonne aima le brigand.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On voit des biches qui remplacent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leurs beaux cerfs par des sangliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour franchir la sainte limite,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour approcher du saint couvent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Souvent le brigand d'un ermite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prenait le cilice, et souvent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cotte de maille où s'enchâssent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les croix noires des templiers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nonne osa, dit la chronique,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au brigand par l'enfer conduit,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aux pieds de sainte Véronique&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donner un rendez-vous la nuit,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A l'heure où les corbeaux croassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volant dans l'ombre par milliers. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padilla voulait, anathème !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oubliant sa vie en un jour,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se livrer, dans l'église même,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sainte à l'enfer, vierge à l'amour,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jusqu'à l'heure pâle où s'effacent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les cierges sur les chandeliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Or, quand, dans la nef descendue,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nonne appela le bandit,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au lieu de la voix attendue,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'est la foudre qui répondit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieu voulut que ses coups frappassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les amants par Satan liés. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aujourd'hui, des fureurs divines&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pâtre enflammant ses récits,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vous montre au penchant des ravines&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelques tronçons de murs noircis,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deux clochers que les ans crevassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dont l'abri tuerait ses béliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quand la nuit, du cloître gothique&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brunissant les portails béants,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Change à l'horizon fantastique&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les deux clochers en deux géants ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A l'heure où les corbeaux croassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volant dans l'ombre par milliers… -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Une nonne, avec une lampe,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sort d'une cellule à minuit ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le long des murs le spectre rampe,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un autre fantôme le suit ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Des chaînes sur leurs pieds s'amassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De lourds carcans sont leurs colliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lampe vient, s'éclipse, brille,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sous les arceaux court se cacher,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puis tremble derrière une grille,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puis scintille au bout d'un clocher ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Et ses rayons dans l'ombre tracent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Des fantômes multipliés. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les deux spectres qu'un feu dévore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traînant leur suaire en lambeaux,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cherchent pour s'unir encore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En trébuchant sur des tombeaux ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leurs pas aveugles s'embarrassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans les marches des escaliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mais ce sont des escaliers fées,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sous eux s'embrouillent toujours ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'un est aux caves étouffées,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quand l'autre marche au front des tours ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sous leurs pieds, sans fin se déplacent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les étages et les paliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elevant leurs voix sépulcrales,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cherchant les bras étendus,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ils vont… Les magiques spirales&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mêlent leur pas toujours perdus ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ils s'épuisent et se harassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En détours, sans cesse oubliés. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pluie alors, à larges gouttes,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bat les vitraux frêles et froids ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vent siffle aux brèches des voûtes ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Une plainte sort des beffrois ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On entend des soupirs qui glacent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Des rires d'esprits familiers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Une voix faible, une voix haute,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disent : "Quand finiront les jours ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah ! nous souffrons par notre faute ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mais l'éternité, c'est toujours !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Là, les mains des heures se lassent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A retourner les sabliers…" –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'enfer, hélas ! ne peut s'éteindre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toutes les nuits, dans ce manoir,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cherchent sans jamais s'atteindre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Une ombre blanche, un spectre noir,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jusqu'à l'heure pâle où s'effacent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les cierges sur les chandeliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, tremblant à ces bruits étranges,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelque nocturne voyageur&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En se signant demande aux anges&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sur qui sévit le Dieu vengeur,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Des serpents de feu qui s'enlacent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracent deux noms sur les piliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cette histoire de la novice,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saint Ildefonse, abbé, voulut&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qu'afin de préserver du vice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les vierges qui font leur salut,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les prieures la racontassent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans tous les couvent réguliers. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enfants, voici des bœufs qui passent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cachez vos rouges tabliers !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avril 1828&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9094302307548771991?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9094302307548771991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9094302307548771991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9094302307548771991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9094302307548771991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/01/la-legende-de-la-nonne-victor-hugo-odes.html' title='La Légende de la Nonne (Victor Hugo — Odes et Ballades)'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5049566311251372211</id><published>2011-01-18T17:59:00.000+01:00</published><updated>2011-01-18T17:59:08.511+01:00</updated><title type='text'>Consiglio</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Lo vuoi un consiglio? Rimani il coniglio che sei e non cercare mai di diventare umano. E’ troppo complicato. La vita, la gente è troppo complicata e non hai mai punti di riferimento o, se ci sono, sono davvero pochi. Al massimo sono cinque e con quelli ti devi arrangiare. Li vuoi conoscere? Siediti e ascolta: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli col naso a patata dicono la verità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudersi dentro casa solo dopo essere entrato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una gallina che fa le fusa rimane una gallina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il treno delle undici passa sempre alle dodici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello delle dodici passa sempre alle undici&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5049566311251372211?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5049566311251372211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5049566311251372211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5049566311251372211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5049566311251372211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2011/01/consiglio.html' title='Consiglio'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5580186126691802110</id><published>2010-12-19T19:22:00.002+01:00</published><updated>2011-01-04T10:37:18.939+01:00</updated><title type='text'>In che modo ho scoperto come nascono i bambini</title><content type='html'>&lt;b&gt;Ci sono arrivato per ondate successive di scoperte personali e di  spiegazioni di amici o scolastiche. Sapevo insomma che gli animali si  dividevano in ovipari e mammiferi. Quest'ultima parola mi metteva un po'  di paura perché per assonanza o altro (vai a sapere che cosa passa per  la testa dei bambini) l'associavo ad animali enormi pieni di latte.  Guarda caso a scuola ci insegnarono, insistendo pure sul concetto, che  le balene sono niente meno che dei mammiferi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fin qui ci arrivavo: per quanto sorprendente la balena è un mammifero,  ok. Ma niente mi preparò alla vile insinuazione di  un amico che mi  disse quasi ridendo che le donne sono a loro volta dei mammiferi e cioè  delle balene. In un certo senso potevo anche non sentirmi parte in causa  in questa storia perché il mio amico aveva detto che le donne sono dei  mammiferi e non gli uomini - ero salvo insomma - ma destino volle che  avessi come tutti gli altri una mamma e quel mio amico diceva che mia  madre è una balena. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma non fu solo questa scoperta a rendermi la vita un inferno. Il  fatto è che eravamo in attesa di un fratellino - o di una sorellina - e  da quel giorno ci fu una terza possibilità: mio fratellino o mia  sorellina poteva essere una piccola balena a sua volta e già l'  immaginavo che nuotava e spruzzava acqua nell'acquario in camera dei  miei. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il resto l'ho scoperto grazie a quel libro proibito nascosto nell'ultimo ripiano della libreria di casa.&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5580186126691802110?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5580186126691802110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5580186126691802110' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5580186126691802110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5580186126691802110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/12/in-che-modo-ho-scoperto-come-nascono-i.html' title='In che modo ho scoperto come nascono i bambini'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9052266865454427558</id><published>2010-12-19T09:01:00.004+01:00</published><updated>2010-12-19T18:04:57.030+01:00</updated><title type='text'>La triste storia di Adele Fiori</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Ascoltate signore e signori, ascoltate la triste storia di Adele Fiori su cui la sorte crudele ha scatenato le sue ire e lanciato tre bombe a mano. Mi ascolti? Sì, ti ascolto. Ah, credevo che non mi ascoltassi. Venite farfalle, venite gente, avvicinatevi prego. Basta così. Ascoltate la triste storia di Adele Fiori che incontra l’amore e che dall’amore viene tradita. Prima: ciao amore come stai? Bene? Sì, bene, grazie. Dopo: sono triste e sola e poi non ti amo più. Crollano i palazzi, si spaccano i cuori, il cibo fa schifo, ha voglia di vomitare. Sei incinta? No. Signore e signori, non si amano più. Non si amano più ma dormono nello stesso letto. Dormono, si fa per dire perché lei fa degli incubi. Sogna dei calamari e dei polpi giganti e poi si sveglia in piena notte. Non dirmi che sei diventato un polpo gigante e che stai per mollare l’inchiostro nel letto! Non lo sopporterei, ne morirei! E invece sì. Ma non è inchiostro: è gas asfissiante! Che puzza! Se non vi interessa la mia storia andatevene pure, staremo meglio soli. Sì, gas asfissiante e Adele Fiori non voleva morire asfissiata. E’ inverno. Lo so che siamo in estate. E’ inverno nella storia. Apre la finestra e si spinge più all’infuori che può. Ora sono due le puzze: quella di scoreggia del marito e quella della mondezza nella strada. Adele Fiori preferisce la puzza della mondezza. Vola giù. Per un attimo batte pure le ali e immagina di essere una rondine di primavera. Per quelli dell’ultima fila che non l’hanno capita: Adele Fiori muore. I vulcani eruttano, scoppiano le bombe atomiche, scappano i topi, piangono gli animali della foresta. Il marito, che è stato svegliato dalla propria scoreggia, si gratta e dice: non ho neanche bisogno di divorziare. La storia è finita. Se vi è piaciuta, bene, altrimenti peggio per voi, vuol dire che non vi piacciono le mie storie.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9052266865454427558?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9052266865454427558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9052266865454427558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9052266865454427558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9052266865454427558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/12/la-triste-storia-di-adele-fiori.html' title='La triste storia di Adele Fiori'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-140243139698408778</id><published>2010-12-12T11:08:00.008+01:00</published><updated>2010-12-19T18:06:22.170+01:00</updated><title type='text'>Nuovo metodo pratico per superare la velocità della luce</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Lo abbiamo messo in pratica con ottimo successo nei nostri centri operativi dopo un numero limitatissimo di sperimenti a sottolineare la precisione dei dati dei nostri elaboratori e la giustezza delle nostre teorie. L’utente domestico non avendo, ovviamente, la stessa dotazione di attrezzature del nostro Centro né disponendo di ampi finanziamenti pubblici e privati, può procedere come segue:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;1.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Disporre su rotaie perfettamente rettilinee e dalla lunghezza totale di 20 chilometri un vagone &amp;nbsp;vuoto lungo 1000 metri che chiameremo vagone A;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;2.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;all’interno del vagone A impiantare delle rotaie su tutta la lunghezza del vagone;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;3.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;collocare su queste rotaie un vagone – vagone B – dalla lunghezza di 50 metri in scala cioè di 1/20;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;4.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ripetere all’interno del vagone B le operazioni 1 e 2 in maniera da ricavare il vagone C;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;5.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;supponendo che la velocità raggiungibile da ogni vagone sia di 1000km/s si dovranno ripetere le operazioni 1 e 2 per ben altre 298 volte in modo da ottenere 300 vagoni l’uno nell’altro;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;6.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a questo punto con un solo telecomando far partire i vagoni contemporaneamente. In base alla teoria della relatività ristretta le velocità dei vagoni si sommeranno permettendo al vagone più piccolo di raggiungere poi superare la velocità della luce che è, come ben sapete, di &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="display: inline-block; white-space: nowrap;"&gt;299 792,458 km/s;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;7.&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;frenare. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-140243139698408778?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/140243139698408778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=140243139698408778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/140243139698408778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/140243139698408778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/12/nuovo-metodo-pratico-per-superare-la.html' title='Nuovo metodo pratico per superare la velocità della luce'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4167618702320557365</id><published>2010-12-03T18:34:00.007+01:00</published><updated>2011-02-23T13:50:41.165+01:00</updated><title type='text'>Luogo comune</title><content type='html'>&lt;b&gt;E’ tempo di sfatare il luogo comune che i fulmini cadano più volentieri sui bagni degli uomini che su quelli delle donne. Gli argomenti che più spesso si adducono a sostegno di questa teoria sono, in primo luogo, che l’uomo rimane generalmente in piedi per espletare le sue funzioni corporali mentre la donna è sempre seduta e, in secondo luogo, che essendo provvisto naturalmente di parafulmine è più facile che venga colpito dalle saette. Il fatto è che questa tesi parte dalla considerazione errata che tutti gli uomini sguaino per l’occasione una ferramenta da moschettieri. La verità è ben diversa da questa immagine trionfale dell’uomo: con l’andare degli anni, con lo stress,con i fattori ansiogeni, e chi più ne ha più ne metta, l’armamentario maschile rassomiglia sempre più a una messa a terra e costituisce quindi per il suo portatore più una protezione che un pericolo.&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4167618702320557365?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4167618702320557365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4167618702320557365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4167618702320557365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4167618702320557365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/12/luogo-comune.html' title='Luogo comune'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6088222623151983038</id><published>2010-12-03T09:37:00.003+01:00</published><updated>2010-12-19T18:12:21.245+01:00</updated><title type='text'>Psicologia della raccolta differenziata</title><content type='html'>&lt;b&gt;Nel nostro quartiere, la domenica e il lunedì il servizio di nettezza urbana non effettua nessuna raccolta dei rifiuti. Così il martedì mattina l’umido è grasso e scoppia di salute come un maiale da macellare. Il secco del mercoledì è abbondante per le stesse ragioni e allegro straripa dai secchi e dalle buste. L’umido del giovedì è sobrio, contenuto, in pace con se stesso. Il venerdì è la volta del vetro, dell’alluminio e del ferro che dignitosi e disciplinati aspettano il loro riciclo. La mattina del sabato si butta tutto, tutto, e la mondezza di quel giorno è gravida delle promesse di un giusto riposo.&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6088222623151983038?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6088222623151983038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6088222623151983038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6088222623151983038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6088222623151983038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/12/psicologia-della-raccolta-differenziata.html' title='Psicologia della raccolta differenziata'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1337211789609079972</id><published>2010-11-28T21:01:00.031+01:00</published><updated>2011-10-18T08:15:03.316+02:00</updated><title type='text'>L’uomo del Correboi</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPK043-A28I/AAAAAAAAArE/PbW6HbR9BPo/s1600/gennargentu.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="158" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPK043-A28I/AAAAAAAAArE/PbW6HbR9BPo/s320/gennargentu.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;Sebbene l’area geografica dellapresente ricerca sia sostanzialmente circoscritta al paesino ogliastrino diFluminimattzai e al passo montanaro del Correboi che lo sovrasta, la nostra indaginecoinvolge tutti i paesi del circondario accomunati dalle leggende, le abitudinie le superstizioni che si rapportano al cosiddetto Uomo del Correboi e chedalla convinzione della sua esistenza sono state originate. Proponiamo ai gentililettori del &lt;i&gt;Journal&lt;/i&gt; una prima partedel nostro studio che per motivi di spazio non possiamo pubblicareintegralmente in questo numero e abbiamo quindi suddiviso in quattro articolimensili. Di prossima pubblicazione le poesie e le canzoni barbaricine eogliastrine, poi gli amuleti e i riti magici intorno all’Uomo del Correboi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Gli avvistamenti:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;Le testimonianze &lt;i&gt;de visu&lt;/i&gt; dell’esistenzadell’Uomo del Correboi consistono &amp;nbsp;principalmentenegli avvistamenti del commerciante inglese, sir Harry Scott, e del pastoreFranco Prunedda di Fluminimattzai. Di queste ci rimangono alcune righe in undiario di viaggio e un articolo del quotidiano isolano, l’Unione Sarda.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Riguardo al primo avvistamento attingiamo dal diario dello stesso Scott[Note di un commerciante inglese nell’Isola di Sardegna, Andrea Giusti ed.Firenze, 1853]che ne precisa la data: venerdì 23 aprile 1852. Citiamo: “&lt;i&gt;Ilnostro convoglio&lt;/i&gt;, scrive lo Scott,&lt;i&gt; costituito da una vettura e da 20carri carichi di prodotti alimentari e di artigianato isolani, quali mobilia dicastagno e vasellami, proveniva dalla città di Nuoro e si accingeva adattraversare il noto passo del Correboi in direzione della cittadina di Lanuseie successivamente del porticciolo di Arbatax dove era ancorato lo steamerProudly King. Era una bella giornata primaverile e niente faceva presagire l’incontroche mi accingo a descrivere. Uno dei nostri cocchieri, Angelo Artitzu, in predaall’agitazione, porgendomi il proprio cannocchiale mi indicava una figura umanasu uno sperone di roccia distante circa 250 metri. Incuriosito, presiimmediatamente il cannocchiale e guardai nella direzione indicatami dal signorArtitzu. Non è raro scorgere dei pastori in quelle vicinanze ma l’uomo che miapparve, sempre che di uomo si trattasse, sicuramente non era un pastore: nonindossava alcun vestito e mostrava una pelle completamente bianca in gran partericoperta da abbondante peluria bianca, una lunga capigliatura bianca o biondae una muscolatura poco comune. La sua statura, da quanto potessi giudicare aquella distanza, poteva essere stimata tra i 190 e 210 centimetri. Quel chemaggiormente mi sorprese non furono tanto le sue fattezze, che per quantoinsolite potevano avere una spiegazione razionale, quanto le sue prodigioseabilità motorie. Come se avesse capito che a nostra volta lo stessimoosservando si mise a correre ad una velocità che nessun umano potrebbeeguagliare in quegli impervi sentieri e a saltare da una roccia all’altra comesolo i mufloni dell’isola sanno fare. Lo potei seguire, anche se con qualchedifficoltà, per almeno due minuti nelle sue straordinarie acrobazie finché nonscomparve del tutto alla nostra vista.&lt;/i&gt;” Scott non aggiunge altri dettagli aquell’appunto di viaggio e non risultano cronache dell’epoca che abbianoripreso l'argomento. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Il secondo avvistamento risale a soli dieci anni fa, il 19 marzo 1890 ese ne ha notizia in un articolo dell’Unione Sarda, giornale fondato soltanto unanno prima, che riproduciamo qui di seguito nelle sue linee essenziali:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;“Pastore muore dallo spavento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Mercoledì scorso&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;, si legge, &lt;i&gt;il tranquillo paese diFluminimattzai è stato brutalmente svegliato alle prime ore del mattino dallegrida di spavento di un certo Franco Prunedda, noto pastore del villaggio. IlPrunedda, molto probabilmente, dormiva nel suo ovile nel pressi del passo delCorreboi, quando è stato svegliato da qualcosa, o qualcuno, che lo haterrorizzato. L'uomo si è dato alla fuga, correndo senza sosta fino araggiungere il paese. La gente del posto, ce lo descrive come un uomo piuttostocoraggioso, che non temeva né la vita solitaria nel suo ovile né la spietatezzadei suoi simili. Ma che ci poteva essere di tanto orrendo nel Correboi damettere paura al pastore? Purtroppo non possiamo dare una risposta certa aquesta domanda perché lo stesso Prunedda non è sopravvissuto più di un giornoalla sua triste avventura e fino al momento della sua morte non fu più in gradodi parlare. Sembra tuttavia che proprio sul punto di morire sia riuscito aproferire all’orecchio della moglie queste testuali parole: S’Omu deArrescottu. Ora, secondo una credenza locale di Fluminimattzai, s’Omini deArrescottu, l’uomo di ricotta, è un essere leggendario, che vive nei monti delGennargentu e si nutre delle mucche e delle pecore che liberamente pascolano inquelle montagne. Le ultime parole del Prunedda sono state a loro volta causadel terrore che da tre giorni imperversa tra gli abitanti del paese quasi sifossero riproposti i tempi bui del Medioevo con le loro streghe e i lorostregoni.&lt;/i&gt;” [L’Unione Sarda, 22 marzo 1890] L’articolo prosegue prendendo ledistanze se non denigrando questo genere di credenze, che definisce “&lt;i&gt;indegnedi un secolo che sta per finire all’insegna della scienza&lt;/i&gt;”, e ipotizza unapiù verosimile vendetta alla quale sarebbe momentaneamente sfuggito il poverouomo rafforzando questa supposizione con alcune testimonianze raccolte tra iparenti e i conoscenti della vittima.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;L’ipotesi del giornale non ha mai avuto nessun riscontro oggettivo, e gliautori della presunta aggressione non sono mai stati individuati né la vicendaha avuto un proseguo in qualche faida famigliare. Lasciamo quindi all’autoredell’articolo, Pietrino Zuddas, la responsabilità delle sue opinioni ma gli siamograti per avere fatto riferimento per la prima volta in un giornale all’uomodel Correboi, oggetto esclusivo della presente ricerca di interesseantropologico, etnologico e più generalmente scientifico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Chi o che cosa hanno visto esattamente sir Harry Scott e il signorPrunedda a trentotto anni di distanza l'uno da l'altro? Trattasi di un esserefavoloso o più semplicemente di un uomo con caratteristiche fisiche particolarima comunque umane? Non si possono ancora dare delle risposte a tali quesiti madella vicenda sono rimaste delle interessanti tracce sul campo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Invitati dalla Royal Society a raccogliere e a studiare quanto piùmateriale fosse possibile sull’argomento, ci siamo recentemente recati, io e lamia consorte, Mrs. Maria Fadda Johnson, nel villaggio di Fluminimattzai, dovesiamo stati confortevolmente ospitati dalle signore Pau Elmina e la cognataPistis Marta. Ringraziamo quindi queste signore per la loro generosa ospitalitàe per le meravigliose leggende che ci hanno raccontato e che offriamo per la primavolta ai nostri lettori i quali non mancheranno di cogliere dellecorrispondenze tra le caratteristiche fisiche dei protagonisti e quelledell'Uomo del Correboi descritte dal commerciante inglese. Precisiamo che lesignore Pau e Pistis, entrambe vedove, hanno rispettivamente 60 e 61 anni e chenon hanno mai sentito queste leggende prima di avere compiuto dieci – dodicianni di età. Supponiamo quindi che queste&amp;nbsp;abbiano avuto originesuccessivamente, forse anche conseguentemente, all’avvistamento del commercianteinglese sir Harry Scott. Riteniamo, inoltre, che l’appellativo con cui è localmentenoto l’Uomo del Correboi, &lt;i&gt;“s’omini dearrescottu”,&lt;/i&gt; letteralmente “&lt;i&gt;l’Uomo di Ricotta&lt;/i&gt;”,&amp;nbsp; sia una storpiatura de &lt;i&gt;“s’omini de Harry Scott” &lt;/i&gt;e cioè &lt;i&gt;“l’uomodi Harry Scott”,&lt;/i&gt; termini con i quali veniva inizialmente designatoquell’essere straordinario che la fertile immaginazione popolare ha collocato ametà strada tra il mito e la realtà.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Le leggende:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Leggenda 1 [Raccontata dalla signora Pau Elmina di Fluminimattzai in data22 agosto 1900]:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;“C’era una volta un povero ragazzo afflitto da una pelle e capellibianchissimi fin dalla nascita. I suoi quattro fratelli, che si ritenevano piùfortunati perché nati tutti bruni, lo prendevano spesso in giro sia in famigliache davanti agli estranei. Albino, così si chiamava il ragazzo, era molto triste.Non parlava con nessuno e nessuno voleva parlare con lui, neanche i genitori iquali si vergognavano di avere un figlio “bianco come un morto”, come dicevano.Albino rimaneva spesso da solo, mangiava da solo, spesso i resti dei piatti deifratelli, e dormiva da solo in un lettino scomodo sistemato in soffitta, a cuisi accedeva da una disagevole scala a pioli, come la roba che non serviva piùma di cui la famiglia non aveva il coraggio di disfarsi. Desiderava solo unacosa: morire ma non sapeva ancora che la vita è il dono più prezioso che Dio ciabbia dato. Una mattina, i suoi fratelli, che avevano la pessima abitudine dirubare nelle case dei loro compaesani, avendo appreso che il mugnaio del paesesi era recato col suo asino nel paese vicino per prendere dei sacchi di grano eche non avrebbe fatto rientro quella notte, si riunirono in cucina perpreparare un furto di farina nella sua casa. Albino, che fu svegliato dal vociodei fratelli si alzò dal letto e scese in cucina dove li supplicò di non andarema i fratelli non gli volevano dare ascolto. Così, al crepuscolo, il ragazzodecise di accompagnarli nella casa del mugnaio per cercare di dissuaderli finoall’ultimo momento. Forzarono la serratura ed entrarono chiudendo la portadietro di loro. Trovarono come speravano dei sacchi pieni di farina chedovevano solo caricare sulle loro spalle prima di uscire. Cosa che fecero maquesta volta la serratura della porta giocò loro un brutto scherzo: sirifiutava ostinatamente di aprirsi. Provarono per ore e ore ma non c’era nienteda fare: la serratura non si sbloccava. Non c’era altro modo per uscire: inquella casa, per misura di sicurezza, non c’erano finestre. Decisero così didormire sui sacchi di farina e di attendere la mattina il ritorno del mugnaio acui avrebbero raccontato di essere entrati in casa sua per comprare la farina.In un modo o nell’altro sarebbero usciti da quella casa. Così si sdraiarono suisacchi e si misero a dormire. Quella notte però la Morte passò da quelle partie non essendoci serratura che le sappia resistere entrò. Vedendo i ragazzibruni tutti infarinati pensò: “Questi mi vogliono ingannare dandomi da credereche sono già morti.” Poi, guardando il giovane Albino e constatando che la suapelle era effettivamente bianca anche dopo avere spazzolato con la sua veste lafarina disse: “Non mi ricordo di avergli portato via la vita ma questo misembra già morto.” Così lo lasciò vivere portandosi via solo le vite dei suoifratelli. Uscendo lasciò la porta aperta. Quella mattina Albino svegliandosivide i corpi dei fratelli. Pianse su di loro e recitò una preghiera affidandole loro anime a Dio. Accorgendosi poi che la porta era aperta uscì. Da quelgiorno Albino amò la vita e ritrovò il sorriso.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;Leggenda 2 [Raccontata dalla signora Pistis Marta di Fluminimattzaiin data 24 agosto 1900]:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;“Il re del Gennargentu ha ormai raggiunto l’età in cui gli uomini devonoprendere moglie. Riunisce i saggi del suo Regno per prendere consiglio da loro.La dama che avrà l’onore di essere scelta dal nostre re, dice un vecchio saggioogliastrino, non solo deve essere la dama più bella tra tutte ma possedere asua volta le qualità di una grande regina. Dalle prove emergono i caratteri e ledoti, continua il vecchio. Il re faccia sapere a tutte le donne del reame cheallo scadere del mese sposerà quella che si presenterà con il velo da sposa piùlungo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;La decisione del re fu proclamata in ogni angolo del suo immenso regno inmodo che nessuna donna la potesse ignorare. Così le famiglie più ricche dellaSardegna comandarono alle sarte, poi a tutte le altre donne in grado di cuciree ricamare, di confezionare per la loro donna in età da matrimonio, il lungovelo da sposa che le avrebbe assicurato le nozze reali. Non sempre le decisionidei sovrani sono giuste, soprattutto quando concedono solo ai ricchi e tolgonoogni speranza ai poveri. A questo pensava Nevina, la bella figlia delcalzolaio, che aveva appreso dalla defunta madre a cucire e a rammendare. Oracontribuiva con le sue compaesane a preparare il velo della ricca AngelinaPorcu. Non è giusto, ripeteva tra sé e sé, Angelina, o una come lei, diventeràla regina del Gennargentu, ma nessuna di queste, ne sono certa, ama il re comeme. Nevina amava in gran segreto il re dal giorno che la famiglia reale vennein paese a chiedere di un calzolaio capace di fabbricare delle scarpe comodeper un vecchio cortigiano a cui il re era molto grato per avergli salvato lavita. Siccome il padre di Nevina era l’unico calzolaio del paese, bussarono acasa sua. I giovani si guardarono e subito la ragazza sentì qualcosa di stranoin lei. Era il suo cuore puro che aveva cominciato a battere per quello del suore. Non potendo pretendere di essere ricambiata dal suo sovrano, Nevina cercòdi dimenticare soffocando il suo amore nel duro lavoro quotidiano. Il giornodelle nozze stava ormai arrivando, il velo era pronto e per lei non c’eranessuna speranza. L’indomani avrà come regina una donna come Angelina Porcu,ricca e superba ma col cuore arido come i giorni di siccità. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Ma Nevina aveva un’amica. Era un’amica che conosceva e poteva vedere sololei. Le parlava la notte, quando tutti dormivano e si poteva confidare. Quellanotte la sua amica le disse: “Non ti arrendere! Non smettere di sperare! Domanirecati da sola sulla vetta più alta del Gennargentu, fai una preghiera easpetta!” Nevina non capì perché la sua amica le avesse sussurrato questeparole ma nonostante questo si promise di seguire il suo consiglio. Siaddormentò e sognò di trovarsi alla corte del re e di portare il velo damatrimonio più lungo. Il re le sorrise, disse di ricordarsi di lei, e la scelsetra tutte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Al suo risveglio Angelina Porcu riunì tutte le donne e le ragazze cheavevano cucito e ricamato il velo ordinando loro di sostenerlo mentre avrebbesfilato nel palazzo reale. Quale non fu la sua collera quando si accorse cheNevina non si trovava tra le sue damigelle! La fece cercare dai suoi sottopostima di lei nessuna traccia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Nevina aveva fatto come la sua amica le aveva detto. Si trovava sullacima più alta del Gennargentu e guardava le carrozze arrivare alla corte delre. Il re le accoglieva ad una ad una personalmente sul viale di accesso alpalazzo. Qualcuno fece notare: “Sire, nevica sul Gennargentu!” Per quantoinsolito per il mese di aprile il re vide che effettivamente stava nevicandosulla cima più alta della Sardegna. Poi, accorgendosi che sulla vetta c’era unadonna, chiese di chi si potesse trattare. “E’ Nevina, disse un cortigiano conun lungo cannocchiale, la figlia del calzolaio.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Continuava a nevicare. Nevicò così tanto che il monte si coprì di un velonevoso facendo sembrare la bella Nevina una giovane sposa con un immenso veloda matrimonio. Il re riconobbe in Nevina la ragazza che da tempo amava e chefinalmente poteva sposare.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;Leggenda 3 [Raccontata dalla signora Pau Elmina di Fluminimattzai in data22 agosto 1900]:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;“Il pastore Carmine Brundu e la moglie FrancaSpissu sono sposati da cinque anni ma non hanno figli. Una notte la mogliesogna di un bambino fatto tutto di ricotta che segue il marito e si comportacome se ne fosse il figlio. A un certo punto il bambino si rivolge a leidicendole: &lt;i&gt;‘se davvero vuoi un figlio dìa tuo marito di seminare a cipolle il campo di Satt’e Idda.’&lt;/i&gt; Tutti sannoche quel campo è sterile e non ha mai dato frutti a causa della maledizionedella più malvagia tra le &lt;i&gt;coghe,&lt;/i&gt;Maria Malitengas. Che il campo di Satt’e Idda potesse produrre delle cipollesembrò tanto assurdo alla signora Spissu che se ne stette in silenzio e nondisse quindi nulla al marito. Un mese più tardi fece lo stesso sogno ma questavolta il bambino di ricotta l’implorava di fare quanto diceva e fu cosìcommovente da svegliarla tra le lacrime. La signora svegliò allora il marito epiangendo gli raccontò del sogno. L’uomo si alzò, si vestì in fretta, prese isuoi strumenti da lavoro e uscì di casa. Arò e seminò il campo maledetto ilgiorno stesso. Alcuni mesi dopo, quando videro le prime piantine spuntare poile belle cipolle dorate, la coppia si mise a sperare. Un giorno la signoraSpissu s’accorse di essere in dolce attesa. Nacque un bel bambino biondo cheera lo specchio della salute.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Lesignore Pau e Pistis, oltre ad averci aperto le loro case e a raccontarci le leggenderiportate, si sono offerte di assisterci, il sottoscritto e consorte, in tuttele necessità che la nostra permanenza implicava. Così ci siamo visti preparareogni mattina un’abbondante colazione con latte di pecora appena munto,marmellate e dolci tradizionali fatti espressamente per noi. Dire che il pranzoe la cena erano copiosi sarebbe riduttivo e sarebbe altrettanto riduttivoaffermare che erano anche eccellenti. Ci è parso, a me e alla mia signora, chequeste squisite persone facessero a gara per offrirci quanto di meglio sapevanocucinare. Oltre che per la loro ospitalità siamo loro riconoscenti per avercipresentati ai loro compaesani e in particolare ai pastori Alfio e BrunoPrunedda e alla signora Bonacatu Sitzia, rispettivamente figli e vedova diFranco Prunedda, di cui abbiamo raccolto le interessantissime testimonianze chepubblicheremo nel prossimo numero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Se la nostra inchiesta ci condusse fino a quel puntoa fare la conoscenza di numerose persone indirettamente implicate nella vicendache ci occupava quale non fu la nostra sorpresa nell’essere presentati,all’occasione di una passeggiata serale &amp;nbsp;sullapiazza del paese, al cocchiere Angelo Artitzu che fu uno degli avvistatoridell’Uomo del Correboi, se non addirittura il primo. Il signore Artitzu è unsignore robusto e, a quanto disse egli stesso, apparentemente con una puntad’orgoglio, ancora dotato di buona vista nonostante l’età molto avanzata. Lasua testimonianza coincide in tutto e per tutto con quella di sir Harry Scotttranne che per un interessantissimo particolare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;“Eraun uomo muscoloso, alto, forse più di due metri. Aveva una capigliatura e unafolta peluria bianche. E’ probabile che nonostante fosse grande e forte avessepaura di noi perché, a un certo punt,o si mise a correre e a saltare tra lerocce come per scappare. La cosa che più mi ha colpito non era tanto cheriuscisse a farlo con tanta agilità, cosa che tutto sommato sanno fare anche ipastori, ma il fatto che ogni tanto più che correre o saltare sembrava cheballasse. Così:”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Il signor Artitzu, per dare corpo alle sue parole,si era alzato, fatto largo tra la folla che nel frattempo si era raccoltaintorno a noi, e intonando una sorta di &lt;i&gt;dillu&lt;/i&gt;molto ritmato eseguì, presto imitato da tutti i presenti, compresi ilsottoscritto e consorte, i complessi passi di quello che a Fluminimattzai tuttichiamano &lt;i&gt;su baddu ‘e s’arriscottu &lt;/i&gt;trasformandodi fatto un’intervista con tutti i crismi della ricerca scientifica in una festa di paese che, tra balli, musiche e canti, proseguìper tutta la notte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;Henry Donald Johnson&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;(&lt;i&gt;Journal of the Royal Society, n° 76 del &lt;/i&gt;24maggio 1900)&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1337211789609079972?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1337211789609079972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1337211789609079972' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1337211789609079972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1337211789609079972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/luomo-del-correboi.html' title='L’uomo del Correboi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPK043-A28I/AAAAAAAAArE/PbW6HbR9BPo/s72-c/gennargentu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6272801837725285644</id><published>2010-11-26T12:49:00.001+01:00</published><updated>2010-11-26T17:53:02.301+01:00</updated><title type='text'>Mi faresti un favore?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi faresti un favore? Non per altro: è che non so mai se sei tu o se bussano alla porta. Lo so che tutti i conigli lo fanno e visto che sei un coniglio lo fai anche tu ma, la notte, mentre dormo, potresti evitare di battere le zampe? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6272801837725285644?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6272801837725285644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6272801837725285644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6272801837725285644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6272801837725285644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/mi-faresti-un-favore.html' title='Mi faresti un favore?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5950670433394751221</id><published>2010-11-22T16:22:00.002+01:00</published><updated>2010-11-22T16:22:45.223+01:00</updated><title type='text'>Problemino</title><content type='html'>Ecco, quando penso a Olbia, mi viene da parluri in galluresu. Siccumi il galluresi non lu conoscu mi viena da purlori unu galleresi chi non esiste. Chiedo perciò ai moderaturi una poca di pazienzu. Ora mi sta passando. Ve l’ho detto: mi succede solo quando penso ad Olbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allori, la storia est questu. Sono anduto in unu albergo di quella città, unu albergu di tre stelli, normali. Così mi sembruvu. Appena arrivato, ho misso i bagagli sopra il letto e mi sono precipitato in bagno perché con un’influenza intestinale c’è poco da scherzare. Non vi dico cosa è successo a un mio conoscente che si era intestardito a resistere a ogni costo. E infatti gli è costato. Dicevo che in quest’albergo di Olbia… eru arruvutu allu puntu du tururu lu sciacquonu: ma duve steva lu sciacquoni? Nun si capiva nienta. A me sti alberghi ultramoderni non li suppurtu prupriu. Potevu domandari allu vicinu di camera? Dovevo per forzu chiedere aiutu allu tipu della ressepscion. E’ arrivato subita sul luogo dellu delitto e in quattro e quattr' otto ha fatto scendere l’acqua e se n’è andato senza spiegarmi come ha fatto. Vi sembra che posso dipendere dalla reception tutte le volte che devo andare in bagno? Avevo solo due possibilità: o comprarmi un secchio di plastica o trasferirmi in un albergo distante da Olbia. Aggiu sceltu di cumpruru lu succhiu u du sturu a Olbiu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Succiede puru a voi di parlaru un'altra lingua senza rendervene conto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5950670433394751221?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5950670433394751221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5950670433394751221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5950670433394751221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5950670433394751221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/problemino.html' title='Problemino'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8674653136806037151</id><published>2010-11-22T15:56:00.000+01:00</published><updated>2010-11-22T15:56:12.299+01:00</updated><title type='text'>Perché nei film le notizie vanno sempre a coppie?</title><content type='html'>&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,Arial,Helvetica; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,Arial,Helvetica; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="spnMessageText" id="msg"&gt;Ore  9.00 "Papà! C'è una buona notizia e una brutta: la buona notizia è che ho  ritrovato la chiave del diario segreto, la brutta è che ho perso il diario  segreto..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 9.45 "Papà! C'è una buona notizia e una brutta: la  buona notizia è che ho ritrovato il diario segreto, la brutta è che ho perso la  chiave..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 10.05 "Papà! Ci sono due brutte  notizie..."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8674653136806037151?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8674653136806037151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8674653136806037151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8674653136806037151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8674653136806037151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/perche-nei-film-le-notizie-vanno-sempre.html' title='Perché nei film le notizie vanno sempre a coppie?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7873892212932197881</id><published>2010-11-21T23:45:00.000+01:00</published><updated>2010-11-21T23:45:27.160+01:00</updated><title type='text'>Le cose posso sempre andare peggio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://files.splinder.com/88d448c8a07d88e850d1a5eacf24390f.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://files.splinder.com/88d448c8a07d88e850d1a5eacf24390f.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7873892212932197881?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7873892212932197881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7873892212932197881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7873892212932197881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7873892212932197881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/le-cose-posso-sempre-andare-peggio.html' title='Le cose posso sempre andare peggio'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1078160014780325603</id><published>2010-11-20T19:04:00.000+01:00</published><updated>2010-11-20T19:04:01.911+01:00</updated><title type='text'>Il vecchio Luigi</title><content type='html'>Il vecchio Luigi ha un gemello, Gino. Si rassomigliano talmente tanto - fisicamente dico perché per il carattere sono l’esatto contrario l’uno dell’altro - che quando mi capita di incontrare uno dei fratelli per strada, per capire con chi dei due mi sono imbattuto devo guardare la moglie. Ecco, Luigi è quello senza. Sì, vive da solo. So che vuole vivere da solo. Una scelta di vita, la sua. Persino la sua casa, situata nel bel mezzo di un vigneto, sembra nascondersi sotto un pesante cappotto di edera e quattro enormi alberi di fico e desiderare la protezione di quel muro malandato interrotto da due cancelli coperti di ruggine. Il primo cancello, quello di sinistra, è talmente arrugginito che è diventato impossibile aprirlo. Inutile quindi sprangarlo o condannarlo come soltanto gli ingegnosi contadini solitari sanno fare. Un cartello di legno, legato alle sbarre con del filo di ferro, intima con una scritta dipinta a mano in lettere maiuscole: “VIETATO ENTRARE”. Personalmente, lo trovo perfettamente inutile quel cartello ma non ho mai avuto il coraggio di chiedergli una spiegazione. Ma a guardarlo bene, il muro, e neanche troppo attentamente, ti accorgi che addirittura un bambino, oppure una pecora smarrita o un ubriaco, lo potrebbero scavalcare senza la benché minima difficoltà. Il cancello di destra, impercettibilmente meno arrugginito dell’altro, regge un cartello gemello del primo nel quale si può letteralmente leggere: “Qui sì, che si può entrare. Firmato Luigi”. Che faccio, me ne sto fuori come uno scemo a guardare muri e cancelli e a leggere i cartelli o entro ad assaggiare il suo sempre ottimo vino rosso?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1078160014780325603?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1078160014780325603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1078160014780325603' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1078160014780325603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1078160014780325603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/il-vecchio-luigi.html' title='Il vecchio Luigi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8408216194336474636</id><published>2010-11-19T21:47:00.010+01:00</published><updated>2010-11-20T07:35:15.417+01:00</updated><title type='text'>Il paese di Ciscaless</title><content type='html'>L’inglese non era ancora una lingua d’aeroporto, oh no! Non lo capivamo ma con l’inglese viaggiavamo davvero. Con la mente. Uno faceva il basso con la bocca, alcune note in rapida successione sufficienti a farci entrare nel paese di Ciscaless. Com’era già?&lt;br /&gt;“Ciscaless, au pays de Ciscaless”.&lt;br /&gt;La nostra convinzione della sua esistenza era tale che non ci voleva molto per disegnarlo con la mano, lì, un po’ sopra l’orizzonte. Il paese di Ciscaless prendeva corpo, consistenza, si materializzava intorno a noi. Non avevamo più le ginocchia sbucciate, non ci mancava più un dente davanti e la pezza al culo diventava invisibile. La canzone finiva quando l’avevamo cantata tre o quattro volte, ma il mondo che aveva creato non si dissolveva improvvisamente. Si rimpiccioliva piano piano, e un po’come quando hai guardato il sole, persisteva nella memoria, continuava a scaldarti il cuore. Vai col basso...&lt;br /&gt;« Ciscaless, au pays de Ciscaless&lt;br /&gt;Aignu finess, aignu faless&lt;br /&gt;Aignu Ciscaien »&lt;br /&gt;Dimenticavo: la canzone era “Venus” dei Shocking Blue, 1970.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="345" height="278"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/U2DBcbZc3ck?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/U2DBcbZc3ck?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="346" height="280"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8408216194336474636?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8408216194336474636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8408216194336474636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8408216194336474636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8408216194336474636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/il-paese-di-ciscaless.html' title='Il paese di Ciscaless'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5608255479057279970</id><published>2010-11-13T09:18:00.002+01:00</published><updated>2010-11-13T18:06:18.401+01:00</updated><title type='text'>Le cose non stanno così</title><content type='html'>No, Coniglio, le cose non stanno così. Gli uomini credono di avere bisogno di consigli stupidi più dell'aria che respirano, più della loro vita stessa. Ho visto gente morire per un consiglio stupido, tanta, mentre quello di cui aveva profondamente bisogno era solo di un piccolo, tenero, stupido, coniglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5608255479057279970?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5608255479057279970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5608255479057279970' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5608255479057279970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5608255479057279970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/le-cose-non-stanno-cosi.html' title='Le cose non stanno così'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3564556182689567087</id><published>2010-11-13T08:43:00.000+01:00</published><updated>2010-11-13T08:43:40.836+01:00</updated><title type='text'>La route</title><content type='html'>La route passe par la montagne&lt;br /&gt;Là-bas, plus loin, beaucoup de lasagnes,&lt;br /&gt;Des tuyaux, des maisons en ruines, &lt;br /&gt;Des poubelles et des chats qui fouinent.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3564556182689567087?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3564556182689567087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3564556182689567087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3564556182689567087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3564556182689567087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/la-route.html' title='La route'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4374013647399023233</id><published>2010-11-13T08:08:00.001+01:00</published><updated>2010-11-13T12:11:20.031+01:00</updated><title type='text'>Tout craquèle à volonté</title><content type='html'>Tout craquèle à volonté dans cette ville&lt;br /&gt;Les nomades prennent thés et camomilles&lt;br /&gt;Les arcades blanches sur le peuple tombent&lt;br /&gt;Les sorcières qui ont faim vont vers les tombes&lt;br /&gt;Les paysans dans les blés manient la pelle&lt;br /&gt;Les curés s'impatientent dans la chapelle&lt;br /&gt;Les fillettes affamées mangent leurs morves&lt;br /&gt;Des gangsters armés les guettent dans la rue Morgue&lt;br /&gt;Mais quand finira donc tout ce fracas?&lt;br /&gt;"Peut-être la semaine qui viendra!"&lt;br /&gt;Quand arrivera ce fameux dimanche&lt;br /&gt;Et quand Don Quichote de la manche?&lt;br /&gt;Imitons donc le très grand César&lt;br /&gt;Pas comme le peureux qui prennent le car&lt;br /&gt;Faisons comme le grand Cassius&lt;br /&gt;Pas comme les peureux qui prennent l'autobus&lt;br /&gt;Creusons, travaillons, reconstruisons notre domaine!&lt;br /&gt;Eh! vous, là-bas, pourquoi dévastez-vous la plaine?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4374013647399023233?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4374013647399023233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4374013647399023233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4374013647399023233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4374013647399023233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/tout-craquele-volonte.html' title='Tout craquèle à volonté'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-74730201376896162</id><published>2010-11-01T08:14:00.005+01:00</published><updated>2010-11-01T08:33:34.053+01:00</updated><title type='text'>Un attimo</title><content type='html'>C’è stato un incidente. Mica qui: nella mia testa, un incidente narrativo se vuoi. Il personaggio principale scansa la morte. Facciamo un incidente stradale, o ferroviario, fa più effetto. Verso la fine della storia ci si accorge che era una vita immaginata in un attimo di agonia, che in realtà il protagonista non è sopravvissuto ma che gli è stata regalata una sorta di vita virtuale. Si torna sulle lamiere contorte, il fuoco, i pompieri, l’ambulanza. Sorpresa: la vittima non è il protagonista ma il lettore. I personaggi sgomenti guardano il lettore disteso sulla barella, il lettore che prima di morire ha un attimo di vita immaginaria, che si segue, che si vive con lui, nel libro e fuori dal libro, fino alla fine. E si torna ancora una volta sui luoghi dell’incidente. Questa volta a morire è l’autore. La storia si ferma lì: il protagonista viene sospeso nel gesto di un’eterna frenata, il libro ti sparisce da sotto gli occhi. Bussano. Chi bussa alla tua porta?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-74730201376896162?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/74730201376896162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=74730201376896162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/74730201376896162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/74730201376896162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/11/un-attimo.html' title='Un attimo'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9144047743776588188</id><published>2010-10-31T09:33:00.005+01:00</published><updated>2010-10-31T10:59:36.425+01:00</updated><title type='text'>Quali potrebbero essere le origini europee della festa di Halloween?</title><content type='html'>Tra gli usi, i costumi e le leggende del nostre paese potrebbe aver dato origine alla festa di Halloween un’usanza dimenticata ma un tempo solidamente ancorata a Tretara, un paesino del Molise,oggi un mucchio di rovine tra le quali pascolano le pecore. A Tretara la vita era dura e spesso i prodotti della terra non bastavano per tutti. Certamente i giovani in età di matrimonio non avendo la possibilità di spendere non erano in grado di invitare tutti i parenti e gli amici che avrebbero desiderato. Così, per ragioni di economia, si decise che i giovani si sarebbero sposati in un solo giorno nell’anno, il 1 novembre, e che si sarebbe data una sola festa a cui avrebbero potuto partecipare tutti.&lt;br /&gt;La notte del 31 ottobre i giovani maschi presero così l’abitudine di festeggiare assieme il loro addio al celibato. Ed erano notti brave in tutte le bettole e taverne di Tretara. In breve, tutti puzzavano di vino. Era però costume che questi giovani andassero ad augurare la buonanotte alle fidanzate e questo lo dovevano fare da sobri, o perlomeno sobri dovevano sembrare. Ed ecco che si diffuse l’uso di mangiare tanto aglio quanto si era bevuto vino, per neutralizzarne gli odori e non destare nell’amata nessun sospetto. &lt;br /&gt;Halloween è nato così, tra l’aglio – pronunciato Allo – e il vino. L’insieme delle due parole è diventato prima “Allovin” poi, ma questa è un’altra storia, “Halloween”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9144047743776588188?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9144047743776588188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9144047743776588188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9144047743776588188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9144047743776588188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/10/quali-potrebbero-essere-le-possibili.html' title='Quali potrebbero essere le origini europee della festa di Halloween?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-2972550146451909366</id><published>2010-10-29T08:25:00.004+02:00</published><updated>2010-10-29T09:57:12.442+02:00</updated><title type='text'>Fedeltà o dipendenza?</title><content type='html'>Uno che rimane una vita fedele a una casa automobilistica e, attraverso questa, al proprio paese, si capisce. C’è l’alfista sfegatato, che, sentendosi in dovere di dare il suo contributo all’economia italiana, compra italiano, chi da sempre e nonostante la caratteristica  ruggine ha avuto una Fiat, ma c’è anche chi compra straniero, come me, e si vota all’acquisto di Renault, Peugeot, Ford o Toyota. Io compro Lada: carrozzeria come non ne fanno più, motore rombante, volante, freno a mano. Ma una a marca di carta igienica, perché esserle sempre fedele? Non si sa neanche di che paese sia la carta igienica…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa lessi che alcune note marche di sigarette aggiungevano qualche subdola droga nel loro tabacco al fine di aumentare la dipendenza dei consumatori. Lo stesso ho letto per alcuni prodotti alimentari destinati a cani e gatti: è possibile che per ragioni esclusivamente economiche le multinazionali della carta igienica aggiungano nell'impasto di cellulosa che successivamente riempirà il nostro carrello, poi il nostro portabagagli e infine finisce nel nostro miavetecapito, aggiungano dicevo una sostanza che, assorbita inconsapevolmente ogni volta che ci detergiamo, ci renda tutti come drogati e schiavi di quella marca? Come spiegare altrimenti che nei bagni dei supermercati la gente si sniffi senza ritegno i rulli di carta igienica con la scusa che è profumata e come rendere conto di quest’improvvisa passione per i multistrati? E lo spinello, siamo sicuri che la droga sia dentro e non sia invece costituita dalla carta igienica che sempre più spesso sostituisce le cartine?&lt;br /&gt;Che faccio? Chiamo Le Iene o Striscia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-2972550146451909366?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/2972550146451909366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=2972550146451909366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2972550146451909366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2972550146451909366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/10/fedelta-o-dipendenza.html' title='Fedeltà o dipendenza?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-2101110693547099470</id><published>2010-10-21T23:55:00.000+02:00</published><updated>2010-10-21T23:55:07.882+02:00</updated><title type='text'>Esercizio di scrittura creativa</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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I più bravi ci riescono per ben dieci minuti, per voi cinque – sei minuti saranno più che sufficienti. Trascorso quel lasso di tempo, non indugiate oltre: prendete la penna e descrivete un coccodrillo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-2101110693547099470?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/2101110693547099470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=2101110693547099470' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2101110693547099470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2101110693547099470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/10/esercizio-di-scrittura-creativa.html' title='Esercizio di scrittura creativa'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3155781712856133852</id><published>2010-10-12T07:43:00.001+02:00</published><updated>2010-10-12T07:43:22.981+02:00</updated><title type='text'>Come scrivere un libro noioso?</title><content type='html'>Sapete com'è: in un pullman, magari durante una gita scolastica, s'alza uno e chiede ai presenti d'immaginare un deserto, così tanto per fare un test psicologico. Allora centovent'otto palpebre comprese le vostre e quelle dell'autista si chiudono contemporaneamente per fissare quel deserto. Solo che immaginare un deserto, almeno per quel che mi concerne, è la cosa più difficile che ci sia al mondo. Un po' d'erbetta spunta sempre qua e là, e ci sono i cespugli, secchi ma ci sono, e l'oasi senza il quale non c'è deserto, poi i cammelli e i dromedari, gli uomini del deserto, le carovane, Mosé col suo popolo, gli avvoltoi che oscurano il cielo, gli insetti... In meno di cinque minuti il vostro deserto diventa l'Avenue des Champs Elysées.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere un libro piatto, che non dica e non insegni nulla, un libro noioso, credo rientri nello stesso ordine di difficoltà. Ecco chiudi gli occhi e cominci a scrivere di niente. Bè, ci riesci benissimo, almeno le prime tre pagine. All'improvviso un'idea, una pessima idea che tenti di scacciare con tutte le tue forze perché troppo spassosa. Ma ritorna nella tua mente finché non cedi perché l'unico modo che hai di liberartene è di scriverla. La scrivi. Sperando ovviamente che le cose finiscano qui. Ma oggi non sei fortunato: ecco arrivare quell'altra cosa che se non la scrivi muori. E scrivi pure quella. E poi le idee affluiscono come dei beduini e tu non puoi fare altro che disporle sulla pagina nella speranza che non s'incontrino e facciano dei figli. Ma è proprio quel che succede. Il vostro libro si trasforma in quel che non avreste mai e poi mai voluto che si trasformasse: un orrendo capolavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vi chiedo: come scrivere un sano, noioso libro di trecento pagine da mettere nella libreria e non aprire mai?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3155781712856133852?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3155781712856133852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3155781712856133852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3155781712856133852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3155781712856133852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/10/come-scrivere-un-libro-noioso.html' title='Come scrivere un libro noioso?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-263269404298494204</id><published>2010-10-09T08:29:00.004+02:00</published><updated>2010-10-09T14:09:13.782+02:00</updated><title type='text'>Lo so...</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lo so, lo so che sei un coniglio immaginario e che ti ho inventato io, che davanti a me, in questo preciso momento, non c’è nessuno, che in ogni preciso momento non c’è mai stato nessuno. Lo so che parlo con te che non esisti e solo per me fingi di esistere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma io… per te, esisto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-263269404298494204?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/263269404298494204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=263269404298494204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/263269404298494204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/263269404298494204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/10/lo-so.html' title='Lo so...'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6354091024989692773</id><published>2010-09-30T10:02:00.006+02:00</published><updated>2010-10-09T08:34:39.225+02:00</updated><title type='text'>Ritrovarsi</title><content type='html'>&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Come è bello ritrovare se stesso dopo averlo a lungo cercato! Sai, Conì, è come un amico che hai perso di vista e incontri per strada magari un po’ invecchiato. E’ vero, si rischia di non riconoscerlo più, di passargli vicino e di non accorgersene neanche. C’è gente che sopravvive a se stesso senza saperlo e continua a cercarlo in ogni angolo di via. Accade anche il contrario, che egli sopravviva a te e non lo sappia. Allora continua a cercarti come un cane cerca il padrone che lo ha abbandonato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Io sono stato fortunato: ho trovato lui che cercava me mentre cercavo lui. Un vago saluto, poi le domande. Ti sei sposato? Hai dei figli? Sei felice? Mi ha detto di no, no e no, che non gliene importava, che non sarebbe andato più via.&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;Non credergli mai, Coniglio. Il mondo è troppo grande per perdersi una sola volta .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #323d4f; font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6354091024989692773?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6354091024989692773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6354091024989692773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6354091024989692773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6354091024989692773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/09/trovarsi.html' title='Ritrovarsi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6598658364568136936</id><published>2010-09-26T23:43:00.003+02:00</published><updated>2010-10-09T08:34:55.801+02:00</updated><title type='text'>Quante lacrime ci sono in una cipolla?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Vuoi davvero sapere quante lacrime ci sono in una cipolla? Sai, Coniglio, dipende da quanta gente c’è intorno ma sono tante, credimi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Fai il conto che ci siano dieci persone e facciamo che in media vengano prodotte circa cinque lacrime per occhio e quindi dieci lacrime per i due occhi e per persona. Di conseguenza, dieci persone, cento lacrime. Cento persone, mille lacrime. Settecentomila persone, sette milioni di lacrime.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;Dividere tutte le cifre per due in caso di ciclopi.&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="FR" style="color: #333333; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;O di mezza cipolla&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;(A Ale Coniglio)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6598658364568136936?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6598658364568136936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6598658364568136936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6598658364568136936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6598658364568136936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/09/quante-lacrime-ci-sono-in-una-cipolla.html' title='Quante lacrime ci sono in una cipolla?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4111432253753677255</id><published>2010-09-17T08:09:00.004+02:00</published><updated>2010-09-17T15:04:18.916+02:00</updated><title type='text'>L'invito</title><content type='html'>Ogni giorno che Dio ha fatto, quando mi vengo a sedere su questa panchina nel parco, guardo lei che guarda me.&amp;nbsp;Ma rimaniamo lì, a distanza, come due leoni sul sagrato, l'uno a spiare i gesti dell’altra, a leggere nei nostri cuori, come lei legge nel suo libro, una storia d’amore che non vuole cominciare. Sapesse…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapesse che sono seduto su un chilo di emorroidi… e un chilo d’emorroidi sono un motivo sufficiente per non far nascere un amore. Chissà, mi dovrei alzare, sorreggere il suo sguardo, sorriderle e, con tutto il coraggio di cui sono capace, dirle: “Signorina, perché non viene a pranzo domani a casa mia? Mi farebbe un immenso piacere…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrei… E che cosa le cucino poi? Due spaghetti alla carbonara?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4111432253753677255?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4111432253753677255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4111432253753677255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4111432253753677255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4111432253753677255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/09/linvito_17.html' title='L&apos;invito'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5089851388456886550</id><published>2010-09-11T13:30:00.005+02:00</published><updated>2010-12-05T22:30:43.646+01:00</updated><title type='text'>Don Barras</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPwEffQl7bI/AAAAAAAAArI/z-STcQThPt0/s1600/lolla.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="204" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPwEffQl7bI/AAAAAAAAArI/z-STcQThPt0/s320/lolla.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dinghiliana dinghiliana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tzia Maria nch’est ruta in funtana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E su fizu nch’est rutu in su ludu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;muzere bella e maridu corrudu”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora Luigia ondeggiava sotto l’alto soffitto della lolla campidanese al ritmo di un dillu che dolcemente cantava mentre il povero marito, in punta di piedi su una sedia impagliata, cercava invano di afferrarla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vieni giù!” urlò Palmiro Seddas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La moglie proseguì nel canto e nella sua danza aerea indifferente alle suppliche dell’uomo. Vicino a lui, la vecchia madre, una vedova vestita di nero, scarpe da tennis, monosopracciglio, accenno di baffi, espressione severa. Tutt’intorno, delle galline, delle oche grasse, dei conigli, un gatto, un asino grigio che, indolente, da anni girava intorno alla sua mola e il cane Putzu, un meticcio pidocchioso dal pelo lungo e sporco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vieni giù!”, ripeté l’uomo, ma la donna che volteggiava nell’aria era troppo immersa nel dillu per sentirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dinghili dinghili Dinghili dou&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ei su babbu si mandigad’un’ou&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ei su fizu atterettantu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cando ha’ gana intonad’unu cantu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unu cantu bellu e semper nou&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dinghili dinghili Dinghili dou”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La suocera, gli occhi infuocati dall’ira, ordinò al figlio: “Palmiro, prendi la scopa! Glielo faccio vedere io Dinghili dou!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A queste parole la signora Luigia scoppiò in una risata isterica, perse il tempo, sbatté contro la grossa trave di legno e cadde sul pavimento di pietre a mezzo metro dalla vecchia signora. Fu immediatamente legata, impacchettata, imbavagliata, portata in camera e assicurata alle sbarre di ferro del proprio letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ così che ci ringrazi, porca che non sei altra?” le urlò in faccia la suocera. “Se non fosse stato per mio figlio oggi saresti sposata con un cartoneri e cercavi cartone d’imballaggio in mezzo alla mondezza. Sai che ti dico? Tu hai il peccato in corpo, il diavolo in persona, sì, il diavolo, e c’è una sola persona in Sardegna che possa fartelo uscire: don Barras…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No!”, gridò il figlio. “Don Barras no! Quell’uomo non metterà mai i piedi in casa mia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“O vai a cercare don Barras o ti tieni tua moglie così com’è. Ti piace vederla volare per le stanze? Vuoi che la gente ti prenda in giro? E’ questo che vuoi? Ma l’hai vista tua moglie?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma…”, protestò Palmiro Seddas, “lo sai che cosa fa don Barras alle donne? Lui..”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì, che lo so”, l’interruppe la madre. “E allora? Che cosa può fare a una donna sposata?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro Seddas, che non si voleva arrendere così facilmente all’evidenza di chiamare don Barras, si aggrappava alla speranza che la moglie fosse solo vittima di malocchio. Rivolgendosi alle persone giuste, anche qui in paese,lei potrebbe guarire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chiamiamo la signora Faedda! Lei sa come si fa. Conosce tutte le mexinas de s’ogu pigau. Ti ricordi quando hanno rubato le pecore di Nanneddu Pitzolu? E’ stata lei a fare il rasu de Sant’Antoni che ha permesso di ritrovarle. Neanche Pitzolu ci credeva ma quando ha ritrovato le sue pecore a s’Acqua Cotta ha dovuto crederci per forza. Pare che la signora Faedda sapesse anche chi le aveva rubate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non farmi ridere”, sbottò la madre. “La signora Faedda al massimo con le sue formulette ti fa sparire i porri della mano, se lo vuoi sapere. La conosco io, quella. A tua moglie non serve una così. Non se ne fa niente del rasu. Mica è una pecora. Lei ha bisogno di un esorcista e don Barras è un esorcista vero.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione sull’opportunità di introdurre in casa propria un prete depravato si protrasse per tutto il pomeriggio ma alla fine il figlio cedette alle incalzanti argomentazioni della madre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene, disse sottovoce, domani lo vado a cercare…” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cenarono mestamente con gli avanzi del pranzo, a loro volta avanzi del giorno prima: del pane duro, un po’ di pecorino stagionato e un brodino di carne che portarono pure alla signora Luigia la quale, tolto il bavaglio, doveva essere imboccata col cucchiaio. Di questo preferiva occuparsene lui mentre la madre dava da mangiare agli animali e ripuliva un po’ la porcilaia, la stalla e il cortile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marito e moglie erano soli in camera. Gli occhi di lui tradivano una profonda sofferenza, quelli di lei solo voglia di canto e di ballo senza coscienza di sé e della vita intorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi è don Barras?” gli chiese. Il tono della domanda era quello di una donna presente a se stessa tanto che l’omone fu sorpreso da quelle parole improvvisamente corrispondenti al suo desiderio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nessuno… Non è nessuno..” rispose, turbato da quel lampo di lucidità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscì dimenticando di rimetterle il bavaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dinghiliana Dinghilianedda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su babbu in cappotto ei sa mama in bunnedda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ei sa pisedda in camisa arrandada &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cappellu in conca e bene apprendada”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’alba, il contadino attaccò il cavallo a sa karretta e lasciò la sua abitazione alla volta della Giara di Gentruri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strada facendo i suoi pensieri erano costantemente rivolti all’infelice donna che aveva sposato cinque anni prima mentre la natura indispettita invano gli mostrava le sue bellezze. Per lui erano solo dei campi più o meno arabili, fecondi, a seconda della loro posizione o della qualità della terra. Quello che ora si estendeva a destra era terra luàttsa, apparentemente buona ma traditrice… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a lui, il sole estivo cominciava a spuntare sulla linea verde blu dell’altopiano ai cui piedi ancora sonnecchiava il paesetto di Gentruri. Appena varcato il cartello di benvenuto, trovò sulla sinistra il bar del vecchio Tendas indicatogli dalla madre. Fermò la carretta davanti all’ingresso. Tre metri a destra, in una leggera rientranza del muro, a più di un metro di altezza, sfidando le leggi della fisica, qualche animale, un uomo di sicuro no, più probabilmente un cane, non si sa come, vi aveva depositato i propri escrementi. Entrò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bar di Ananìa Tendas era uno di quei locali eternamente votati a consolare le sconfitte elettorali dei suoi clienti, o a festeggiarne le vittorie, essendo, come quasi tutti i bar dei paesini sardi, politicamente schierato. Quando non avevano il privilegio di diventare sezione di partito, e in mancanza di bandiere e di simboli politici da mettere in bella mostra, manifestavano le loro tendenze nei bagni, perlopiù alla turca, dove erano appese a un chiodo, per farne l’uso più dissacrante possibile, delle strisce del giornale degli odiati avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ananìa Tendas, vedendo entrare l’omone grasso, chiese con tono che avrebbe voluto professionale: “Desidera?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un’informazione”, rispose Seddas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa vuole sapere?”, chiese il barista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sto cercando un certo don Barras…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Don… E’ meglio non nominarlo quello…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E perché?”, si stupì Seddas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il perché lo sanno tutti in paese ed è meglio evitare l’argomento, qui.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ascolti, io sono il figlio di Defenza Piras. Mi ha detto di rivolgermi a lei che mi avrebbe aiutato…”, spiegò Seddas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il figlio di Defenza? E come sta? Bene?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per l’età che ha sta bene. Un po’ di artrosi ma sta bene…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E chi non ce l’ha l’artrosi! Allora tu sei Adelfio?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, sono Palmiro. Adelfio è in Gallura.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ascolta, Palmiro, il tuo don Barras lo trovi lungo il sentiero in una pinnetta a circa due chilometri dall’inizio della Giara. Non puoi sbagliare. Se è per quello che penso ti dico solo una cosa: per te sarà dura, molto dura… Ti devi fare coraggio… Tu sai cosa fa don Barras? Lo sai?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro Seddas si rattristò. Bevve il suo caffè, salutò con un cenno del capo, uscì dal bar, diede uno sguardo fugace agli escrementi nella rientranza del muro e si avviò verso il suo destino. Alle sue spalle la risata di Tendas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Madre natura era parecchio distratta quando creò la Giara. Era forse sua intenzione farne la bocca di un immenso vulcano nel quale gettare ladri e assassini o un deserto rovente dove solo i serpenti, gli scorpioni, i demoni e le anime dei dannati potessero vagare i giorni d’inferno, come le era riuscito così bene in altre parti della Sardegna. Ne venne fuori un paradiso in terra, brulicante di una grande varietà di animali, tra i quali il cinghiale, la lepre, la volpe, vari uccelli di palude e il piccolissimo cavallino della Giara che tutt’oggi vive tra i suoi simili allo stato brado. L’altopiano è ricoperto di corbezzoli, mirti, lecci e sughere sotto le quali è bello ripararsi quando i raggi del sole sono spietati e l’aria diventa irrespirabile. Qua e là, alcune domus de janas e qualche rudere nuragico testimoniano che anticamente l’uomo vi ha abitato. Più recentemente, i pastori hanno costruito le loro pinnettas, casette coniche ricoperte di rami in guisa di tetto, dove occasionalmente hanno trovato rifugio banditi armati di moschetto o qualche strano eremita, come ora don Barras.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro Seddas non era molto distante dal luogo indicatogli da barista di Gentruri. Sapendo dell’esistenza dei cavallini, si guardava intorno nella speranza di scorgerne almeno uno ma niente si mosse nella macchia. Arrivato alla pinnetta di don Barras, scese dalla carretta, avanzò verso l’ingresso della casetta e si fermò aspettando che l’uomo ne uscisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lei chi è?”, chiese una voce grave dietro di lui. Seddas si voltò. Dietro un muretto a secco, l’esorcista lo fissava dritto negli occhi. Si reggeva su un bastone che poteva improvvisamente tramutarsi in arma. Era un uomo vecchio dietro una lunga barba bianca, di statura media, la maglia e i pantaloni sporchi e laceri dei mendicanti. “Che cosa ci fa qui? Che cosa vuole?” L’omone, che non era abituato a questo tipo di accoglienza, fu sorpreso dal tono ostile del prete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lei è don Barras?”, riuscì a chiedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché cerca don Barras? Qui non c’è nessun don Barras!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi hanno detto che l’avrei trovato qui…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se ne torni da dove è venuto. Don Barras qui non c’è. Se n’è andato. “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il signor Seddas non rispose. Rassegnato, risalì sulla carretta, fece inversione intorno a una sughera e si fermò davanti all'eremita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come faccio con mia moglie adesso? Don Barras era la mia unica speranza…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che cos’ ha sua moglie?”, chiese l’esorcista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il demonio… E’ posseduta dal demonio…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vengo con lei”, disse l’esorcista sedendosi vicino all’omone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puzzava come non era possibile puzzare, come non puzzano neanche le carogne su cui amano rotolarsi i cani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Destino volle che, proprio sul sentiero che aveva percorso poco prima, si fosse fermata una coppia di cavallini. Quello di dietro era visibilmente un maschio eccitato e le sue intenzioni erano chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto chiare che l’esorcista rideva, forte rideva allarmando una famiglia di gallinelle d’acqua che volò via in un rumoroso battito d’ali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vie di Gentruri sono deserte sotto i colpi del solleone. Cedono all'animazione soltanto la sera quando gli anziani si siedono davanti all'uscio e i più giovani si spingono fino a "prattsa 'e cresia" all'ombra del campanile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era mezzogiorno quando la carretta di Palmiro Seddas intraprese l'attraversamento di un paese immobile e vuoto. Ciò nonostante, l'omone sentiva su di loro mille occhi che non si perdevano un istante del loro passaggio, quasi fossero statue di santi i giorni di siccità o dei condannati destinati alla forca. Don Barras non manifestava alcun disagio. Aveva lo sguardo fisso, fiero, e il sorriso della sfida. Seddas non osava guardare oltre la criniera del cavallo e quegli occhi doveva sentirseli addosso ben oltre l'ultima casa del paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mi spieghi che cos'ha di preciso sua moglie."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vola...", rispose Seddas imbarazzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come sarebbe a dire? Non ho mai sentito niente del genere... ma se è vero quanto afferma un semplice esorcismo non potrà bastare. Ci vorrà più tempo, dei giorni, forse delle settimane, se non dei mesi. Il demone che ha preso possesso del corpo di sua moglie è potente e deve essere combattuto con tutte le forze di cui sono capace. E' possibile che io perda la vita durante l'esorcismo. Un dubbio, un piccolo cedimento e sono perduto. Se questo dovesse accadere dovrete cercare un altro esorcista, uno che sia più giovane e più forte di me. A Bitti c'è un certo Talanas. Chiedete di lui. E' una vera forza della natura... ma potete stare tranquilli, ci sono io e sono forte abbastanza per sconfiggere qualsiasi demone minacci la vostra felicità..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seddas non seppe rispondere altro che: "Grazie, don Barras..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non mi deve ringraziare. Io sono fatto così: quando la gente ha bisogno di me una mano la do volentieri." Poi, vedendo un cespuglio di cisto l'esorcista ordinò: "Si fermi un attimo!" Scese dal veicolo e andò immediatamente a nascondersi dietro il cespuglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua ombra era quella di un treppiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che si avvicinavano alla sua azienda, per fortuna un po’ in disparte rispetto all’abitato, a sua volta piccola frazione del paesino di Gonnosmassargia nell’entroterra marmillese, si poneva per Palmiro Seddas il problema dell’umiliazione di essere visto in compagnia di quell’essere ignobile. L’ingresso dal cortile in terra battuta era l’unica soluzione possibile se voleva evitare gli sguardi indiscreti dei suoi compaesani sicuramente appostati davanti a quello principale. La carretta abbandonò quindi la strada bianca per una Kaminera provvisoria tra i campi di grano. Varcato finalmente il portone di ferro battuto i due furono accolti dalla madre di Seddas e da un cane festoso che, sbucato come un fulmine dalla stalla, si precipitò sul padrone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A cuccia Putzu!” disse quest’ultimo che tuttavia non sembrava dispiaciuto di essere accolto in quel modo dal suo amico a quattro zampe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Putzu non ne voleva sapere di andare a cuccia. Dopo avere leccato le sue mani e essersi ben bene strofinato contro le sue gambe, passò ad annusare l’esorcista appena sceso dalla carretta. Agitava freneticamente la coda e cominciò a girare intorno all’uomo come per trovare un varco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A cuccia!” urlò di nuovo Palmiro Seddas. Putzu non lo ascoltava. L’unica cosa al mondo che desiderava in quel momento era di ficcare il proprio muso nelle parti più intime e puzzolenti dell’esorcista. Cosa che fece poco prima di ricevere nelle proprie un forte calcio dalla vecchia signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E legalo questo cane!” ordinò al figlio. Palmiro accorse con un guinzaglio di cuoio normalmente destinato a Puxi il pastore fonnese che faceva la guardia alle sue pecore e legò il cane a un lungo chiodo ricurvo piantato nel basso muro di pietre che conteneva il letamaio. Putzu cominciò allora a tirare sul guinzaglio e a guaire di disperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dov’è la signora?” chiese don Barras commosso dalla pena del povero animale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Stamane l’avevamo legata al suo letto ma è riuscita a liberarsi e ora passa da una stanza all’altra come un’anima dolente. Poco fa era nella lolla: se ci sbrighiamo forse la troviamo ancora lì”, disse la vecchia signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Andiamo, allora!” disse don Barras dirigendosi verso l’abitazione preceduto dalla vecchia e seguito dall’omone. Passando davanti al letamaio accarezzò Putzu, il quale si calmò e smise di piangere. Proprio mentre Palmiro Seddas stava varcando la soglia della lolla don Barras si voltò tendendo la mano per fermarlo. “Lei è meglio che rimanga qui!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rimanga qui!” ripeté l’esorcista chiudendo la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro Seddas si sedette per terra vicino a Putzu e come lui tese l’orecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seddas stava in ascolto di ogni rumore venisse da dentro la lolla. Gli pervenivano così forti che gli sembrava di essere pure lui dall’altro lato della porta. Il cigolio della mola che da un’eternità girava su se stessa, lo starnazzare di oche e polli scacciati con un calcio, lo spostamento rumoroso di sedie, la solita canzone della donna che amava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vieni giù!” udì fortemente. “Giuro che se non vieni giù prendo la scopa e ti faccio vedere io!” Erano le solite minacce che la madre rivolgeva alla nuora quando era colma di rabbia impotente davanti all’ondeggiare spensierato della giovane signora. E poi la risata, il tonfo, lo sfogo di una vecchia che odiava profondamente la donna che gli aveva rubato il figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo sai chi è quello? Non lo sai? E ora te lo fa vedere lui chi è.” Poi, rivolto al vecchio esorcista: “Portiamola in camera da letto!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rumori si fecero più tenui come indeboliti dalla distanza accresciuta e da una seconda porta chiusa ma erano abbastanza chiari da fare capire quello che stava succedendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bessinci! Appu nau de nci bessiri! Allora non vuoi uscire? Non vuoi uscire?” gridava l’esorcista con voce potente. “Bessinci o ti fatzu biri deu!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In risposta, una risata folle, una risata di sfida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi davvero che ti faccia vedere? E’ questo che vuoi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E le faccia vedere!” Questa era la voce della madre. Quanto la odiava la madre. Mai una volta che avesse dimostrato di avere un cuore, un sentimento. Era fatta, la madre, per torcere il collo ai polli e uccidere i conigli, non per provare dei sentimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E insaras ti fatzu biri deu!” urlò l’esorcista. “Ti faccio vedere io!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un lungo silenzio, che Palmiro Seddas non voleva interpretare, ma che interpretava benissimo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, Deuuuu!...” gridò la madre. “Oh, Deuuuu! Allora non sono storie! E’ tutto vero! Ma come è possibile una cosa così? Neanche gli asini ce l’hanno così grande! Già lo credo che con quell’enorme aspersorio i diavoli se ne scappano via! Ma sono tutti così nella Giara? Non sarà che a forza di vivere tra i cavalli a poco a poco diventate come loro?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“MA MI OLLISI LASSAI SU CULU IN PAXI?” si sentì urlare. Non era la voce della giovane donna o della vecchia e non era neanche quella dell’esorcista. Nella camera da letto c’era un’altra persona. Questa volta Palmiro si decise ad entrare. Spinse la porta della lolla e proprio mentre stava entrando incrociò sulla soglia un ometto alto sì e no un metro e quaranta col costume tipico di Orgosolo. Aveva il naso rosso degli ubriaconi e due piccole corna sulla fronte. Suonava un dillu allegro con le launeddas e ballava procedendo ritmicamente verso il letamaio. Incantato dalla musica Palmiro Seddas lo lasciò passare e altrettanto fece Putzu che lo avrebbe seguito se non fosse stato legato. Forse avrebbe visto sparire per sempre quell’essere straordinario insieme alle sue festose note. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi comparve don Barras, accompagnato dalla vecchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ stato più facile di quanto pensassi”, disse soddisfatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ora corra da sua moglie. E’ libera. Il demone che possedeva il suo corpo è uscito da lei.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro Seddas che non aveva il coraggio di sostenere lo sguardo del vecchio fissava il pavimento di pietra come se avesse perso qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non le ho fatto niente, stia tranquillo. Gliel’ho solo fatto vedere… ma era l’unico modo per sconfiggere quell’entità malvagia” spiegò don Barras.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palmiro, il cuore battente, corse in camera. La moglie, Luigia, ancora troppo debole per potersi alzare dal letto aveva già ritrovato il colorito rosa del suo viso. Sorrideva come non le accadeva da troppo tempo ma non appena il marito la strinse tra le sue braccia esplose in calde e liberatorie lacrime d’amore. In un attimo la camera fu invasa da oche, galline, galli, conigli, un gatto, un maiale, un cavallo, da tutti quegli animali che vivevano nel cortile dei Seddas come una famiglia, stringendosi intorno ai loro padroni che celebravano nei singhiozzi le loro seconde nozze, mentre nella lolla l’asino indifferente al destino degli umani continuava a girare intorno alla sua mola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un venticello fresco spazzava il cortile dando un po’ di sollievo al vecchio stanco e affamato, le ombre cominciavano ad allungarsi sulla terra battuta, Putzu, che nel frattempo era riuscito a sguinzagliarsi, riprese a gironzolare intorno a don Barras, la madre di Palmiro a prenderlo a calci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vecchia guardò l’esorcista con occhi nuovi… Dopo tanto tempo si affacciò nel suo sguardo l’espressione di un qualcosa che poteva essere un sentimento. Ne era sicura: era l’uomo che da anni aspettava. Troppo a lungo era vissuta da vedova. Gli prese la mano. Lui non oppose resistenza, come se dal primo momento sapesse che sarebbe finita così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quel suo coso, non è che me lo fa vedere ancora una volta?” chiese la vecchia signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quale coso?” sorrise l’esorcista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quel coso”, precisò la donna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5089851388456886550?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5089851388456886550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5089851388456886550' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5089851388456886550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5089851388456886550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/09/i.html' title='Don Barras'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TPwEffQl7bI/AAAAAAAAArI/z-STcQThPt0/s72-c/lolla.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6387292881034722103</id><published>2010-08-24T23:24:00.008+02:00</published><updated>2010-08-26T19:27:29.881+02:00</updated><title type='text'>La mia estate con Fuffy</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/THS8SzXhJCI/AAAAAAAAApU/2VzDcsvGaFA/s1600/Fotografie-0111.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ox="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/THS8SzXhJCI/AAAAAAAAApU/2VzDcsvGaFA/s320/Fotografie-0111.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;I soldati impugnano la spada, gli eserciti espugnano le roccaforti, al 33 via dei Ginepri si spugna il baccalà. Un forte odore di fritto si diffonde poi nell’aria, aleggia oltre le case, oltre la reception, la piscina, i campi da tennis e da calcio, oltre le siepi, oltre i limiti del villaggio-vacanze, oltre la strada, investe in pieno le narici di un gatto affamato, che tende il collo, chiude gli occhi, segue quei sentori come si segue la musica, trova cibo, amore e dei nomi, perché Fuffy si chiama Fuffy solo a casa nostra mentre più in là sarà Rusty, Miki, Cicci, Pompon, Tigre, Puffy, Bijou, Joujou, Molly, Micio, tutti nomi da gatto, cosa che Fuffy probabilmente non è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai è trascorsa una settimana e tutti conoscono Fuffy. Tutte le mattine si ferma davanti a ognuna delle 128 case del villaggio-vacanze. Vi trova ogni volta un piattino di plastica con circa 100 ml di latte. La sera, nuovo giro ma il piattino contiene invariabilmente 50 grammi di pasta e 50 grammi di carne o di pesce. Per semplificare diciamo 25 grammi di carne e 25 grammi di pesce. La stagione turistica del villaggio va da fine maggio a fine settembre per un totale di 119 giorni. In quell’arco di tempo possiamo calcolare che al gatto Fuffy vengono presentati 128 X 100 ml di latte al giorno, ossia 12,8 litri che per l’intera stagione diventano 1523,2 litri, quindi 297,5 chili di carne, 297,5 chili di pesce e 595 chili di pasta: quasi quanto il rifornimento di una nave da crociera per una settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a lui sembra non bastare mai. Fuffy guarda i bambini negli occhi, che diventano vitrei e inespressivi, poi, compiaciuto, osserva la successione degli eventi: i bambini si voltano, si dirigono verso casa, entrano, aprono il frigorifero e si trasformano in ladri. Uscendo mentono pure alla mamma. E sono fette grandi di salame, dei filetti di merluzzo, di platessa o di pangasio. Lo fa anche con i grandi ma per poco tempo, quello di portargli un quarto di bue, un pesce spada, un’orca assassina. Fuffy non mangia. La mascotte del villaggio non mangia mai. Tutt’al più assaggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh, no! Così non si fa! In via degli allori i nuovi arrivati stanno facendo il gioco sporco. Non hanno ancora disfatto le valigie che già impanano e friggono le alici. E’ normale che Fuffy stia lì e non da noi! Le alici fanno una puzza che se non ci stai attento ti ritrovi in casa tutte le cornacchie, i corvi, i gabbiani, i gatti e i topi oltre alle formiche e gli scarafaggi del circondario. Speriamo che commettano l’errore di fargli prima assaggiare un’alice fritta e poi di offrirgli un piattino con le teste e le lische, così non ne mangia. Detto fatto. Ma come si fa! Neanche nei cartoni animati i gatti mangiano le teste e le lische dei pesci!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fuffy, vieni!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuffy viene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Insalata di polpo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, insalata di polpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che strano, finora nessuno si è chiesto “ma dove dorme Fuffy?” Il bimbo del 5 via delle Brughiere sicuramente no. Lo sa benissimo che dorme in camera sua nonostante il divieto, prima assoluto poi sempre più blando, dei genitori. Il bimbo del 6 se ne accorge e subito dichiara: “Micio vuole bene a me!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Prima di tutto,” replica il rivale, “non si chiama Micio ma Rusty e lui vuole bene a me!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah, sì?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora chiediamolo a lui a chi vuole bene!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I gatti non parlano!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Noi abitiamo uno di fronte all’altro. Lo mettiamo in mezzo: se viene da te, vuole bene a te, se viene da me, vuole bene a me. Ci stai?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci sto!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuffy viene messo nella terra di nessuno tra le due case poi i due contendenti indietreggiano fino alle rispettive terrazze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Micio!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rusty!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Micio!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rusty!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuffy guarda a destra e a sinistra ma non si muove. Lo chiamano a lungo ma il gatto sta fermo lì. I bimbi cominciano allora a entrare e uscire da casa portando ogni volta in terrazza dei bicchieri e dei piattini di plastica colmi di ogni prelibatezza: una bistecca ai ferri, delle polpette al sugo, una frittata di cipolle, un dentice, un’orata, delle anguille, una razza, un calamaro gigante, un mostro del Lock Ness, un prosciutto san Daniele. I frigoriferi vengono svuotati, le dispense saccheggiate, le cambuse messe a ferro e a fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuffy, che vuole bene sia all’uno che all’altro, non tocca niente e semplicemente se ne va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fuffy non c’è più! Se n’è andato via!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini piangono quando non vedono più Fuffy. Da via delle mimose a via delle Rose, da via del Mirto a via dei Corbezzoli, sono sospiri, pianti e lacrimoni disperati. E’ lutto cittadino, è mesta litania. Fuffy non c’è più, se n’è andato via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno smesso di cercarlo, non lo chiamano più. Per ogni evenienza, per remota possibilità, i bambini tornano in cucina e davanti ai genitori ammutoliti davanti al loro dolore, che non si oppongono più, chi sceglie un muggine, chi del salmone, chi del capitone marinato, chi anelli di calamaro, portano le loro offerte fuori in terrazza, davanti alle porte che lasciano socchiuse, rivolgono lo sguardo al cielo e vanno a nanna mormorando una preghiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mamma, Fuffy è tornato!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini ridono quando torna Fuffy. Da via della Mimose a via delle Rose, da via del Mirto a via dei Corbezzoli, sono risa, sospiri e lacrime di gioia. E’ festa cittadina, è grande allegria. Fuffy è tornato e non andrà mai più via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pensarci bene Tigre non è un nome da gatto e neanche tanto adatto a una femmina. Così la bimba di via delle camelie vedendo il gatto, la gatta ormai, dietro un cespuglio di mirto, mentre allatta i suoi gattini. E’ deciso, si chiamerà Bella. Per i gattini è troppo presto per dare loro un nome ma ci penserà più tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ l’unica persona del villaggio a sapere che Fuffy è una femmina e per ora decide di mantenere il segreto. Niente da lei trapelerà, neanche un vago accenno, lo giuro giuro giuro se io parlo sono spergiuro. Perché poi tacere una cosa del genere? Ma che segreto è? Non sa darsi una risposta ragionevole ma le piace tanto l’idea di avere un segreto tutto per sé, specialmente ora che Tigre, Micio, Rusty o Fuffy che sia è nuovamente dato per disperso. Mentre gli altri bimbi portano i piattini in terrazza lei porta il suo dietro il cespuglio. Che bello essere l’unica persona nel villaggio a sapere della gatta e ad accarezzare i suoi gattini! Ma un tale segreto è un terribile fardello che le sue gracili spalle non sono più in grado di sostenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tigre è femmina!” dice alla mamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, Tigre è un maschio, te l’assicuro!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E invece è una femmina. L’ho vista con i gattini!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accompagna la madre perplessa fin dietro il cespuglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vedi che è femmina!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma quella non è Tigre! Eccolo Tigre!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gatto che tutti cercano se ne sta tornando dalla sua famiglia. Dalla bocca penzola un’aringa affumicata da cui emana un forte odore di putrido. La posa delicatamente davanti alla sua femmina e divide con lei il pasto serale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto fa, tanto insiste la bimba che la madre si reca in paese e torna con quindici chili di aringhe affumicate. Domani, ci potete scommettere, butteranno via il frigorifero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vacanze sono finite per Giulio il bimbo del 30 via delle Ortensie. Domani va via e non vedrà più Fuffy. Bussa a casa di Francesco il suo vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi raccomando”, dice, “dategli da mangiare. Miki va matto per lo sgombro al naturale. Ti ho portato le cento scatolette che ha comprato la mamma. Se mi aiuti un attimo… Per un po’ dovrebbero bastare ma dopo ci dovrete pensare voi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stai tranquillo,” risponde Francesco, “Cicci non morirà di fame. La mamma ha già comprato venti chili di baccalà e in più abbiamo i venti chili che ci ha lasciato Andrea che se n’è andato la settimana scorsa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voi quando ve ne andate?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il 21.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora dovrete trovare a chi lasciarlo come ho fatto io.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ti preoccupare, conosco uno che va via il 28. Lo lascerò a lui.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E assicurati che abbia da mangiare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le settimane passeranno e il gatto Fuffy, partenza dopo partenza, sarà affidato alle famiglie che ancora resteranno e ogni volta verrà consegnata, oltre al gatto, un'abbondante scorta di viveri per la sua sopravvivenza. L’ultimo ad andarsene sarà quello del 21 via dei Cicas il quale non potrà fare altro che lasciarlo al custode, un certo Ernesto. Lui non va mai via. Vive là. Stiperà in casa il resto di 128 frigoriferi e di altrettante dispense più il cibo comprato a ogni partenza. Saranno tonnellate e tonnellate di aringhe affumicate, sardine, alici, muggini, bottarghe, sarde, salmoni, orate, dentici, baccalà, sgombri, polpi, seppie, merluzzo, razze, mangiatutto, burride liguri, anguille, sogliole, palombi, cernie, rombi, spigole, pesci gatto, cane e spada. Ma poi si ricorderà di tutti gli animali che vengono abbandonati lungo le strade, nelle vie delle città, dei paesi, gatti, cani che nessuno vuole, che nessuno accarezza e nutre più. Riempirà una cesta per volta e, seguito da Fuffy e la sua famigliola, se ne andrà per san Teodoro, per Budoni, per le vie di Olbia, a ricomporre il suo esercito di soldati affamati a cui per un po’, per troppo poco, farà dimenticare le mani indegne di chi un tempo li coccolava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio dà un’ultima carezza al gatto e tristemente se ne va. Fuffy lo guarda mentre s’allontana ma è subito distratto dalle promesse di un allegro rumore di piatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6387292881034722103?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6387292881034722103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6387292881034722103' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6387292881034722103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6387292881034722103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/08/le-mie-vacanze-con-fuffy.html' title='La mia estate con Fuffy'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/THS8SzXhJCI/AAAAAAAAApU/2VzDcsvGaFA/s72-c/Fotografie-0111.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-844118356722302749</id><published>2010-08-04T10:12:00.007+02:00</published><updated>2010-08-23T12:29:47.194+02:00</updated><title type='text'>Campo di battaglia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TFkgc6kCNNI/AAAAAAAAAow/OgiuBVZQtvU/s1600/mangusta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TFkgc6kCNNI/AAAAAAAAAow/OgiuBVZQtvU/s320/mangusta.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il nostro elicottero, un Agusta A129 Mangusta, si era appena addentrato in territorio nemico. La nostra missione consisteva nel distruggere le postazioni avanzate segnalate da un nostro pilota spia. Un obiettivo a quando pare molto importante per le sorti della guerra. A missione compiuta li avremmo costretti alla resa e in poche settimane saremmo tornati tutti quanti a casa. Da lì a poco avremmo scritto la storia. A bordo del velivolo c’era un piccolo campione d’Italia con un napoletano, un sardo, un friulano, un siciliano e io che sono abruzzese, un po’ come in certe barzellette, solo che lì si faceva sul serio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi soldato non è ignora che uno degli effetti della paura è che la tua mente, specialmente nei momenti di massima tensione e del maggior pericolo, riesce a portarti in dimensioni paradossalmente opposte rispetto a quanto si sta vivendo. I miei soldati parlavano niente meno che di roba da mangiare, di come le loro mogli&amp;nbsp;cucinano, dei pranzetti che avrebbero preparato al loro ritorno, delle forchettate di spaghetti al sugo, delle frittate di cipolle…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre sorvolavamo un campo sul quale pascolavano pacifiche alcune pecore magre, Spissu, il sardo, s’esclamò: “Ma qui è pieno d’asparagi!” E tutti a scrutare il suolo. “E’ vero!”, gli fece eco il napoletano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In men che si dica si paracadutarono tutti sul campo e, senza neanche ripiegare il loro paracadute, si misero a cogliere gli asparagi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La missione fallì e i miei compagni&amp;nbsp;furono catturati. Questo è quello che so e quanto ho riferito ai miei superiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani partiamo in missione di soccorso e nell’elicottero ci saranno un napoletano, un sardo, un friulano, un siciliano e io che sono abruzzese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-844118356722302749?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/844118356722302749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=844118356722302749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/844118356722302749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/844118356722302749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/08/campo-di-battaglia.html' title='Campo di battaglia'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TFkgc6kCNNI/AAAAAAAAAow/OgiuBVZQtvU/s72-c/mangusta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5250755254194648619</id><published>2010-07-28T10:46:00.002+02:00</published><updated>2010-07-28T11:40:48.677+02:00</updated><title type='text'>Il blocco dello scrittore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE_uTWh40YI/AAAAAAAAAoo/e68AsHu8dOQ/s1600/Sumo-Tanga-35088.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE_uTWh40YI/AAAAAAAAAoo/e68AsHu8dOQ/s320/Sumo-Tanga-35088.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Esistono delle maledizioni peggiori di quella di Tutankamon. La mia, per esempio. Come già sapete, ogni anno, ad agosto, il 15 agosto per l’esattezza, qualunque località di mare abbia scelto per trascorrere il ferragosto, ho le telecamere di Rai3 puntate direttamente sulle mie natiche. Sbucano così, all’improvviso, senza un motivo, out of the blue, proprio quando, più misteriosamente ancora, il mio enorme costume da bagno si trasforma in tanga. Io che prima di partire sono più che attentissimo a prendere i miei costumi giganti, quelli che mi fanno sembrare una medusa, mi ritrovo fatalmente in tanga. Eccole qua le telecamere! Mi seguono dappertutto, dal bagnasciuga a oltre le ultime boe, attente a ogni mio movimento e a ogni possibile via di fuga. Ci sono dei sub, dei sommergibili, che mi aspettano in acqua dal giorno prima, degli operatori che mi riprendono dall’elicottero. E sono delle dirette di almeno mezz’ora con zoomate e primi piani che non hanno bisogno di commento. Quando poi vengono a intervistarmi non parlano con la mia testa – perdonatemi la volgarità – ma con lui, il mio didietro. Il quale risponde! Nella sua lingua! E tutti ad ascoltare! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora firma degli autografi, scrive dei romanzi subito tradotti in venti lingue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io qui a prendermi la testa per una storia che non ne vuole uscire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5250755254194648619?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5250755254194648619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5250755254194648619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5250755254194648619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5250755254194648619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/il-blocco-dello-scrittore.html' title='Il blocco dello scrittore'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE_uTWh40YI/AAAAAAAAAoo/e68AsHu8dOQ/s72-c/Sumo-Tanga-35088.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3306479501869947104</id><published>2010-07-27T11:32:00.001+02:00</published><updated>2010-07-27T11:33:48.624+02:00</updated><title type='text'>Libri</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE6nijHtUVI/AAAAAAAAAog/RVSlLUKvCa4/s1600/libreria.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE6nijHtUVI/AAAAAAAAAog/RVSlLUKvCa4/s320/libreria.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non dico di essere un tipo maniacale ma all’ordine ci tengo, almeno nella mia libreria. In alto e a sinistra ci sono i romanzi che ho già letto sistemati ben benino in una fila armoniosa. Sotto ho dei manuali di letteratura come i mitici Lagarde et Michard, i Lucarini e un’intera collana della Utet. Altrove, si trovano dei testi di storia, di tradizioni popolari, di filosofia, i dizionari, le guide… il tutto disposto per tema e soprattutto stando attento a non mettere vicini degli autori in conflitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sino al mese scorso. Ora è il caos più totale. Trovo dei libri un po’ ovunque, un Sartre vicino a Cartesio, un Renan addossato al capitale di Marx, il Roman de la Rose a braccetto con il principe di Machiavelli. Alcune copertine sono staccate, altre sono morsicate come una mela. Le pagine hanno delle orecchie enormi o sono strappate. Qualche libro è precipitato a terra… E’ evidente che i patti e gli schieramenti non sono più quelli iniziali. Penso che sia scoppiata una guerra mondiale di cui non so leggere né il senso né la causa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3306479501869947104?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3306479501869947104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3306479501869947104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3306479501869947104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3306479501869947104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/libri.html' title='Libri'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TE6nijHtUVI/AAAAAAAAAog/RVSlLUKvCa4/s72-c/libreria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7274574139746152498</id><published>2010-07-25T10:48:00.000+02:00</published><updated>2010-07-25T10:48:30.871+02:00</updated><title type='text'>Gli aeroporti e il vento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEv6U3ldRkI/AAAAAAAAAoY/m6LYN3RiD8M/s1600/Passaggio-di-Vento-12-100x50.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEv6U3ldRkI/AAAAAAAAAoY/m6LYN3RiD8M/s320/Passaggio-di-Vento-12-100x50.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ci avete fatto caso che più ci avviciniamo a un aeroporto più tira vento? Quando sull’autostrada vi trovate a oltre i venti chilometri di distanza ancora non si muove foglia ma quando entrate nel raggio d’influenza aeroportuale, quando comincia a spuntare all’orizzonte la torre di controllo, subito dopo il cartello “Forte vento laterale”, la vostra auto fa i conti con la prima raffica e la prima sbandata. Il paesaggio cambia radicalmente. Gli alberi non tendono più verso il cielo ma, piegati al vento di maestrale, rassomigliano a delle vecchiette chine sui loro bastoni, le case da anni non hanno più il tetto, quella V gigante nel cielo non sono uccelli migratori ma un volo di turisti in provenienza da Ciampino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7274574139746152498?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7274574139746152498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7274574139746152498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7274574139746152498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7274574139746152498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/gli-aeroporti-e-il-vento.html' title='Gli aeroporti e il vento'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEv6U3ldRkI/AAAAAAAAAoY/m6LYN3RiD8M/s72-c/Passaggio-di-Vento-12-100x50.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8053966621451492615</id><published>2010-07-24T23:11:00.001+02:00</published><updated>2010-07-24T23:12:27.192+02:00</updated><title type='text'>Come avere salva la vita quando si cambia voce?</title><content type='html'>Non so voi ma io intorno ai tredici anni ho cambiato voce e per poco questo cambiamento non fu la causa della mia morte. E' accaduto d' estate durante una vacanza passata lontano dai miei. A dire il vero, più che di una vacanza si trattava di curare in montagna un leggero rachitismo che l’ olio di fegato di merluzzo, da solo, non era in grado di piegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiai voce un po' a causa di una leggera bronchite ma soprattutto perché era semplicemente ora che succedesse . E' una di quelle cose antipatiche che ti fanno sembrare un' anatra sgraziata sia nella parola che nei movimenti che l' accompagnano. Pare che capiti anche a qualche ragazza e lì l' effetto è comico e tragico assieme. Le vacanze erano ormai terminate e me ne tornai a casa da solo, come un uomo, con la voce da uomo. Pensavo a quanto era bello tornare alle mie abitudini, ai miei affetti, alla mia casa... Entrai senza bussare, come sempre. Non vidi nessuno. Chiesi ad alta voce: "C'è qualcuno in casa?" Nessuna risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più tardi mio padre mi disse di non avermi riconosciuto, e neanche la mamma.&amp;nbsp;Per lui ero un ladro che si era introdotto in casa, uno senza scrupoli che ci voleva rubare il niente che possedevamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando lo vidi, in camera, dopo lo sparo, aveva in mano il suo fucile da caccia, con la canna che ancora fumava e un espressione sulle labbra tra la paura e la gioia di rivedermi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8053966621451492615?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8053966621451492615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8053966621451492615' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8053966621451492615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8053966621451492615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/come-avere-salva-la-vita-quando-si.html' title='Come avere salva la vita quando si cambia voce?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5942429092316284854</id><published>2010-07-24T22:49:00.000+02:00</published><updated>2010-07-24T22:49:41.243+02:00</updated><title type='text'>Fa male prendere il sole tutto in una volta?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEtRhC5u5VI/AAAAAAAAAoQ/fImHdziqPCI/s1600/sole.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEtRhC5u5VI/AAAAAAAAAoQ/fImHdziqPCI/s320/sole.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono mai stato esposto ai raggi diretti del sole. Tutta colpa di una pessima abitudine presa fin da piccolo quando mi rifugiavo sotto le gonne di mia madre. Un giorno, verso i quattro anni, decisi, tanto per cambiare, di farmi ospitare da una vicina di casa che già aveva un inquilino. L' ho cacciato in malo modo. Credetemi che allora, nonostante fossi minuscolo, mi facevo rispettare. Questo primo trasloco fu per me un' esperienza talmente forte che ricominciai il giorno dopo e i giorni dopo ancora. Là dove andavano queste signore andavo anch' io. Mi capitava di fare un intero giro della città e di rientrare tardi la sera. Col tempo ho allargato i miei orizzonti. Prendevo le gonne come si prendono i treni, passando dall' una all' altra come i viaggiatori saltano sulle coincidenze. Ho visitato paesi lontani senza curarmi delle dogane, ho appreso usi e costumi di strane popolazioni, ne conosco la lingua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che non sono più giovane non viaggio più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora che qualche anno fa mi ha misericordiosamente accolto nella sua ombra ieri mi ha dato lo sfratto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole mi fa paura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5942429092316284854?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5942429092316284854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5942429092316284854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5942429092316284854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5942429092316284854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/fa-male-prendere-il-sole-tutto-in-una.html' title='Fa male prendere il sole tutto in una volta?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TEtRhC5u5VI/AAAAAAAAAoQ/fImHdziqPCI/s72-c/sole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3206196914063542576</id><published>2010-07-14T17:26:00.010+02:00</published><updated>2010-07-22T10:31:45.299+02:00</updated><title type='text'>Massargia Regna!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TD3ezHg-DUI/AAAAAAAAAoI/Nhd5o4Nm1eo/s1600/riva%2520juve.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TD3ezHg-DUI/AAAAAAAAAoI/Nhd5o4Nm1eo/s400/riva%2520juve.jpg" width="374" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quella domenica, a Cagliari, c’era quasi tutto il paese. Molti&amp;nbsp; erano arrivati col postale o il tassì, altri col treno o direttamente in macchina e qualcuno a piedi. Certo che è una bella tratta da Massargia a Cagliari ma se hai le gambe buone, conosci le fontane e parti il giorno prima ce la fai tranquillamente. Eravamo qualcosa come tremilacinquecento persone in Piazza Matteotti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tremilacinquecento persone per vedere il Massargia giocare contro il Cagliari di Gigi Riva e di Nené in una partita d’allenamento pre campionato nell’anno che doveva essere quello dello scudetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, tutti la conoscono o dicono di conoscerla, ma quando vanno lì sembrano tanti &lt;em&gt;bidduncus&lt;/em&gt; appena sbarcati in città, che poi è quello che sono realmente. Come c’era da aspettarselo, nessuno di noi ci era venuto prima e nessuno sapeva da dove cominciare. Ho chiesto a un tassista: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Mi dica, buonuomo, lo sa dove si passa per andare allo stadio Amsicora?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Buonuomo&lt;/em&gt; ‘ddu narasa a mamma rùa bagassa” mi ha risposto quello come se lo avessi offeso con le mie parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ A parte il fatto, ho risposto, che &lt;em&gt;buonuomo&lt;/em&gt; si usa per gli uomini e che difficilmente mi verrebbe di chiamare mia madre così, ho imparato che se vuoi parlare con uno sconosciuto puoi rivolgerti a lui chiamandolo &lt;em&gt;buonuomo&lt;/em&gt; e non &lt;em&gt;su tziu&lt;/em&gt; come si fa da noi in paese. Non c’era bisogno che si arrabbiasse tanto ma se vuole essere chiamato &lt;em&gt;su tziu&lt;/em&gt; io la chiamo su &lt;em&gt;tziu&lt;/em&gt;...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma lascialo perdere che abbiamo cose più importanti da fare che stare appresso a gente così!” Maria Regina Porcu, moglie di mio cugino Carlo aveva ragione. Se davo retta a tutti quelli che mi parlavano male in una città come Cagliari mi facevano a macchiadura. Tremavo come la foglia di canna dai nervi ma ho lasciato perdere, per il bene suo ma anche per il bene mio perché come mi disse poi Maria regina, mi era già salito il sangue in testa. Dopo essermi calmato ho chiesto l’informazione a un vigile urbano il quale mi ha gentilmente mostrato la strada. In pratica Piazza Matteotti era vicinissima allo stadio. Bastava attraversare via Roma poi proseguire fino in fondo dopo il palazzo dell’Enel e eventualmente chiedere lì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe sembrare una cosa semplice per chiunque vive in città, persino per un bambino, ma per uno come me che vede pochissime macchine in un giorno, dieci, venti quando sono fortunato, e si trova all’improvviso davanti a tutto quel traffico di via Roma, a Cagliari, attraversare una strada come quella è una vera e propria avventura. Immaginate ora tremilacinquecento persone ferme sul marciapiede, paralizzate dal terrore, che si stringono l’uno all’altro, si tengono per mano, si abbracciano, si rimpiccioliscono, s’interrogano con lo sguardo, spaventati dal fracasso delle macchine, dei tram, dei postali stracolmi che partono e vengono dai paesi, un popolo intero che cerca di interpretare il semaforo che ha davanti, e il solito imbecille, perché altro non è, che si mette ad attraversare perché si è stancato di aspettare e tutti che lo seguono come fanno le pecore. E le frenate improvvise delle macchine, e tutti che suonano, e noi che cos’hai da suonare e, a poco a poco il coraggio ritrovato, in un brivido di fratellanza, e i nostri cori in risposta agli insulti degli automobilisti, e noi che ci mettiamo a ridere, a cantare e a ballare.&amp;nbsp;Eravamo di nuovo&amp;nbsp;una famiglia, un popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta sull’altro marciapiede&amp;nbsp;mio padrino, &lt;em&gt;coppai&lt;/em&gt; Corronca,&amp;nbsp;estrasse un pennarello e sulla parte bianca di un cartellone della Rinascente scrisse: MASSARGIA REGNA!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3206196914063542576?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3206196914063542576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3206196914063542576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3206196914063542576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3206196914063542576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/07/massargia-regna.html' title='Massargia Regna!'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TD3ezHg-DUI/AAAAAAAAAoI/Nhd5o4Nm1eo/s72-c/riva%2520juve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4377629652844543268</id><published>2010-06-09T12:23:00.004+02:00</published><updated>2010-06-09T14:24:37.474+02:00</updated><title type='text'>Le storie</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TA9rLYUr4MI/AAAAAAAAAn4/35xz_Iga98g/s1600/maitre+corbeau.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;Le storie le scrivono i ragni&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;Le raccontano i corvi&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;Le ascoltano i conigli&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" qu="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TA9rLYUr4MI/AAAAAAAAAn4/35xz_Iga98g/s320/maitre+corbeau.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4377629652844543268?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4377629652844543268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4377629652844543268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4377629652844543268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4377629652844543268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/06/le-storie.html' title='Le storie'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TA9rLYUr4MI/AAAAAAAAAn4/35xz_Iga98g/s72-c/maitre+corbeau.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-850217716316007140</id><published>2010-06-01T16:39:00.009+02:00</published><updated>2010-06-01T17:24:47.169+02:00</updated><title type='text'>Randagi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TAUcs4goDpI/AAAAAAAAAnw/OoId9x62lSk/s1600/randagi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TAUcs4goDpI/AAAAAAAAAnw/OoId9x62lSk/s320/randagi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dà un’occhiata attraverso le stecche della persiana chiusa. La strada sembra tranquilla. Nessun’ombra minacciosa, nessun movimento furtivo, nessun rumore sospetto. Apre prudentemente la porta tenendo lo sguardo fisso nella via. Apparente calma piatta anche da questo lato. Un’occhiata ricapitolativa al contenuto della busta di plastica. C’è tutto: campioni d’analisi, salsicce, zollette di zucchero. Chiude dietro di sé la porta a quadruplice mandata, fa un respiro profondo e si lancia nella perigliosa avventura. Non è per niente facile procedere appoggiando parte del proprio peso sul suo nuovo bastone e nel contempo guardare davanti stando attento al sopraggiungere dell’eventuale pericolo. Come se ciò non bastasse deve pure badare a non schiacciare quelle decine di cacche di cani disseminate lungo il suo percorso. Più che un percorso l’attende un calvario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccone uno! Un cane, razza improbabile, media dimensione, che stava segnando il suo territorio sull’altro versante della via. Si volta e attraversa lentamente. L’uomo non reagisce. Mai reagire in questi casi: il cane potrebbe abbaiare e allertare i suoi compari. L’animale gli taglia la strada a un metro di distanza poi si dilegua in un vicolo buio. Il contenuto della busta non contribuisce a migliorare la sua situazione in pieno territorio nemico: il campione di analisi d’orine il cui odore quelle bestie riescono a percepire a chilometri di distanza, le zollette di zucchero e le salsicce, da utilizzare nei casi disperati per distrarre momentaneamente quelle belve. Affrontarli col solo bastone è impossibile. Non solo quelli sopportano il dolore dei colpi ma sono capaci di addentarlo e portarselo via come un trofeo di guerra. Ne sono capaci eccome! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due bastardi all’angolo di via Verdi. Sembrano aspettarlo. I Bravi e don Abbondio. Gioco di sguardi. Fisso negli occhi senza abbassare&amp;nbsp;lo sguardo fosse solo per un attimo, anche se ogni volta funziona sempre meno. Non s’avvicinano, ma non s’allontanano neppure. Uno dei due, il più bastardo sicuramente, ringhia. L’altro si apposta dietro di lui e comincia a mostrare i denti a sua volta. Finché non abbaiano e stanno fermi va bene. L’importante è che non abbaino. Analizzare razionalmente il campo di battaglia e decidere al momento se procedere col lancio di salsicce per tenerli buoni. Mannaggia, quando serve, il cervello, si blocca sempre. Vabbè, vediamo che succede questa volta. Lancio di salsicce il più lontano possibile in via Verdi. I due pirati non si voltano neppure a vedere dove si spiaccicano quelle delizie: altri tre cani, più grossi di loro, di razza ancora più indefinita, sbucano da un portone e ne fanno un solo boccone. Ora sono in cinque e la strada è lunga ancora. Poca gente in giro, come al solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sette, dieci, quindici, forse venti cani da parte e d’altra, a formare, è il caso di dirlo, due ringhiere minacciose. Finalmente, in fondo al corridoio, come un miraggio, il Centro Analisi. Davanti, a un metro dall’ingresso, un ostacolo insormontabile: un mastino napoletano bavoso e dal fiato mefitico. E’ la resa dei conti. Apre la busta, lascia cadere quel che gli resta di salsicce e tutte le zollette di zucchero. Nessun risultato. Niente li può distrarre. Quel che vogliono è tutto rinchiuso nel contenitore sterile delle orine. Non si dica che hanno attraversato il loro territorio impunemente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi l’uomo fa la cosa più assurda che potesse fare in quel momento. Apre il contenitore delle orine e lascia che il loro odore si diffonda nell’aria, che raggiunga le narici frementi dei cani. Ora si china e versa tutto il liquido sul marciapiede. I cani, rompendo i ranghi, fanno immediatamente cerchio intorno a quella macchia di umidità come per difenderla. Le espressioni si fanno più rilassate: lui non interessa più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dov’è il bagno?” chiede entrando nel Centro Analisi mediche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-850217716316007140?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/850217716316007140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=850217716316007140' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/850217716316007140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/850217716316007140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/06/analisi.html' title='Randagi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TAUcs4goDpI/AAAAAAAAAnw/OoId9x62lSk/s72-c/randagi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-2289485449535985108</id><published>2010-05-22T15:36:00.021+02:00</published><updated>2010-05-25T07:51:28.845+02:00</updated><title type='text'>Nouvelle cuisine</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S_fd4lKkTKI/AAAAAAAAAno/sRaVl8enqBY/s1600/08-12-08-recette.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S_fd4lKkTKI/AAAAAAAAAno/sRaVl8enqBY/s320/08-12-08-recette.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Parigi, ristorante “La bouche d’Hercule”, nouvelle cuisine. Menù scelto con cura per fare colpo su di lei: “Antipast:&amp;nbsp;Paté de zuquines au fourn, délice des deux Murges,&amp;nbsp;un par&amp;nbsp;de fagian arrost." Lei : “Vado un attimo in bagno e torno. Muuah!" Io: “Ti aspetto, amore.” Lei: “Garçon, le cessò s’il vous plaît!”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si riparte: “Risates de castagnes en salse douce”. Hmmm… amore! “Boccon de mer”, una messa per il palato! “Flambé de pomodor en camiche…" Chi, chi è l’artista? Lo vogliamo conoscere, lo vogliamo osannare, santificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccolo, è lui, lo chef ! Camice bianco, toque, fucile a canne mozze… Fucile a canne mozze? Sì, fucile a canne mozze, occhi iniettati di sangue e una domanda: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Qui est le farabut qui est andé à le cabinet?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinquanta clienti trattengono il respiro, nessuna risposta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Giò répète: qui est le farabut qui est andé à le cabinet?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli sguardi s’incrociano, s’interrogano, s’abbassano. Coltelli, forchette e bicchieri non cantano più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bon, portez les séguges!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entra l’aiuto cuoco con due segugi al guinzaglio. Fiutano l’aria, i piedi, abbaiano, hanno trovato una pista, una pista invisibile, un ponte di effluvi che portano dritto dritto a un punto preciso: lei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo chef è un gigante, ha le narici di un bufalo, voltandosi fa gli scatti e i rumori di un robot che si sgranchisce il collo, lo sguardo è ora quello inespressivo degli squali. Tentato di scappare a gambe levate e lasciarla al suo destino ma non mi muovo: sono un blocco di ghiaccio. Ci guarda, senza più odio lui ci guarda. Il suo respiro è profondo. Si direbbe una cisterna vuota. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Levez-vous-vont!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci alziamo. Lei si azzarda a portare un ultimo boccon de mer&amp;nbsp;alla bocca ma io la fulmino con lo sguardo. Desiste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Séguitez-moi!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci apre la porta del bagno. Lo spettacolo è indecoroso, un capolavoro in un certo senso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti giuro, amore che non sono stata io!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci portano spugne, spugnette, secchio e detersivo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pulez&amp;nbsp;cette squifetz!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puliamo, a lungo puliamo. Il colosso viene a controllare, annusa, guarda nel water, dietro il Water, tra le mattonelle, laddove la sporcizia si va a nascondere, laddove è sicuro di trovare dei germi ridacchianti, li trova. Come una balena infuriata spruzza una colonna d’acqua contro il soffitto. Ripuliamo, standoci più attenti, insistiamo. Torna. Ispeziona. Puliamo un’altra volta. Rieccolo. Non sorride ma sembra che questa volta ce l’abbiamo fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Et maintenant, osa la mia lei, nous povons torner à mangier?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-2289485449535985108?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/2289485449535985108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=2289485449535985108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2289485449535985108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2289485449535985108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/05/nouvelle-cuisine.html' title='Nouvelle cuisine'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S_fd4lKkTKI/AAAAAAAAAno/sRaVl8enqBY/s72-c/08-12-08-recette.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4493466659109360010</id><published>2010-04-22T14:08:00.001+02:00</published><updated>2010-04-22T14:12:13.982+02:00</updated><title type='text'>E se...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S9A8LaC9dII/AAAAAAAAAng/X77yda_X5fU/s1600/137130b_Inter-Milito-visore.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S9A8LaC9dII/AAAAAAAAAng/X77yda_X5fU/s320/137130b_Inter-Milito-visore.jpg" wt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;E se al Bernabeu, durante la finale di Champions, l'arbitro fischiasse un rigore con un richiamo per anatre e quaglie e il cielo si oscurasse all'improvviso? &lt;br /&gt;Centinaia di fucili sparerebbero all'unisono come il giorno dell'apertura della caccia e i tifosi uscirebbero dallo stadio con un gonnellino di uccelli penzolanti alla cintura.&lt;br /&gt;Oppure no, non potrà mai succedere una cosa del genere. Semplicemente, lo stadio sarebbe innevato come piazza San Marco e, mentre gli altri giocatori cercherebbero all'impazzata un improbabile rifugio sotto la tormenta, Milito, ricoperto di bianche deiezioni, come la statua di un moderno eroe dei due mondi, sarebbe immortalato dai fotografi nella posizione dell'eroico rigorista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4493466659109360010?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4493466659109360010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4493466659109360010' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4493466659109360010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4493466659109360010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/04/e-se.html' title='E se...'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/S9A8LaC9dII/AAAAAAAAAng/X77yda_X5fU/s72-c/137130b_Inter-Milito-visore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-530826150736449200</id><published>2010-01-24T10:02:00.001+01:00</published><updated>2010-01-25T07:28:33.257+01:00</updated><title type='text'>Illuminazione</title><content type='html'>Il capitano Burnwaite capì perché lo avevano costretto a mangiare chili e chili di ceci e fagioli solo quando fu fatto salire nella navicella della mongolfiera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-530826150736449200?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/530826150736449200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=530826150736449200' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/530826150736449200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/530826150736449200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/01/illuminazione.html' title='Illuminazione'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1968138994916815567</id><published>2010-01-17T10:49:00.003+01:00</published><updated>2010-02-12T16:15:34.491+01:00</updated><title type='text'>Temporale</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5R0Gg1rXXwA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5R0Gg1rXXwA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" 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href='http://tontonlino.blogspot.com/2010/01/temporale.html' title='Temporale'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5533228723082613714</id><published>2009-12-20T18:42:00.002+01:00</published><updated>2009-12-20T18:42:25.750+01:00</updated><title type='text'>U cunduttu</title><content type='html'>E’ un vecchio palazzo scrostato di tre piani. Sulla sinistra vediamo le rampe delle scale in muratura che portano esternamente sino al secondo e lasciano supporre che si acceda al terzo piano dall’interno delle abitazioni. Sulle scale e nella via si sono riversate circa trenta persone a cui hanno chiesto di guardare l’uccellino stando ferme senza respirare. I bambini davanti sembra che lo aspettino davvero l’uccellino e che sperino, chi in un canarino, chi in uno scricciolo e chi in un piccolo storno autunnale. Riconosco i posti della cartolina postale ma non le persone. Le finestre, semichiuse o con le gelosie appena sollevate, sono le stesse che si possono ancora trovare nella città di Bastia. Sulla destra, al primo piano, si affaccia un comunissimo terrazzo delimitato da uno sgabuzzino e che una tettoia ripara dal sole o dalla pioggia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos’è questo tubo di argilla che si arrampica lungo la facciata? Si tratta in realtà di una serie di tubi, lunghi meno di un metro e di un diametro di circa venti centimetri, incastrati l’uno nell’altro. Potrete notare che la parte inferiore dell’intera struttura affonda un po’ in una traccia ed è stata assicurata al muro con il cemento mentre è stata tassellata dal primo piano in su. Seguiamolo questo tubo. Presto un ramo si avventura obliquamente a sinistra per fermarsi all’angolo di quella finestra del primo piano. Il troncone centrale prosegue la sua ascesa diramandosi ulteriormente a destra e a sinistra verso altre finestre. L’effetto ricorda in più irregolare quello della venatura di una semplice foglia. Nessuno mi chiede a che cosa servisse? Non fa nulla, ve lo dico lo stesso: si tratta del famoso “cunduttu”. Il cunduttu era il sistema fognario per eccellenza che funzionava a tutta forza sino a pochi decenni fa: il bastiaccio come viene chiamato tutt’oggi, faceva i suoi bisogni, tutti i suoi bisogni, in un secchio di metallo smaltato chiamato “u cadinu” che la donna andava a svuotare al calare della notte, sicura di non essere vista dalla vicina di casa. E’ vero tutte prima o poi lo andavano a svuotare il loro cadinu ma sarebbe stato estremamente imbarazzante farlo davanti ad altre persone. Apriva piano piano la finestra, dava uno sguardo a destra e a sinistra poi senza fare rumore toglieva il tappo di sughero o di legno del proprio cunduttu e vi versava discretamente quanto i cagoni a cui cucinava in continuazione avevano capitalizzato durante il giorno. Nella cartolina postale ci accorgiamo dalle lunghe ombre che è sera. Le belle signore sulle scale hanno già da ora due preoccupazioni. La prima è di cucinare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5533228723082613714?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5533228723082613714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5533228723082613714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5533228723082613714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5533228723082613714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/u-cunduttu.html' title='U cunduttu'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8651989724150863620</id><published>2009-12-20T18:40:00.002+01:00</published><updated>2009-12-20T18:40:46.208+01:00</updated><title type='text'>Vent'anni</title><content type='html'>Fino alle undici e mezza di notte era stata una giornata come le altre, una domenica forse. Alle undici e mezza, infilando il doppione della chiave nella camera della casa dello studente nella quale ero “abusivo”, mi ricordai improvvisamente che era il quattro dicembre e che quel giorno era il mio compleanno, il mio ventesimo compleanno, quello che si festeggia con tutta la famiglia e tutti gli amici con champagne, torta e ancora champagne. La fata turchina, o lo zio Alfonso che non ho, avrebbe aperto la porta e in un fascio di luce azzurra mi avrebbe offerto su un cuscino di seta le chiavi di una spider nuova fiammante. Tutti avrebbero cantato “Tanti auguri a te e la torta a me”. Ma io ero uno studente universitario abusivo in una camera singola della casa dello studente di Cagliari e come uno scemo mi ricordai di avere venti anni alle undici e mezzo di notte. Il titolare della camera che veniva da Uras un paese del nostro campidano, disse: “ Mi dispiace, Lino… ma io ho solo questa patata bollita nel fornello…” Non pioveva quella notte, ma io aprendo chissà perché la finestra sentii il rumore della pioggia, nel mio cuore e sul davanzale. Sì, perché in una busta di plastica marciva un’intera forma di formaggio sardo. I vermi saltavano e sbattevano sulla busta e a un cuore romantico bastava perché fosse inverno…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno non fu perciò privo di magia: prima della mezzanotte festeggiammo con una mezza patata bollita e un temporale di vermi sardi il più bello dei miei compleanni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8651989724150863620?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8651989724150863620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8651989724150863620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8651989724150863620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8651989724150863620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/ventanni.html' title='Vent&apos;anni'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9164300235327694444</id><published>2009-12-20T18:24:00.000+01:00</published><updated>2009-12-20T18:24:34.736+01:00</updated><title type='text'>Johnny e Gilda</title><content type='html'>Le diede un ceffone, un ceffone talmente forte che in quel momento sembravano Johnny e Gilda nella famosa scena del film. “Dov’eri? Perché ci hai messo tanto tempo?” Lei che lo fissava con gli occhi dell’amore e lui che infieriva con le parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sai quanto ti ho aspettata, non sai quante sigarette ho fumato e quanti caffé ho bevuto. Dov’eri quando cercavo i tuoi occhi nella folla, quando cucinavo dei minestroni che mi dovevano bastare per tre giorni e mi facevo gli orli da solo? E quando poggiavo la faccia sulla piastrella fredda del bagno per sognare un tuo bacio caldo e piangere? E la gente che rideva di me… - Non ce l’hai la moglie? Forse non hai trovato la donna giusta?… Non dirmi che ti stiri le camicie da solo! Odio gli uomini che stirano! - Ma vai a prendere per il culo tuo fratello finocchio, va! E tu, è da un’eternità che ti aspetto, amore mio. Sbarchi nella mia vita solo ora, ora che non ti aspettavo più e pensavo di vivere il resto dei miei giorni nella gelida e rassegnata solitudine, fingendo che fosse una mia scelta. Mi entri in casa così, senza chiedermi scusa per il ritardo, ora che ho quarant’anni e qualche acciacco. E i bambini, eh, non ci hai pensato ai bambini? Non ti sembra che sia giunto il momento di cominciare a farli questi bambini? Dai sbrigati, amore mio, altrimenti nascono già con la barbetta. Ti do un minuto. Ho aspettato quarant’anni, posso aspettare un minuto…"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9164300235327694444?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9164300235327694444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9164300235327694444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9164300235327694444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9164300235327694444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/johnny-e-gilda.html' title='Johnny e Gilda'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-48368181514411657</id><published>2009-12-12T15:20:00.002+01:00</published><updated>2009-12-12T15:25:47.604+01:00</updated><title type='text'>C’era un tale</title><content type='html'>C’era un tale che, senza saltare o correre, faceva i passi più lunghi delle sue gambe. Semplicemente queste gli si staccavano dal corpo il quale fluttuava nell’aria. Alcuni avevano le mani bucate, altri erano senza cuore o senza fegato ma avevano gli occhi più grandi dello stomaco e mangiavano a quattro ganasce. Vedevo gente con una patata al posto del naso e un sorriso che andava da un orecchio all’altro. Ho visto una donna con un occhio di pernice, che mi guardava, mica la donna, l’occhio di pernice. Ce n’era una, machete in mano, che lottava con la sua foresta amazzonica che cresceva in continuazione.&lt;br /&gt;Vedendo tutto ciò, l’inferno che avevano il potere di creare le mie parole, decisi di smetterla, di non parlare più. Dissi: “D’ora in poi sarò muto come un pesce”. Non l’avessi mai detto…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-48368181514411657?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/48368181514411657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=48368181514411657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/48368181514411657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/48368181514411657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/cera-un-tale.html' title='C’era un tale'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8674739940063467258</id><published>2009-12-11T07:26:00.002+01:00</published><updated>2009-12-11T07:27:51.277+01:00</updated><title type='text'>La mosca</title><content type='html'>Ho tre lauree, una in medicina, una in biologia, una in scienze naturali e sono ora una mosca. Avevo, prima, delle ambizioni, dei sogni, ma le mie fantasticherie morirono istantaneamente quando accettai una proposta di lavoro a due passi da casa. &lt;br /&gt;E’ un piccolo laboratorio di analisi mediche nascosto in un triste anfratto cittadino, che in teoria, come recita la carta dei servizi, dovrebbe fare dei prelievi  di sangue, studiare le intolleranze alimentari, fare ogni sorta di esame microbiologico, citologico, batteriologico, ed estendere le proprie attività alla medicina del lavoro. La sorte canaglia volle che si specializzasse in analisi di campioni biologici e cioè di orine e di feci, involontaria vocazione che fu all’origine della mia metamorfosi.  &lt;br /&gt;Quando misi piede per la prima volta nel laboratorio, avvertii un odore così forte, così acre che, scorgendo un pozzetto d’ispezione fognaria nel centro della sala d’attesa, messo lì a dispetto delle norme igieniche, pensai a qualche problema allo scarico che solo l’autospurgo poteva risolvere. Ben presto mi resi conto che la causa delle esalazioni mefitiche erano i campioni che vi ho detto i quali affluivano in enorme quantità creando, oltre al problema delle analisi, che inevitabilmente procedevano a rilento, quello dello stoccaggio e dello smaltimento. Ce n’erano dappertutto, su tutti i ripiani, per terra, sulle scrivanie, sotto, nei cassetti. I campioni provocavano questi inconvenienti logistici, tormentavano l’olfatto dei presenti e attiravano centinaia di mosche e mosconi. Ma non vi è nulla a cui non si possa abituare l’essere umano, specialmente quando è costretto a convivere con la causa dei propri mali. Già dopo alcuni giorni il mio naso non sentiva più i cattivi odori e, alla lunga, gli insetti volanti divennero dei compagni di viaggio oltre che dei commensali, quando il carico di lavoro mi costringeva a consumare i miei pasti in sede. &lt;br /&gt;Questa promiscuità forzata, la mia specializzazione in entomologia, la mia curiosità naturale mi portarono ad approfondire i comportamenti delle mosche e credo di avere appreso da loro più di quanto un essere umano possa mai apprendere in una sola vita. Ammetto che la nostra convivenza fu inizialmente difficile, sofferta, specialmente in quei momenti di incomprensione reciproca tipica delle fasi di studio dei rispettivi linguaggi e delle rispettive identità. Ma una volta stabilito un minimo di comunicazione  i nostri rapporti diventarono molto più collaborativi e, oserei dire, simbiotici.&lt;br /&gt; L’avventura cominciò alla mia insaputa, in un momento imprecisato e per delle ragioni che ancora ignoro. Me ne resi conto quando mi erano già spuntate le ali, che ovviamente tenni nascoste sotto i vestiti. Quando anche la testa e il resto del corpo iniziarono la loro trasformazione, decisi di non togliermi più né cappello né mascherina  né occhiali da sole né guanti e, per sottrarmi alla vista dei miei colleghi, di confinarmi nella mia porzione di laboratorio, in pratica uno sgabuzzino, in un esilio volontario che durò molto meno di quanto pensassi. Fui mosca in soli tre giorni e soli tre giorni mi rimangono da vivere. &lt;br /&gt;Ma ho appreso ad accettare la morte, l’ineluttabile, orrenda morte, e a gioire pienamente della vita, con tutte le mie forze, per quel che mi dà, ogni giorno, in abbondanza. Come me altri, sette in tutto, che hanno subìto la mia stessa metamorfosi: siamo ormai in otto a fonderci in un rombare allegro, felice, in un vibrante, inebriante inno alla vita, e a sfregarci le zampette quando lo “chef” sorridente apre la porta e ci consegna la "Nutella".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8674739940063467258?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8674739940063467258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8674739940063467258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8674739940063467258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8674739940063467258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/la-mosca.html' title='La mosca'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1115022745888189549</id><published>2009-12-06T13:28:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T13:44:07.836+01:00</updated><title type='text'>Lirica di balalaika triste</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SxunC5fRXKI/AAAAAAAAAnE/KyndMShFCG4/s1600-h/felici.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SxunC5fRXKI/AAAAAAAAAnE/KyndMShFCG4/s200/felici.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412103045449342114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Voglio vivere in valle dove&lt;br /&gt;Bue con mucca felici&lt;br /&gt;Cammello con cammella felici&lt;br /&gt;Gorilla felice&lt;br /&gt;Elefante con elefantessa felici&lt;br /&gt;Tutte balene felici&lt;br /&gt;E anche ippopotami felici&lt;br /&gt;Tutti felici&lt;br /&gt;Gallina felice&lt;br /&gt;Porco felice&lt;br /&gt;Pecora felice&lt;br /&gt;Tutti felici&lt;br /&gt;Anch’io felice&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1115022745888189549?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1115022745888189549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1115022745888189549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1115022745888189549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1115022745888189549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/12/lirica-di-balalaika-triste.html' title='Lirica di balalaika triste'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SxunC5fRXKI/AAAAAAAAAnE/KyndMShFCG4/s72-c/felici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7580200861953213083</id><published>2009-11-21T08:38:00.006+01:00</published><updated>2009-11-26T22:13:12.447+01:00</updated><title type='text'>La mia salvezza</title><content type='html'>Devo la mia salvezza al mio insegnante di matematica alle superiori quando ancora ero in prima. Era un uomo dall’aspetto tanto severo ma fondamentalmente giusto e, per questo, profondamente umano. Sai come sono i primi tempi, una volta dimenticati i timori iniziali: si comincia a prendere confidenza e, credendo di interpretare la disponibilità degli insegnanti a proprio favore, ci si allarga eccessivamente. Per farla breve, a un mese dall’inizio dell’anno scolastico, i più audaci avevano già tirato fuori le buste di patatine che come dei lupi famelici si mettevano a divorare in barba ai ripetuti richiami e alle minacce di note sul registro. Vedendoci mangiare senza freni, il professore, Musu si chiamava, ci chiese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo vogliamo fare un piccolo viaggio d’istruzione nell’istituto?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta fu un boato unanime. Un viaggio d’istruzione? Dove? Quando? Come? Sì, che ci vengo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vi chiedo solo un piccolo favore”, disse Musu, “nel corridoio cercate di non fare troppo chiasso!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classe uscì, ordinatamente e in un silenzio religioso. La piccola processione percorse il lungo e unico corridoio della scuola per poi fermarsi davanti alla quinta A. Il professore bussò e, senza provare la minima pietà per i poveri innocenti che eravamo, aprì la porta proferendo queste terribili parole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ecco che cosa diventerete!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Lo spettacolo mi rimase a lungo conficcato in petto, come una pugnalata a tradimento. Gli strilli di maiali che assassinano ci raggelarono il sangue. Nell’aula era un fuggi fuggi generale di foche, di trichechi, di balene, di mammut, di esseri enormi che si vergognavano di quel che erano diventati. Un paio si era nascosto dietro l'armadio, uno stava dentro, altri tre o quattro avevano  trovato rifugio sotto la cattedra, la maggior parte tentava, inutilmente, di sottrarsi alla nostra vista rintanandosi sotto i banchi mentre i più coraggiosi cercavano la fuga dalla finestra per fortuna al primo piano. Uno soltanto, una specie di ippopotamo seduto su due sedie, stava finendo un sacco di mangime che la mamma premurosa gli aveva fatto pervenire durante la ricreazione. Questo mi sembrava. Mi accorsi solo più tardi che in realtà si trattava di un insegnante, di educazione fisica per di più. Fummo pietrificati, ferrificati, acciaificati. Vi furono delle crisi di pianto, di panico, isterismi. Alcuni svennero. Chiamarono l'ambulanza, i pompieri, i bidelli, i genitori, lo psicologo, il preside, i carabinieri. Arrivarono tutti assieme, come si va allo stadio, e chi consolava, chi stringeva il proprio figlio tra le braccia, chi giurava che l’avrebbe immediatamente iscritto in una scuola seria, le acque cominciarono a chetarsi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lentamente la situazione fu sotto controllo. Ripreso il flusso regolare delle lezioni, più nessuno osò mangiare in classe né lo fece negli anni seguenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sono insegnante a mia volta e sembrano definitivamente andati i tempi di Musu: la maggior parte dei ragazzi sono obesi già dalla prima e quando camminano il pavimento scricchiola, le travi gemono, i calcinacci cadono sui banchi. Il soffitto della seconda C è crollato la settimana scorsa, quello della presidenza promette di farlo al più presto. Qualsiasi consiglio alimentare è diventato inutile. Ognuno dietro al proprio trogolo mastica in continuazione, come per una specie di diritto acquisto. Si mangia senza fame, per inerzia. Non c'è più niente da fare per loro, ormai sono perduti, gonfi come dei palloncini colorati i giorni di festa. L’unica cosa che possiamo fare è di lasciarli andare e guardarli nostalgicamente, leggeri più dell’aria, diventare dei puntini e poi sparire definitivamente nel cielo di un eterno autunno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7580200861953213083?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7580200861953213083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7580200861953213083' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7580200861953213083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7580200861953213083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/11/la-mia-salvezza.html' title='La mia salvezza'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6019600055415543217</id><published>2009-11-17T21:45:00.002+01:00</published><updated>2009-11-17T22:47:26.969+01:00</updated><title type='text'>Mamodo e i vampiri 4</title><content type='html'>Dopo che furono tornati a casa , Alessandro  disse: tu non puoi vedermi, Io avevo promesso a te che non ti avrei fatta andare in pericolo, io ti odio, scusa ma  addio. E se ne andò. Poi io ritorna a casa. Ma dopo una settimana successero cose strane, ma poi a casa nella posta c ‘ era un biglietti con scritto: ciao bella, sono dai vulturi , e non  venire a prendermi ormai,  dovrò muorire per te . Io andai dai vulturi  e  l’ho incontrato io o cercato di salvarlo, ma lui tra calci e pugni  continuò, ma alla io per salvarlo io  morii. Lui pianse un sacco dicendo: no Bella no non puoi andare via e tutta colpa mia. Ma dopo  anche uccisi i  vulturi  io come dicevo morii.&lt;br /&gt; Alessandro  si uccise mordendosi e  buttandosi da una montagna e mori per me. Perché io ero morta e ci rincontrammo in paradiso.  Io e Alessandro ci chiedemmo: che fine fece yek?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferdinando&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6019600055415543217?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6019600055415543217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6019600055415543217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6019600055415543217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6019600055415543217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/11/mamodo-e-i-vampiri-4.html' title='Mamodo e i vampiri 4'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9036807266631545279</id><published>2009-10-31T14:06:00.013+01:00</published><updated>2009-11-06T08:13:05.457+01:00</updated><title type='text'>Help</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.dom-tom.eu.com/dom-tom/guadeloupe/guadeloupe.jpg"&gt;&lt;img style="float:center; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 378px; height: 289px;" src="http://www.dom-tom.eu.com/dom-tom/guadeloupe/guadeloupe.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce l’ha una pomata per le emorroidi che non lasci l’alone? Che non lasci più apparire i contorni di Cipro, Santorini, Zante, Gorgona, Capraia o dell’isola d’Elba? Che non faccia sognare di evasioni in isole lontane e favolose? Di tesori sepolti e continenti da scoprire? Che non ispiri alla gente idee di vacanze esotiche  nelle isole Samoa, in Guadalupa,nel Gran Cayman o nell’’Isla Pinta? Un balsamo che non odori di piogge equatoriali, monsoni o aurore boreali? Che non dia voglia di Cina, di Giappone, di Eldorado o di antico Perù? Un unguento che non sia poesia, epica, leggenda, avventura, viaggio a Citera o ritorno a Itaca? Ce l’ha una pomata per le emorroidi che non lasci l’alone?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9036807266631545279?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9036807266631545279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9036807266631545279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9036807266631545279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9036807266631545279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/10/help.html' title='Help'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-4393401210106258425</id><published>2009-10-27T22:23:00.002+01:00</published><updated>2009-10-27T22:24:19.517+01:00</updated><title type='text'>Mamodo e i vampiri 3.</title><content type='html'>Camminavamo io e ale, di sera li chiesi: oggi è il mio compleanno…, posso chiederti un favore, baciami!.&lt;br /&gt;Lui mi diede un bacio. Poi mi portò a casa sua e aveva preparato la torta per il mio compleanno, tutta la famiglia  callen era con me. Dopo mi ero tagliata con la carta e gines mi attaccò, ma per fortuna Alessandro mi difese. Poi mi disse nella foresta io non posso stare più con te, ti o promesso di proteggerti, invece ti o messo in pericolo!.&lt;br /&gt;Poi tornai a casa piansi un sacco per Alessandro.&lt;br /&gt;Il giorno dopo giulia mi disse: Alessandro e andato dai vulturi!&lt;br /&gt; Io e la famiglia callen andammo da Alessandro. Dopo un po’ giulia mi disse: farà un gesto edlatante,se mostrerà il suo corpo alla luce del sole i vulturi lo uccideranno e con lui noi, tu sei un umana che sa troppe cose di noi e il nostro mondo, loro potrebbero ucciderci tutti!&lt;br /&gt;Andammo e Alessandro stava mostrando il suo corpo alla luce del sole. Io li dissi correndi disperata: no alessandro non farlo!&lt;br /&gt;Poi i vulturi dissero a Alessandro la ragazza viene con noni. Alessandro disse: andate al diavolo,&lt;br /&gt;io li dissi ad alessandro: alesandro o paura!&lt;br /&gt;Poi i vulturi si arrabbiarono e lo picchiarano massacrandolo Alessandro non riusciva più ad alzarsi. Poi un volturo mi stava andando da me per uccidermi ma un altro della famiglia callen mi difese, e venne massacrato pure lui .&lt;br /&gt;Un  volturo alla fine mi morse ma Alessandro mi difese  dandoli un pugno in pancia, e cosi scappamo.&lt;br /&gt; Ma appena arrivammo a casa lui disse : bella non è ancora finita, e troppo pericoloso per me e per te, ma ti chiedo perdono perche non sono stato capace di difenderti, ma pure se sei stata trasformata in mamodo io ti amerò sempre.&lt;br /&gt;Io li dissi: anchio ti amerò sempre Alessandro.&lt;br /&gt;E ci baciammo. Ma Alessandro disse: non è ancora finita isabella.&lt;br /&gt;Io li dissi: lo so alassandro.&lt;br /&gt;E dopo ci sbraciammo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferdinando&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-4393401210106258425?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/4393401210106258425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=4393401210106258425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4393401210106258425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/4393401210106258425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/10/mamodo-e-vampiri-3.html' title='Mamodo e i vampiri 3.'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-2553481496780693704</id><published>2009-10-01T15:01:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T15:01:51.675+02:00</updated><title type='text'>Mamodo e I vampiri 2</title><content type='html'>Combatto contro la morte&lt;br /&gt;Un bel giorno avevo incontrato Alessandro e uscimmo per una passeggiata.&lt;br /&gt;Mentre camminavamo lui mi diede un bacio sulla guancia e vedevo che era felice.&lt;br /&gt;Mi disse: tu non conosci i vulturi , sono più forti di noi, ma tu non ti devi preoccupare.&lt;br /&gt;Mi portò in braccio e correva velocissimo, io li chiesi mentre correva: dove mi vuoi portare?&lt;br /&gt;Lui mi disse :in una montagna TI DEVO FAR VEDERE perché NON CI MOSTRIAMO ALLA LUCE DEL SOLE.&lt;br /&gt;POI UNA PERSONA CI SPINSE, ERA QUESTA VOLTA UN MAMODO, MA NON C ‘ ERA SOLO LUI .&lt;br /&gt;C’ ERANO QUATTRO MAMODO. ALESSANDRO MI DISSE: NON PREOCUPARTI CENE ANDREMO.&lt;br /&gt;LUI COMBATTE CON TUTTA LA SUA FORZA  E LI DISSE AL MAMODO : NON LA SFIORERAI NEANNCHE.&lt;br /&gt;E LI DISSE: SE PENZI DI SCONFIGGERMI SEI UN INLUSO. E LO PICCHIO DA RENDERLO HO.POI MI ATTACARONO MA VENI UNA PERSONA STRANA E MI DISSE STAI TRANQUILLA NON MUORIRAI E PICHIO I MAMODO E PRESE ALESSANDRO. VENNERO DELLE CREATURE STRANE MA QUESTO RAGAZZO MI DISSE DOPO TI PORTERò VIA DA QUA . MI PORTò A CASA MA IO NON SAPEVO COME CONOSCEVA LA MIA CASSA.&lt;br /&gt;QUANDO ALESSANDRO SI SVAGLIO DISSE :STAI LONTANO DA LEI GEK. E LUI DISSE: OK . E LI DIEDE UN PUGNO E DISSE: RITORNERO ALESSANDRO. E SENE ANDò . ALESSANDRO ERA ARRABBIATO MA IO LO FERMAI . LI DISSI NON DEVI PICCHIARLO ALESSANDRO MI A SALVATO LA VITA, SENZA DI LUI SAREI MORTA.&lt;br /&gt;E SI FERMò, IO GLI CHIESI: CHI ERANO QUELLE CREATURE? LUI MI DISSE: ERANO DISSENNATORI SUCCHIANO L ‘ ANIMA, OGNI RICORDO Più FELICE. E MI DISSE: I VULTURI VERRANNO E MUORIREMO ISABELLA . IO LI CHIESI: COSA SONO I VULTURI, SONO MAMODO COME TE O VAMPIRI GIUSTO?&lt;br /&gt;MI DISSE LUI:  SI, E VERO SONO VAMPIRI MA IO TI RACCOMANDO NON RESISTERò ANCORA A LUNGO CON IL TUO SANGUE.&lt;br /&gt;IO MI CHIESI: COSA SUCCEDERA? COME FINIRà? LUI MI DISSE DI SCATTO: MUORIRAI. IO DISSI:COSA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FERDINANDO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-2553481496780693704?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/2553481496780693704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=2553481496780693704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2553481496780693704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/2553481496780693704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/10/mamodo-e-i-vampiri-2.html' title='Mamodo e I vampiri 2'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-297304285154345921</id><published>2009-09-30T16:34:00.003+02:00</published><updated>2009-10-27T22:25:04.978+01:00</updated><title type='text'>I mamodo e i vampiri 1  (la morte si raggiunge).</title><content type='html'>Un giorno nessuno avrebbe fatto tutto quello che ha subito una ragazza di 14 anni.&lt;br /&gt;Un bel giorno una ragazza uscendo vide delle persone strane ma lei si chiese che ci faceva quel suo amico Alessandro? A casa quando entrai c’era Alessandro. Mi disse di sedermi.&lt;br /&gt;Dopo mentre ero seduta mi spiego Mi spiego di una battaglia e che era un mamodo (lui non sapeva dei volturi ) ma non tenevo conto di giocare con la morte.&lt;br /&gt;Mi disse:tu non sai niente io ti devo proteggere, isabella ti amo troppo,non so quanto dovrò resistere ancora,e se vuoi aiutarmi tieni conto che stai giocando con la morte. Cosi  mi disse.&lt;br /&gt;Un girno a casa mia mi sentivo strana ma poi quando andavo in cucina o trovato i miei genitori morti dissanguati. Sul collo avevo un segno strano era uno  scheletro,ma era disegnato come se uno con un coltello affilato  mi avesse falciato la pelle. Il segno era uguale a quello di Alessandro.&lt;br /&gt;Io glielo feci vedere e mi disse che in futuro sarei stata come lui, della sua specie.&lt;br /&gt;Ma un mese dopo, ero con Alessandro e all’improvviso venne una persona strana. Cinque minuti dopo ci mise a terra ma Alessandro non riuscì a difendermi perche c’ ara un vampiro, e i vampiri sono più forti dei mamodo mi stava per mordere ma invece Alessandro da terra con lividi, li diede un pugno in pancia e lo fece volare. Lui immediatamente si alzo e mi mise sopra le sue spalle e mi porto via.&lt;br /&gt;Be io ritornai a casa ed’ eravamo preoccupati.&lt;br /&gt;Io li chiesi:  sono stati quelli della tua specie a ucciderli? Mi disse di si.&lt;br /&gt;Quando se ne andò con lacrime io piansi poi Alessandro entro dalla finestra e mi disse : su dai non piangere ci sono io con te . io ti amo troppo. E ci baciammo cosi di sera ma io piangendo,e urlando disperata li dissi:&lt;br /&gt;anch’io ti amo ma io morirò Alessandro, li diedi un bacio e sene andò. Che cosa succederà? Morirò? Mi chiesi a me stessa travolta dalle lacrime per i miei genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferdinando&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-297304285154345921?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/297304285154345921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=297304285154345921' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/297304285154345921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/297304285154345921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/i-mamodo-e-i-vampiri1-libretto-la-morte.html' title='I mamodo e i vampiri 1  (la morte si raggiunge).'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-298799819264232151</id><published>2009-09-29T10:11:00.004+02:00</published><updated>2009-09-29T10:15:33.583+02:00</updated><title type='text'>Giuggiole</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.librizziacolori.eu/fiori/fiori/giuggiole_corbezzoli_e/giuggiole_foto/giuggiole_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 498px; height: 437px;" src="http://www.librizziacolori.eu/fiori/fiori/giuggiole_corbezzoli_e/giuggiole_foto/giuggiole_2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio sogno ricorrente è una tavola imbandita di giuggiole. Lì, a destra, alcune ceste di giuggiole giganti, mature ma ancora croccanti. Di là, dei vassoi di giuggiole di media dimensione, quella dell'oliva per intenderci. Come dice un mio amico: vanno giù che è una bellezza! Un po' dappertutto, nei piatti, nelle ciotole, nei bicchieri, nelle bacinelle, nei sacchi di iuta, quelle piccole, che per esserlo, piccole, non sono meno buone. I noccioli vengono raccolti nelle buste, traboccano dalla spazzatura, ricoprono il pavimento di ogni stanza, si ammassano negli angoli, riempiono i vasi, le vasche, gli sgabuzzini, le verande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mio fianco la compagna della mia vita. Troppo spesso guardiamo quelle nuvole minacciose.&lt;br /&gt;"Quando non sarò più, fai che non manchino mai, fai che inondino gli orizzonti dei nostri figli, che questi possano mangiarne a sazietà, che scalino montagne di giuggiole piovute da ogni dove, che ne diventino i sacerdoti, i profeti, che sacerdoti e profeti diventino i loro figli, e i figli dei figli... Me lo devi giurare, ora..."&lt;br /&gt; Lei tra le lacrime me ne fa solenne giuramento e io le giuro che finché avrò vita non le mancheranno mai, giuro che le giuggiole abbonderanno nella sua bocca come i versi in quella dei poeti.  Assieme, più fiduciosi nell'avvenire, spalanchiamo porte e finestre e sorridenti contempliamo le nostre foreste di giuggioli deliziosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-298799819264232151?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/298799819264232151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=298799819264232151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/298799819264232151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/298799819264232151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/giuggiole.html' title='Giuggiole'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-827637831138350695</id><published>2009-09-14T14:10:00.001+02:00</published><updated>2009-09-14T14:10:45.798+02:00</updated><title type='text'>Questa e altre domande</title><content type='html'>Se l’Italia facesse parte dell’Inghilterra ti chiameresti ancora Mariuccia?&lt;br /&gt;Qual è la puzza che ti piace di più?&lt;br /&gt;Si può avere paura del proprio teschio?&lt;br /&gt;E’ più veloce babbo Natale o il topolino dei denti?&lt;br /&gt;A quale età comincia a crescere il monosopracciglio?&lt;br /&gt;Sei mai stato costretto a farti il bidet con l’acqua minerale a causa di lavori lungo la rete idrica?&lt;br /&gt;Se in inglese uomo si dice “man” e trapano “drill”, “mandril” significa uomo trapano?&lt;br /&gt;Perché il cesso di quello del piano di sopra si trova sempre sulla cucina di quello del piano di sotto?&lt;br /&gt;Perché se non sopporto un tale mi sta antipatica pure la sua macchina?&lt;br /&gt;Perché un numero impressionante d’italiani pronuncia “bloblema”?&lt;br /&gt;In un negozio ti sei mai spaventato vedendo muoversi uno che pensavi fosse un manichino?&lt;br /&gt;Sei mai stato ipnotizzato da una gallina?&lt;br /&gt;Perché per strada non posso neanche dire “siamo” che tutti si mettono a cantare “siamo i Watussi”?&lt;br /&gt;Lo faresti il tuo viaggio di nozze in una butaniera?&lt;br /&gt;Riusciresti a guardare una bella donna negli occhi senza metterti il dito nel naso?&lt;br /&gt;Il fatto di vedere Babbo Natale me lo renderà meno speciale?&lt;br /&gt;Se uso un calzino per scolare la pasta poi la devo condire lo stesso?&lt;br /&gt;Le macchine che s’incrociano per strada si conoscono tra di loro?&lt;br /&gt;Perché le barzellette che fanno ridere gli insegnanti fanno ridere solo gli insegnanti?&lt;br /&gt;Sei mai sprofondato nel water perché qualcuno non aveva abbassato la tavoletta?&lt;br /&gt;Quale sarà mai la più bella poesia scritta in una bagno pubblico?&lt;br /&gt;Che numero devo fare per chiamare il 113?&lt;br /&gt;A te risulta che Emiliano si chiamasse Zapata?&lt;br /&gt;Sei stato felice quando hai saputo del lago Titicaca?&lt;br /&gt;Che effetto fa quando l’insegnante sbatte fuori i più bravi della classe?&lt;br /&gt;Ti sei mai innamorato di un cartone animato?&lt;br /&gt;Ma come posso mettermi seriamente a dieta se ogni volta che piove escono le lumache?&lt;br /&gt;Ti sei mai pulito gli occhiali con le mutande?&lt;br /&gt;Qual è la differenza tra due farfalle uguali?&lt;br /&gt;Gli spaghetti alle vongole si fanno con le vongole?&lt;br /&gt;Trovi delle aringhe nel frigo: butti le aringhe o il frigo?&lt;br /&gt;Perché le custodie auto collanti sono sempre più piccole dei contrassegni assicurativi?&lt;br /&gt;Quante volte dici “ciao” prima di riagganciare il telefono?&lt;br /&gt;Quando bevi alla bottiglia lasci i sommergibili?&lt;br /&gt;Se i calci nel sedere facessero volare che uccello saresti?&lt;br /&gt;Hai mai parlato di cose serie con la cerniera dei pantaloni aperta?&lt;br /&gt;La tua casa ti vuole bene?&lt;br /&gt;Dov’eri quando avevo bisogno di te?&lt;br /&gt;La pugnalata alle spalle fa “tso” o “tsa”?&lt;br /&gt;Hai mai dormito nella cuccia del cane col cane?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-827637831138350695?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/827637831138350695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=827637831138350695' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/827637831138350695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/827637831138350695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/questa-e-altre-domande.html' title='Questa e altre domande'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-18677370514030435</id><published>2009-09-11T08:16:00.001+02:00</published><updated>2009-09-11T08:16:18.737+02:00</updated><title type='text'>I vecchi</title><content type='html'>Tre volte la settimana, verso le tre del pomeriggio, il sottoscritto infila la canadese e si reca seduta stante sulla pista ciclabile che per un tratto di circa tre chilometri accompagna il viale Repubblica verso l’argine del Tirso. La strada e la pista sono separati da una lunga aiuola nella quale cresce senza ritegno l’erba più strana e si accumulano le cose più inguardabili. Sulla sinistra, invece, dietro il muretto basso, si estendono dei campi, che per quanto cerchi di ricordare, non ho mai visto a "poboribi", come dicono i contadini delle mie parti, e cioè a riposo. Al momento, si vedono spuntare dei fili verdi che promettono gialle spighe di grano per il prossimo luglio. Io, che faccio? Sono su una pista fatta apposta per correre, corro. Davanti a me, a circa trecento metri, scorgo una figura familiare. Si tratta della sagoma grigia di una coppia di anziani che a modo loro non raggiungeranno mai la tartaruga. Camminano ma non vanno avanti. Il loro orizzonte è sì l’argine ma farebbe prima Cristoforo Colombo ad arrivare in America a nuoto. Lei si appoggia a lui e lui si appoggia a lei formando, assieme, una toccante emme maiuscola leggermente china in avanti, come un giogo, come se trainassero i loro anni o cercassero qualcosa per terra. In effetti, qualcosa la cercano. Lo dimostra la busta di plastica che si sono portati appresso. Per ora è vuota, ma so che al tramonto, o a notte fonda, con il favore della corrente, saranno arrivati all’argine e appena dietro l’argine faranno strage di cicoria e finocchio selvatico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-18677370514030435?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/18677370514030435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=18677370514030435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/18677370514030435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/18677370514030435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/i-vecchi.html' title='I vecchi'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3331698892929652442</id><published>2009-09-10T16:12:00.001+02:00</published><updated>2009-09-10T16:12:47.248+02:00</updated><title type='text'>Ritardatari</title><content type='html'>Sulla statale 135, a bordo della sua Fiat Tipo bianca, Marco Serra, impiegato nella filiale della Banca Intesa della vicina città, nonostante i buoni propositi e i ripetuti richiami del direttore, era come al solito in ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, la moglie, la professoressa Gisella Muscas, stava raggiungendo la vicina scuola a piedi e, nonostante i buoni propositi e i ripetuti richiami della presidenza, era come al solito in ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla statale 135, un’ Alpha Romeo rossa si avvicinava sempre più alla Tipo senza superarla. Semplicemente le stava incollata dietro a un mezzo metro fisso di distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La professoressa Muscas, mentre camminava, sentì l’umido muso di un grosso bulldog minaccioso tra le sue chiappe. Non ci fu verso di farlo andare via neanche allungando il passo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il signor Serra e la moglie sono stati puntuali al lavoro: lui è arrivato alle 8.30 precise, lei pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel giorno, il signor Serra e la signora Muscas si alzano dieci minuti prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3331698892929652442?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3331698892929652442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3331698892929652442' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3331698892929652442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3331698892929652442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/ritardatari.html' title='Ritardatari'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6338404178066459581</id><published>2009-09-06T15:03:00.001+02:00</published><updated>2009-09-06T15:03:57.356+02:00</updated><title type='text'>Pitzu, culu o costa?</title><content type='html'>C’era sempre a Natale quando si giocava a pitzu, culu o costa. Il gioco consisteva nel prendere una nocciolina, farla girare e indovinare in quale posizione si sarebbe fermata rispetto a un punto di riferimento qualsiasi: un’altra nocciolina, una noce o l’angolo del tavolo. Mio zio prendeva la nocciolina tra il medio e il pollice e con un colpo magistrale la faceva girare a tutta forza. C’erano tre posizioni possibili: pitzu, culu o costa e cioè la punta, il fondo o il lato. E quando aveva eseguito il suo colpo da maestro, chiedeva all’orda barbarica di fratelli e cuginetti “PITZU, CULU O COSTA? “ Invariabilmente e unanimemente la risposta era “CULU!” E allora, solo e esclusivamente per la nostra gioia, mollava una di quelle scoregge che facevano sbattere le porte. Ed erano risate da non più finire…&lt;br /&gt;Ora sto qui, solo nel parco. I bambini sono ancora a scuola e mia moglie è andata al supermercato. Quanto pagherei per ritrovarmi una nocciolina in tasca!… Ma ho un pennarello e quasi quasi sul banco di legno ci scrivo una cosa che non ho potuto dirgli quando ancora era in vita. Occhiata a destra, occhiata a sinistra. Ma sì! la scrivo: TVB…&lt;br /&gt;Sì, va bene, molto infantile, ma da lassù lui capirà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6338404178066459581?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6338404178066459581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6338404178066459581' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6338404178066459581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6338404178066459581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/09/pitzu-culu-o-costa.html' title='Pitzu, culu o costa?'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3356685416033677664</id><published>2009-08-31T20:59:00.001+02:00</published><updated>2009-08-31T20:59:30.186+02:00</updated><title type='text'>Stelle</title><content type='html'>Eccolo lì, lo sceriffo... Ha appena visto l’uomo che ha svaligiato la banca e ucciso il suo migliore amico. Non esita un istante: sfodera la pistola e spara… Il malvivente non è stato centrato. Un colpo di speroni e prende la fuga. Lo sceriffo lancia il suo cavallo all’inseguimento di quella carogna lungo il Rio Grande ed è un susseguirsi di paesaggi fantastici che trovi soltanto nei grandi western. Ma anche il fuorilegge ha un’arma… Stai attento sceriffo, non farti colpire da quel essere spregevole… Ora vengono inquadrati in successione i garretti dei cavalli al galoppo. Quello dello sceriffo sembra più veloce, è più veloce. L’uomo di legge è finalmente arrivato all’altezza del bandito, si lancia e lo disarciona. Cadono in acqua, ma lì non c’è storia: due magnifici cazzotti e la giustizia trionfa ancora. Giuseppe non vuole perdere niente del film: mentre si accendono le luci del cinema e sfilano i titoli di coda è l’unico a rimanere ancora seduto nella sua comoda poltrona. In cuor suo ha deciso: da grande diventerà sceriffo. Ma dove cavolo è andato il fratello maggiore? Va bene, ha capito, deve uscire. Proprio prima di varcare la soglia da un ultimo sguardo allo schermo, poi torna alla buia realtà. Sono le sette e trenta di una domenica invernale all’uscita di un piccolo cinema di paese. La gente se n’è andata tutta e lui è rimasto solo ma sa che in questi casi non si deve muovere perché tanto il fratello torna. Improvvisamente, le luci del cinema si spengono. Davanti al cinema il campetto di calcio, che conosce come le sue tasche, è completamente immerso nella notte nonostante gli sforzi di una scarsa luna. Quasi, quasi… Ma sì! Si lancia al galoppo, il tempo di catturare il bandito e poi torna… Tagadà, tagadà, tagadà, tagadà… Svolta a sinistra. Tagadà, tagadà, tagadà, tagadà… Ancora a sinistra. Paf! Una stella gigante illumina il cielo a giorno. Trovato il fratello… Ora hanno un serio problema: come spiegare ai genitori il bel occhio nero che si sono appena fatto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3356685416033677664?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3356685416033677664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3356685416033677664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3356685416033677664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3356685416033677664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/stelle.html' title='Stelle'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3011069452366409819</id><published>2009-08-27T21:38:00.001+02:00</published><updated>2009-08-27T21:38:51.444+02:00</updated><title type='text'>Il padre di Lenin</title><content type='html'>Il tetto dell’inferno crollò improvvisamente, quasi senza fare rumore. Nell’ombra dell’ombra un uomo gridava che voleva vivere ancora. Accorsero. E’ inutile, da lì non si passa e non si può fare saltare la roccia con l’esplosivo. Spacchiamola con la mazza e preghiamo Iddio di arrivare in tempo. Se lo salvavi era tuo fratello, se moriva era tuo fratello. &lt;br /&gt;Ed erano tuoi fratelli tutti quelli che ti stavano intorno, la fronte lavata dal sudore, le guance dalle lacrime e la sera la bocca dal vino peggiore.&lt;br /&gt;Ho riempito venti vagoncini di materiale e me ne paghi quindici. Il bambino che mi è nato ieri lo chiamerò Lenin. Giuro che lo chiamo Lenin perché così ci state uccidendo. All’alba, marceremo con tutti i miei fratelli verso la città. A centinaia sputeremo per terra guardando il sole in faccia. &lt;br /&gt;“L’ho organizzato io quello sciopero, sai?”&lt;br /&gt;Il vecchio scava nei suoi ricordi. Racconta una storia di sangue e di dolore, una storia di terra, di pietra, di polvere, una storia triste e dura, una storia bella, quasi d’amore. Una storia di miniere. Le parole che risalgono dalle profondità sono nere come il carbone, rosse come la rabbia, dolci e stanche come quando l’argano lo riportava alla luce del sole. Sono parole nostalgiche che inseguono dei volti e dei nomi nelle gallerie del passato, sempre più profonde, più strette e buie. E beve del pessimo vino per ricordare meglio, per mandare giù la polvere del tempo come fosse quella che respirava una volta. Il figlio, che poi ha rinunciato a chiamare Lenin, beve con lui e ascolta. Ha una penna in mano.&lt;br /&gt;“Hai scritto, Lino?”&lt;br /&gt;“Ho scritto, papà.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3011069452366409819?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3011069452366409819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3011069452366409819' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3011069452366409819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3011069452366409819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/il-padre-di-lenin.html' title='Il padre di Lenin'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8076878986948672989</id><published>2009-08-24T13:38:00.001+02:00</published><updated>2009-08-24T13:38:34.743+02:00</updated><title type='text'>Conversazione col bullecco</title><content type='html'>Sotto le lenzuola, il bimbo sussurrava alla sua mano, il bullecco, appena udibili dal bullecco stesso, delle misteriose parole in una lingua sconosciuta. Era una triste conversazione tra lui e la sua mano destra in un tetro e buio dormitorio all’ora della ronda e della preghiera che precede il sonno. “Mamma…”, “Non c’è la mamma!”, “Dov’è andata?”, “Non lo so. La bambina ti ha dato la mano oggi?”, “Oggi no, ieri… Non avevamo voglia di giocare e siamo rimasti a guardare”, “Attento, la ronda!”&lt;br /&gt;I sorveglianti circolavano a passi felpati tra i letti cercando di sorprendere chi facesse finta di dormire. Avvertì dei passi furtivi e forse un leggero spostamento d’aria proprio vicino al suo letto. Si erano appena fermati all’altezza della sua testa, immobile sul cuscino. Un fascio di luce filtrò attraverso la coperta e il lenzuolo perciò cercava di respirare regolarmente perché era soprattutto dal respiro che s’accorgevano se facevi finta o dormivi davvero. Passarono pochi interminabili secondi che sembrarono convincere la ronda. I passi si allontanarono alla ricerca di povere anime disperate che non riuscivano a darsi pace. Una la trovarono. Si sentirono gli schiaffi e dei pianti soffocati, poi di nuovo un silenzio di preghiere.&lt;br /&gt;“Perché non c’è la mamma?”, “La mamma vuole che tu rimanga qui, poi un giorno verrà a prenderti. Stai tranquillo. Prometti di non piangere?”, “Va bene prometto…”, “Dimmi, poi che cosa avete fatto con la bambina?”, “Niente, siamo rimasti a guardare gli altri che giocavano mentre mi dava la mano. Poi sono arrivati i sorveglianti e l’hanno portata via. Lei piangeva perché non voleva lasciarmi. L’hanno picchiata… Loro sono cattivi, cattivi…”, “Attento, la ronda!”&lt;br /&gt;Questa volta toccò a lui: “Alzati !” Il bimbo si mise in piedi fingendo un’espressione addormentata e sorpresa. Erano i due sorveglianti, uno gli puntava la luce di una torcia elettrica in pieno viso. Non ci furono altre parole. Soltanto schiaffi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8076878986948672989?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8076878986948672989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8076878986948672989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8076878986948672989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8076878986948672989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/conversazione-col-bullecco.html' title='Conversazione col bullecco'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1431379874070515189</id><published>2009-08-23T10:35:00.005+02:00</published><updated>2009-08-23T13:16:20.445+02:00</updated><title type='text'>Una storia velenosa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SpD_9bJedLI/AAAAAAAAAmk/2gqPlxr4slQ/s1600-h/Immagine+279.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SpD_9bJedLI/AAAAAAAAAmk/2gqPlxr4slQ/s320/Immagine+279.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373075786177606834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Voi, il potere della folla inferocita non lo conoscete e vi auguro di tutto cuore di non conoscerlo, come è recentemente capitato a me.  La mia triste esperienza ha avuto luogo in un villaggio vacanze della Costa Smeralda dove mi reco ogni anno a ferragosto con la mia famiglia. Partecipo solitamente nella e intorno alla piscina principale – l’altra è la relax – alle varie attività proposte dallo staff d’animazione durante le cosiddette ferragostiadi o giochi di ferragosto. Inizialmente, ho una certa difficoltà a vincere le inibizioni accumulate durante un intero anno di lavoro nella civiltà ma, a poco a poco, riesco a lasciarmi andare per non dire abbandonarmi. Non è affatto semplice assistere, per esempio, a “miss maglietta bagnata” e cantare insieme al coro maschile “Oh le le, oh la la, faccela vedè, faccela tocca!” oppure essere stonati come una casseruola e dover esibirsi in un pietoso karaoke davanti a un pubblico ilare. Sono un tipo riservato e piuttosto pudico - lo avete capito che certe cose non sono da me - eppure, come per incanto, quando sono più che certo di indossare il mio caro costume da bagno lungo sino alle ginocchia e con effetto paracadute nei tufi, mi ritrovo, magia delle magie, in tanga. Sì, avete letto bene, in tanga completo di filo interdentale tra due guanciali. Ed eccomi pronto a prendere parte a “balena bianca” in piscina! Oltre ad essere involontariamente indecente mi capita di fare delle cose che mai e poi mai mi verrebbe in mente di fare nel mondo reale, come quando, improvvisamente, passa il trenino. L’ho sempre odiato, il trenino e quella canzone che fa Brigitte Bardot Bardot… Indovinate… Quest’anno il capotreno ero io… Ciao ciao con la manina! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanga, balena bianca, oh le le oh la la, trenino, faccia felice, da scemo … Il massimo della mortificazione, direte. Dovete sapere che non appena mi comprometto sbucano da chissà dove i microfoni e le telecamere di Rai 3 a farmi la tradizionale intervista e a proporre ai carissimi telespettatori le mie ormai famosissime chiappe. E non c’è modo di rifiutare: quelli ti stanno attaccati come le vespe! Finché non ti rovinano la reputazione davanti al paese intero non ti danno tregua. E’ così ogni anno, sistematicamente, come una condanna, una pena da scontare. E non chiedetemi perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’anno è stato traumatico. Ringrazio solo Iddio che i miei erano andati a dormire e non hanno assistito alla mia umiliazione. Avete presente il vizio degli animatori – li possa rincorrere santo Pantaleo! – che a tradimento chiamano uno del pubblico? Ma sì, lei, non faccia il difficile! Un applauso per… Indovinate a chi è toccato? Sì, a me, anche in quell’occasione sicurissimo di essere finalmente riuscito a mettere il mio costume gigante, quello che visto sott’acqua mi fa sembrare una medusa… Ma sotto i proiettori ero in tanga, più impacciato che mai. Dovevo fare un’imitazione ma mi rivelai così goffo che dovetti rincominciare più volte perché il pubblico non capiva. Ero talmente imbambolato che probabilmente ero io a non avere capito che il gioco era un altro. Un imbecille ha cominciato a scandire: “Nudo! Nudo! Nudo!” E la folla in una sola voce: “Nudo! Nudo! Nudo!” E io: nudo. E tutte che me lo guardavano, e tutte che ululavano… e io, lì, in mezzo, ero un pomodoro. Ma alla fine, quando tutti gli occhi si erano rifatti una salute, quando anche i ciechi vedevano, alla fine venne l’applauso. Fu lungo, intenso, caloroso e, soprattutto, riconoscente.&lt;br /&gt;E sbucarono dalla notte i microfoni e le telecamere di Rai 3. Grazie, grazie davvero… Mostriamolo pure al mondo intero… Ma il veleno in tutto questo? Tutto quello che so è che quando arrivo ne sono saturo, imbevuto come può esserlo un babà. Sempre. Quando vado via, invece, ne ho molto meno e ho qualche speranza di sopravvivenza in più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1431379874070515189?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1431379874070515189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1431379874070515189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1431379874070515189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1431379874070515189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/una-storia-velenosa.html' title='Una storia velenosa'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SpD_9bJedLI/AAAAAAAAAmk/2gqPlxr4slQ/s72-c/Immagine+279.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5137259216341605299</id><published>2009-08-06T09:10:00.001+02:00</published><updated>2009-08-06T09:10:48.897+02:00</updated><title type='text'>Baciami</title><content type='html'>Gli occhi erano quelli e i capelli pure. Se vogliamo anche la forma del viso, la statura, il portamento, il modo di camminare, di gesticolare, di ridere erano quelli ma non era pienamente sicuro che la donna che ballava da sola nella pista fosse sua ex moglie. Il tempo era passato. Quanti anni? Sette? Dieci? Oh Dio! Sembrava più giovane: era lei ma in più giovane! &lt;br /&gt;“Balla?” &lt;br /&gt;“Perché no?” &lt;br /&gt;“Scusi ma io l’ho già incontrata?” &lt;br /&gt;“Certo che mi hai già incontrata brutto stronzo che non sei altro!” &lt;br /&gt;Beh, di certo il suo linguaggio è rimasto inalterato. Gli ritornarono in mente tutte le gustose espressioni del suo repertorio, tutte al di sotto della cintura. Una in particolare che sembrava adorare. Era una sorta di profezia-minaccia: “Un giorno mi bacerai il culo!” Ci puoi contare! Intanto ti ho scaricata. &lt;br /&gt;“Scusa se te lo chiedo ma come fai a sembrare più giovane di quando stavamo assieme?” &lt;br /&gt;“Lifting, scemo! Ho fatto il lifting. Che fai mi baci?” &lt;br /&gt;“Il collo amore, il collo… Raccontami del tuo lifting…” &lt;br /&gt;“Cosa vuoi sapere?” &lt;br /&gt;“Tutto… Il tuo collo mi fa impazzire… Questo neo che non ti conoscevo...” &lt;br /&gt;“Il lifting, ti tirano la pelle di qua e di là per eliminare il doppio mento, le rughe, insomma per nascondere le schifezze… Lo fanno su tutto il corpo, mica solo in faccia come si crede. Io mi sono fatto fare un lifting in pancia per eliminare quelle brutte pieghe che sai, poi un altro nella schiena, poi un altro qui per rialzare un po’ le tette.” &lt;br /&gt;“Ah! Scusa ma non temi che a forza di tirare ti ritrovi la pelle del tuo collo nelle spalle o che quella delle spalle vada a finire sotto il mento. Scusami ma questo neo mi piace troppo… Io bacio…” &lt;br /&gt;“ Bacialo pure. Comunque non è un neo che stai baciando: mi stai baciando il…”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5137259216341605299?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5137259216341605299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5137259216341605299' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5137259216341605299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5137259216341605299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/baciami.html' title='Baciami'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-794839218225789248</id><published>2009-08-06T09:03:00.002+02:00</published><updated>2009-08-06T09:06:03.417+02:00</updated><title type='text'>35 regole per salvare la natura</title><content type='html'>1) Non buttare sigarette accese nei nidi: puoi uccidere una famiglia. &lt;br /&gt;2) Non buttare bombe accese davanti ai cani, agli uccelli, ai gatti o all’erba innocente. &lt;br /&gt;3) Non buttare bombe nelle fogne: potresti causare danni agli animali. &lt;br /&gt;4) Non buttare sigarette o bombe nel recinto del parco: potresti uccidere oche o anatre. &lt;br /&gt;5) Non buttare rifiuti accesi: potresti causare un incendio. &lt;br /&gt;6) Non sparare agli animali. &lt;br /&gt;7) Non fumare: gli animali respirano il tuo fumo. Pure gli adulti, i neonati e i bambini. &lt;br /&gt;8) Non accendere fuochi nelle rose. &lt;br /&gt;9) Non abbandonare bombe accese nella natura. &lt;br /&gt;10) Non buttare gas sotto il letto. &lt;br /&gt;11) Quando vedi una linea rossa non andarci: potresti morire. &lt;br /&gt;12) Non toccare la corrente. &lt;br /&gt;13) Non prendere le uova degli uccelli: è ucciderli. &lt;br /&gt;14) Non incendiare i boschi. &lt;br /&gt;15) Non uccidere gli alberi. &lt;br /&gt;16) Non buttare il tuo telefonino: si potrebbe incendiare. &lt;br /&gt;17) Non distruggere le ragnatele. &lt;br /&gt;18) Non uccidere gli uomini. &lt;br /&gt;19) Non lanciare libri infuocati per terra. &lt;br /&gt;20) Non incendiare la tua camera. &lt;br /&gt;21) Non uccidere le volpi. &lt;br /&gt;22) Non picchiare gli uccellini piccoli. &lt;br /&gt;23) Non fare fuochi grandi e non toccarli. &lt;br /&gt;24) Non incendiare i computer. &lt;br /&gt;25) Non buttare sigarette accese. &lt;br /&gt;26) Non bruciare la terra: bruceresti anche l’erba. &lt;br /&gt;27) Non strappare le piante. &lt;br /&gt;28) Non lanciare sassi infuocati. &lt;br /&gt;29) Non sparare agli scoiattoli. &lt;br /&gt;30) Non regalare accendini ai neonati. &lt;br /&gt;31) Non sparare al bosco: lo potresti distruggere. &lt;br /&gt;32) Non incendiare i lavandini. &lt;br /&gt;33) Non correre quando vedi un’oca: potresti farle male. &lt;br /&gt;34) Non incendiare la tua casa. &lt;br /&gt;35) Non buttare sigarette accese nei treni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-794839218225789248?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/794839218225789248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=794839218225789248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/794839218225789248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/794839218225789248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/35-regole-per-salvare-la-natura.html' title='35 regole per salvare la natura'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-229404536558699613</id><published>2009-08-06T08:58:00.001+02:00</published><updated>2009-08-06T08:58:31.570+02:00</updated><title type='text'>La via perduta</title><content type='html'>La via perduta la riconosci subito, anzi è lei che riconosce te. La gente, le case hanno qualcosa di familiare anche se sulle prime non sapresti dire che cosa. E poi c'è una musica nell'aria, un profumo che non sentivi da molto, un cuore che batte. E improvvisamente sbuca da una casa un cane, il tuo cane che ti fa le feste e ti lecca la mano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-229404536558699613?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/229404536558699613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=229404536558699613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/229404536558699613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/229404536558699613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/la-via-perduta.html' title='La via perduta'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3094391995671390891</id><published>2009-08-06T08:54:00.001+02:00</published><updated>2009-08-06T08:54:28.216+02:00</updated><title type='text'>L'uomo sfortunato</title><content type='html'>L’uomo sfortunato è basso di statura. Quando si sposa, se si sposa, trova una moglie più bassa di lui o, colmo di sfortuna, una molto più alta. L’uomo sfortunato non ha figli. Se ne ha ne ha uno soltanto e rassomiglia alla madre o, peggio ancora, al padre. L’uomo sfortunato vive in affitto in una casa piena di muffa e tutte le mattine per le scale deve pulire una pisciata di cane. L’uomo sfortunato ha la sfortuna di lavorare e il suo è sempre un lavoro di merda. L’uomo sfortunato ha la chierica a venticinque anni. &lt;br /&gt;L’uomo sfortunato la domenica mangia pollo. All’uomo sfortunato non spetta mai il petto, l’ala o la coscia. All’uomo sfortunato spetta sempre il buco del culo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3094391995671390891?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3094391995671390891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3094391995671390891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3094391995671390891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3094391995671390891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/luomo-sfortunato.html' title='L&apos;uomo sfortunato'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-1971650418598255380</id><published>2009-08-06T08:46:00.000+02:00</published><updated>2009-08-06T08:47:00.260+02:00</updated><title type='text'>Da quando</title><content type='html'>Da quando, tre anni fa, mia moglie ha comprato il libro della Milena Esposito "Settemila modi di cucinare la pasta e fagioli in allegria", ho come l'impressione che i menù siano un po' monotoni a casa mia. Non che sia il tipo che ama sperimentare o esplorare, specialmente in cucina. Con la pasta e fagioli vado sul sicuro e so cosa mangio. Solo che penso che ogni tanto, senza esagerare però, bisogna variare anche perché non vorrei passare per uno che mangia sempre le stesse cose. Per domenica prossima una mezza idea ce l’avrei: un bel piatto di pasta e piselli! E’ da un pezzo che ci penso e devo solo decidere di lasciarmi tentare ma prendere delle decisioni così gravi non è semplice. Ho delle abitudini che non vorrei sconvolgere e necessito di tempo per adattarmi psicologicamente alla novità. Una pasta e piselli non si decide così su due piedi. Ti potrebbe anche fare male se non sei preparato alla cosa. L’anno scorso in un ristorante del molisano un uomo è morto vedendosi portare a tavola una pasta e piselli che non aveva ordinato. Allora, che faccio? Prendo il mio coraggio a due mani e mi aggiudico la pasta e piselli o devo aspettare ancora un po’? Non mi chiedete però di battere altre strade. Sinceramente non me la sentirei di affrontare una pasta e lenticchie o altro ora. Prometto però che dopo la pasta e piselli, magari per Natale o meglio ancora per capodanno con lo zampone, se dovessi spingermi oltre, un pensierino lo farò. Ci potete contare. D’altra parte una bella pasta e ceci non sfigurerebbe e forse neanche la pasta e zucca ma non bisogna chiedere troppo e tutto in una volta a questo povero uomo. Comunque mi dovete credere: io la buona volontà ce la metto tutta. &lt;br /&gt;Dire che al Nord mangiano polenta tutti i giorni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-1971650418598255380?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/1971650418598255380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=1971650418598255380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1971650418598255380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/1971650418598255380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/da-quando.html' title='Da quando'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-8796052962841098288</id><published>2009-08-03T12:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-03T12:06:46.345+02:00</updated><title type='text'>Il gatto del principe azzurro</title><content type='html'>- Chi sono io ? &lt;br /&gt;- Lei è l’autista !&lt;br /&gt;- “Le chauffeur”. Tu invece chi sei?&lt;br /&gt;- Sono la tartaruga, “la tortue”.&lt;br /&gt;- Sei la tartaruga mannara, “la tortue garou”. Le notti di luna piena, di “pleine lune”, ti trasformi in cane. Ma hai una fase intermedia di pochi secondi: prima di trasformarti in “chien” diventi Hulk. Tu invece?&lt;br /&gt;- Io sono “le château”, il castello. Martina può essere il principe azzurro?&lt;br /&gt;- Martina vuoi essere “il prince charmant du Château”? Bene, e tu chi vuoi essere? Ah, vuoi andare in bagno? Va bene, vai… Quella che miagola in fondo sarai “le chat”, sì, Lorenza sarai “le chat du prince charmant” Che fine ha fatto “le chat du prince charmant”?&lt;br /&gt;- Si è nascosto, prof.&lt;br /&gt;- Dove?&lt;br /&gt;- Nel castello, ovvio…&lt;br /&gt;- En français…&lt;br /&gt;- « Dans le château du prince charmant. »&lt;br /&gt;- « Le chat est dans le château du prince charmant ? » Allora ci vuole un topolino per farlo venire fuori… Paoletta, sei “la souris” e tu sarai…&lt;br /&gt;- “La princesse”, prof.&lt;br /&gt;- Ok. Come facciamo per catturare la “souris”? &lt;br /&gt;- Bisogna dire tre volte "fromage", così: “fromage, fromage, fromage”. “Voilà la souris!”&lt;br /&gt;- “Le chat”, cosa dici?&lt;br /&gt;- “Et voilà le chat!”&lt;br /&gt;- “Tortue”, intervieni!&lt;br /&gt;- Ora sono Hulk: "je mange le chat”. Mi pappo pure « la souris ». Che buona « la souris » !&lt;br /&gt;- Un attimo ragazzi che c’è il bidello!&lt;br /&gt;- Il bidello è il Gobbo di Notre-Dame!&lt;br /&gt;- Tu “prince charmant”, tanto per cominciare devi rispetto al “Bossu di Notre-Dame”. (al bidello) Non si offenda, devo scrivere “bossu” alla lavagna…&lt;br /&gt;- (Il bidello) Professore, come si dice lo scemo del villaggio?&lt;br /&gt;- “Le fou du village…” Perché?&lt;br /&gt;- Per niente, una curiosità…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-8796052962841098288?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/8796052962841098288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=8796052962841098288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8796052962841098288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/8796052962841098288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/08/il-gatto-del-principe-azzurro.html' title='Il gatto del principe azzurro'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-361779857131609158</id><published>2009-07-30T16:09:00.001+02:00</published><updated>2009-07-30T16:11:54.756+02:00</updated><title type='text'>Canto d'amore</title><content type='html'>In piedi dietro il suo carrello, l’aria smarrita nella corsia dei surgelati, canta una balena. Il suo canto è una vibrante melodia di ultrasuoni che l’orecchio umano non è in grado di udire e tanto meno di interpretare. La balena si sente sola senza il maritino che ha perso di vista appena entrati nel supermercato. Lei si era fermata perché attratta da una promozione su una pizza, lui aveva proseguito diritto adescato da una promessa di fritto misto. Eccolo - è una balena pure lui - contro il bancone della pescheria a desiderare i suoi consimili. Sente il richiamo della moglie. E’ bellissimo, toccante, pizzica le corde giuste. E allora non sa resistere. Alza gli occhi al cielo, insomma al soffitto, e lancia il contrappunto più struggente che l’amore possa ispirare. Presto sarà da lei, le note che attinge dal più profondo del cuore volano alte nel blu e si tuffano mute in un oceano che solo i loro occhi umidi sanno vedere. Il supermercato è ora in tempesta, le onde s’infrangono sulle casse delle sirene, i flussi trascinano via dei clienti e ne portano altri in un rotolare continuo di sassi levigati mentre i gabbiani impazziscono sulle scie spumose. Il marito, nuotando controcorrente, ha raggiunto la moglie. Il bagnino infreddolito alza la bandiera rossa. I bambini sono troppo presi dalla costruzione dei loro sogni di sabbia per dare ascolto ai genitori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-361779857131609158?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/361779857131609158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=361779857131609158' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/361779857131609158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/361779857131609158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/07/canto-damore.html' title='Canto d&apos;amore'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-9063146393579105113</id><published>2009-07-23T17:48:00.001+02:00</published><updated>2009-07-23T17:49:33.507+02:00</updated><title type='text'>Reality show</title><content type='html'>“I nominati facciano un passo avanti ! Dove stai andando? Un passo ho detto! Passo ora alla lettura del risultato del televoto. La persona… &lt;br /&gt;che… &lt;br /&gt;dovrà lasciare il gioco… &lt;br /&gt;e che… &lt;br /&gt;di conseguenza… &lt;br /&gt;sarà con noi in studio mercoledì prossimo… &lt;br /&gt;è… &lt;br /&gt;Gesù!&lt;br /&gt;Barabba sei salvo!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-9063146393579105113?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/9063146393579105113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=9063146393579105113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9063146393579105113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/9063146393579105113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/07/reality-show.html' title='Reality show'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-5735815312547252959</id><published>2009-07-22T11:00:00.003+02:00</published><updated>2009-07-22T12:29:24.463+02:00</updated><title type='text'>Le novene</title><content type='html'>Le tenebre hanno appena dissipato gli ultimi raggi di un sole stanco quando i tre ragazzi affrontano la ripida salita delle Filippine. Una volta arrivati in cima l’illuminazione è definitivamente affidata alle lucciole, agli astri notturni e al cono di luce di una pila tascabile. La strada costeggia alcune villette e sprofonda definitivamente nell’oscura campagna. A sinistra, un’interminabile siepe di rovi con la sua sinfonia di cicale. A destra, «un orto gentil, cinto di vaghe mura, ove sempre frondeggia april vezzoso» che accompagna i nostri amici sino alle rovine della Villa Giustiniana, la residenza estiva del vescovo del Nebbio dalla quale si godeva di un panorama suggestivo sulla città di Bastia e l’arcipelago toscano. In lontananza, sospese nel buio come in un presepe, le luci del convento cappuccino di Saint-Antoine. Ma la tiepida notte di giugno è di buona compagnia con i suoi rumori e i suoi odori che sanno già d’estate. E’ impossibile avere paura in una notte come questa anche se un po’ conviene affrettare il passo davanti all’informe e anonimo cimitero di famiglia che improvvisamente si erge davanti a loro. Affrettare il passo e fischiettare. Ma ormai il più è fatto. Il convento non è molto lontano. Ancora qualche passo e sono arrivati. I tre ragazzi riconoscono, sedute sul muretto della piazza della chiesetta, le ragazze che commentano con un sorriso il loro arrivo. Un fischio d’apprezzamento, delle risate soffocate e i due gruppi si fondono in uno più grande. Quando i giovani entrano in chiesa può cominciare la prima notte di novene di Sant’Antonio da Padova. Ad un certo punto l’officiante intona il tanto atteso “Si queris miracula”. E tutti assieme, in un coro celestiale, riprendono senza capirle le parole in latino della preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si quaeris miracula &lt;br /&gt;Mors, error, calamitas &lt;br /&gt;Daemon, lepra fugiunt, &lt;br /&gt;Aegri surgunt sani."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preghiera dei fedeli vola alta nel cielo come da una campana a velo ed è sempre gradita al santo che non se ne avrà a male se per molti una lepre fugge davanti al demonio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Caedunt mare, vincula, &lt;br /&gt;Membra resque perditas &lt;br /&gt;Petunt et accipiunt &lt;br /&gt;Juvenes et cani." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola, “vincula”, che nessuno osa troppo interpretare, viene appena sussurrata dai timorati mentre i giovani fattisi improvvisamente spavaldi la cantano ad alta voce ad un’assemblea scandalizzata. Un uomo si volta, cerca con gli occhi infuocati un ragazzo che potrebbe essere suo figlio e gli rivolge un cenno minaccioso che sembra significare: “Con te facciamo i conti a casa!” Il giovane capisce la minaccia, si ammutolisce rosso dalla vergogna e abbassa lo sguardo. &lt;br /&gt;Solo un ristretto gruppo di fiere bigotte sembra conoscere la terza strofa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pereunt pericula, &lt;br /&gt;Cessat et necessitas;&lt;br /&gt;Narrent hi qui sentiunt, &lt;br /&gt;Dicant Paduani."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’intera comunità si ricompone cantando gli ultimi due versi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gloria Patri et Filio &lt;br /&gt;Et Spiritui Sancto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La messa è finita, i fedeli speranzosi sono già usciti ed è venuta l’ora per i ragazzi, che hanno perso di vista le loro coetanee, di stringersi fischiettando dietro al loro cono di luce e di lasciarsi guidare dalla lucciole e dagli astri.&lt;br /&gt;Alle loro spalle, come in un presepe fuori stagione, il convento risuona di preghiere e veglia su una Bastia assonnata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-5735815312547252959?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/5735815312547252959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=5735815312547252959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5735815312547252959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/5735815312547252959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/07/le-novene.html' title='Le novene'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-3804168594290262936</id><published>2009-07-08T10:31:00.032+02:00</published><updated>2009-07-20T14:28:29.296+02:00</updated><title type='text'>Sui passi di Edith Southwell</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Slg_9YEurwI/AAAAAAAAAQ8/sd_Y24nzE_U/s1600-h/colucci.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 209px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Slg_9YEurwI/AAAAAAAAAQ8/sd_Y24nzE_U/s320/colucci.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357102080424062722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il famoso pittore Guido Colucci si è recato ieri alla gendarmeria di Bastia per denunciare la scomparsa della moglie, la signora Southwell, etnologa e studiosa delle tradizioni popolari dell’isola di Corsica, avvistata l’ultima volta nel villaggio balagnino di Lumio venti giorni orsono. Da allora non si hanno più notizie di lei. Conosciamo la passione e l’entusiasmo della signora Colucci per la nostra isola che l’hanno condotta sino nei paesi più piccoli e lontani &lt;em&gt;alla ricerca sul campo&lt;/em&gt;, come ama dire, della testimonianza diretta e genuina della popolazione locale. Di prossima pubblicazione, a quanto pare, una raccolta di poesie, proverbi, &lt;em&gt;voceri&lt;/em&gt; e leggende frutto di anni di indagini e minuziosa trascrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora Southwell è una donna a dire poco indipendente. Spesso accade che per condurre le sue indagini etnologiche  manchi da casa per diversi giorni. Le sue assenze non si sono mai protratte tuttavia oltre venti giorni e questo tenendo conto degli spostamenti estremamente difficoltosi all’interno della Corsica. A quanto ci hanno riferito delle persone a loro vicine, i Colucci non hanno ragione alcuna di temere per la loro sicurezza, non avendo nessun nemico, né personale, né politico pur essendosi la coppia a più riprese dichiarata contraria all’annessione dell’isola all'Italia. L’ipotesi che lo stesso pittore e i gendarmi paventano è quella di un incidente durante uno di questi spostamenti che spesso, per la scarsità di mezzi pubblici di linea, avvengono su delle carrette rudimentali trainate da muli o asinelli. Tutto può succedere: un cedimento della strada o persino che la bestia s’imbizzarrisca e provochi la caduta dei suoi passeggeri da un ponte o nei purtroppo famosi burroni corsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre organizza la sua partenza con le forze dell’ordine alla ricerca della moglie, chiedo al signor Colucci che cosa secondo lui abbia portato la signora ad avventurarsi in un paesino così sperduto come Lumio. Il signor Colucci è un uomo intorno alla quarantina, di media statura, curato nell’aspetto e nel modo di vestire, che una donna potrebbe definire molto piacente. Si mostra cortese e disponibile, nonostante la preoccupazione traspaia da ogni suo sguardo e da ogni suo gesto. Sua moglie, mi dice con un lieve accento napoletano, è stata chiamata un mese fa in Balagna per assistere alla veglia funebre di un vecchio pastore per la quale sarebbero state presenti delle prefiche che conoscono dei &lt;em&gt;vocer&lt;/em&gt;i antichi. Avrebbe, inoltre, approfittato dell’occasione per descrivere alcune chiese pisane lungo il percorso. Altro non sa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo questo un periodo morto per il nostro giornale ho  ottenuto dalla redazione licenza di accompagnare i gendarmi e il signore Colucci e di riferire di ogni progresso dell’indagine. L’intera cittadinanza è in ansia per la sua beniamina e ha diritto di sapere che cosa possa esserle accaduto per quanto spiacevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlmndGO1PSI/AAAAAAAAARE/VdzVwGwdUfQ/s1600-h/Bastia_casaGuidoColucci.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 165px; height: 140px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlmndGO1PSI/AAAAAAAAARE/VdzVwGwdUfQ/s320/Bastia_casaGuidoColucci.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357497350064782626" /&gt;&lt;/a&gt; Partiamo quindi abbastanza presto da Ville di Pietrabugno prendendo la decisione, mentre risaliamo la città di Bastia lungo i suoi &lt;em&gt;boulevard&lt;/em&gt;, di raggiungere il paese di Lumio passando per il colle di Teghime ai piedi del Pigno poi giù per Barbaggio, Patrimonio, Saint-Florent e il temuto, almeno dal sottoscritto, deserto degli Agriates. E’ possibile passare per Ponte Leccia lungo il letto del Golo, oltrepassare Calvi e arrivare infine a Lumio. La prima rotta è stata preferita non soltanto perché più vicina alla destinazione ma anche e soprattutto perché si ritiene che la signora Southwell, che non fa mistero del suo amore per il Nebbio, potrebbe passare da lì per tornare a Bastia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato e vissuto in quest’isola ma raramente mi sono avventurato oltre l’immediata periferia di Bastia. La nostra vettura è una trazione avanti nera che potrebbe portare sino a sei persone. Mi siedo dietro il comandante di brigata di gendarmeria, un omone corpulento e dotato di due magnifici baffi neri. Al posto del passeggero, il signore Colucci. Siamo preceduti da un’altra vettura occupata da quattro gendarmi in tenuta d’ordinanza. Fuori dai finestrini, la primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il panorama è di una varietà di colori a cui nessun pittore potrebbe rimanere indifferente e Il Colucci non sembra affatto insensibile alla maestosità del paesaggio che improvvisamente si apre sul lato sinistro. Il cordone lagunare di Biguglia trattiene uno stagno pescoso sulle cui acque si riflette un cielo che l’avvicinarsi dell’estate rende sempre più blu, a destra una catena di monti addossati l’uno sull’altro che, come dei ragazzacci di strada, sembrano giocare a &lt;em&gt;ciccia&lt;/em&gt;. A Teghime la macchia mediterranea si è fatta più rada e bassa, lasciando qua e là emergere dei grossi blocchi rocciosi, autentici speroni sulla natura selvaggia.  Ma non ci possiamo fermare, non con dei gendarmi in servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada scende improvvisamente verso Barbaggio, un piccolo villaggio con due case e altrettante tombe di famiglia nei loro orti. Subito dopo Barbaggio, Patrimonio. All’ingresso del paese, proprio sotto il cartello di benvenuto, un’enorme botte di vino illustra al viandante le specialità del luogo e con una scritta invita all’assaggio. Questa volta ci fermiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giovane pastore, con una lunga barba incolta e addosso il suo &lt;em&gt;pilone&lt;/em&gt; di capra ci guarda con la stessa espressione incuriosita del suo grosso cane ma i gendarmi lo ignorano autorevolmente e entrano in una bottega da cui emana un forte odore di vino e di moscato. L’interno è come uno può immaginare: quattro botti di legno, delle damigiane e delle bottiglie vuote e piene sparse in ogni luogo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Cum’è u vinu quest’annu?”, &lt;/em&gt;chiede il comandante di brigata.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;E cume ha da esse? U vinu qui hé sempre più bonu!”, &lt;/em&gt;risponde ridendo il produttore. “&lt;em&gt;Ajò chi ne bejimu un bicchjeru!” &lt;/em&gt;Ci porge dei bicchieri, ce li riempie di un buon vino rosso poi si serve a sua volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;A la salute!”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“A la salute!” &lt;/em&gt;rispondiamo tutti insieme. Uscendo la nostra inchiesta non è avanzata di un solo millimetro ma la vita ci sembra meno tragica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa di San Martino è la nostra prossima tappa ed è qua a due passi che facciamo volentieri. L’edificio religioso  è spesso stato al centro delle discussioni dei Colucci per delle ragioni che non tardo ad conoscere. Apprendiamo da un’iscrizione che la chiesa data del 1653 e che nel secolo scorso è stata restaurata ed è stato aggiunto l’attuale campanile. All’esterno, si notano subito i numerosi fori praticati nei blocchi non intonacati che hanno servito ad assicurarvi i ponteggi usati per la sua costruzione. Entrando capisco che per il famoso pittore la visita alla chiesa è più occasione per ammirare i dipinti che ne decorano l’interno che per cercare la propria moglie. E’ estasiato, in contemplazione, davanti alle scene della cristianità ma anche e soprattutto davanti a dei dipinti che non avrebbero attratto la mia attenzione se non mi avesse detto che hanno un significato esoterico come quello che sembra rappresentare un cigno che muore dando il suo sangue per nutrire i propri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Simboli massonici”, mi dice a bassa voce.&lt;br /&gt;Non ho un’idea precisa di che cosa sia la massoneria ma dal tono della voce non appare un argomento da trattare con leggerezza, in speciale modo in un luogo che potrebbe essere il loro quartiere generale.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Il nostro viaggio prosegue verso la baia di Saint-Florent. La cittadina è dominata dalla cittadella costruita in sua difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Faceva gola a Nelson”, ci dice il signor Colucci. &lt;br /&gt;“Ah, sì? Chiedo nella mia ignoranza.&lt;br /&gt;“Saint-Florent era considerata di grande importanza strategica in quel periodo. Qui si trova una chiesa del dodicesimo secolo che non mi dispiacerebbe affatto visitare. Si tratta di Santa Maria Assunta sulla strada di Poggio d’Oletta. Mia moglie potrebbe avere avuta la stessa idea.”&lt;br /&gt;“Sbaglio o mi ha detto che sua moglie avrebbe visitato una chiesa pisana?” lo interruppe il gendarme.&lt;br /&gt;“Ma è pisana” protesta il pittore.&lt;br /&gt;“ah!”, si arrende il militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlnNggoVwFI/AAAAAAAAARM/SuzTfteSg4s/s1600-h/cathedraleNebbio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlnNggoVwFI/AAAAAAAAARM/SuzTfteSg4s/s320/cathedraleNebbio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357539190132555858" /&gt;&lt;/a&gt;La cattedrale del Nebbio, un tempo sede vescovile, si trova a meno di un chilometro da Saint-Florent. Esternamente, ricorda la Canonica vicino a Lucciana, almeno per il mattoni calcarei in alternanza di toni.  L’interno è costituito da tre navate e da numerosi pilastri con, scolpiti, animali o motivi floreali. I gendarmi, che non sembrano molto interessati all’arte religiosa, ne approfittano per fumare una sigaretta e chiacchierare sul sagrato. Dalle risate che sentiamo all’interno della chiesa giurerei che ne sono arrivati alle barzellette. Dentro non c’è nessuno a parte io e il signor Colucci e appare quindi ovvio che qui la sua signora non ci sia. Quasi a malincuore, riprende il viaggio verso Lumio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Saint-Florent, ci addentriamo nel deserto degli Agriates. E’ un nome che un po’ mette paura: non vorrei ora che le nostre automobili avessero dei problemi proprio in pieno deserto! Il paesaggio non è tuttavia completamente desertico. La roccia, è vero, è l’elemento dominante ma affiora ancora abbondante la vegetazione anche se piuttosto bassa come il cisto, il mirto, il corbezzolo, l’ ulivo e la quercia. Il pittore guarda il paesaggio sfilare dal suo finestrino come se sperasse trovarvi la moglie o, molto più probabilmente, cercasse di imprimere nella sua mente la bellezza del luogo per riprodurla in un secondo tempo sulla tela. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un coniglio!” m’esclamo vedendone uno attraversare velocemente la strada e andare a nascondersi dietro un cespuglio di cisto. L’incidente sembra avere ridato il sorriso al pittore e penso che solo un pittore o un matto potrebbe sorridere in un deserto! In lontananza, i monti del Tenda sotto un potente sole allo zenit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A Casta ci fermiamo per mangiare qualcosa”, annuncia il comandante.  &lt;br /&gt;“Se permettete vi faccio assaggiare un formaggio di pecora che è un capolavoro…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casta più che un paese è un agglomerato di due case e neanche vicine l’una all’altra. Ci fermiamo sotto la prima la quale sorge sul costone sul lato sinistro della strada e seguiamo un sentierino che sale sino all’ingresso al primo piano. Entrando il comandante saluta e ci presenta. Una calorosa stretta di mano poi ci sediamo su delle sedie un po’ sbilenche intorno a un tavolo che viene apparecchiato alla bella e meglio dal padrone di casa. Il luogo, più che un punto di ristoro sembra la casa di un pastore. In fondo, un camino acceso continua ad annerirne le pareti e il basso soffitto. A una trave sono appese alcune salsicce, dei &lt;em&gt;lonzi&lt;/em&gt;, dei &lt;em&gt;figatelli&lt;/em&gt; e delle coppe mentre su un vecchio tavolo di castagno alcune forme di formaggio profumano l’ambiente. Un paio di galline e una pecora entrano ed escono liberamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padrone di casa è un tipo piuttosto basso e scuro di pelle. Un po’ di grigio sulle tempie.&lt;br /&gt;Ci porta un’intera forma di formaggio, dei salumi e, per tagliarle, delle &lt;em&gt;vendette corse&lt;/em&gt; dalla lunga lama e il manico di osso. Un goccio di vino rosso non può ovviamente mancare.  &lt;br /&gt;“&lt;em&gt;O Ghjisè!” &lt;/em&gt;dice il brigadiere Battesti, quello pelato senza baffi, “&lt;em&gt;cum’è quella canzone chi m’hai cantatu l’altra volta? Ci la poi cantà?”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro ospite non ci mette molto per assumere una posizione da serenata, come rivolgendosi alla persona amata da sotto al suo balcone o a un pubblico in piccionaia. Beve un sorso di vino, si schiarisce la voce e canta il sublime lamentu di una ragazza innamorata che vede partire il fidanzato chiamato a fare il militare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se ne parte lu mi falcu&lt;br /&gt;E pe’ aria si ne vola,&lt;br /&gt;Cume aia da passalu&lt;br /&gt;Lu mi tempu cusì sola?&lt;br /&gt;Che iornate cusì triste&lt;br /&gt;Cume chiodu negru in tola. &lt;br /&gt;Di passata pa’ u chiassu&lt;br /&gt;Ti cunuscia a scherpata&lt;br /&gt;Ma parlà un si putia&lt;br /&gt;Che mi tenianu serrata&lt;br /&gt;Un ci sia nessun donna&lt;br /&gt;Cume me disgraziata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si putessi fa lu giru&lt;br /&gt;Chellu che face la luna&lt;br /&gt;E po vedeti nellu finu&lt;br /&gt;Caru di la mi fortuna!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dolore, lo strazio della separazione ingiusta e crudele ci viene rappresentato come una tragedia greca in una terra dimenticata dagli dèi.  Ma le donne corse, all’immagine della Corsica intera, si rafforzano nella separazione, nell’abbandono e nella morte. Terminiamo mestamente il nostro pasto e ci congediamo da Ghjisè. Preso dalle parole e dalla melodia non mi riesce di capire chi abbia pagato il conto ma credo che mi convenga starmene zitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlnXkIdumvI/AAAAAAAAARU/Y_yKBz_dgP4/s1600-h/250px-Voceru2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 163px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SlnXkIdumvI/AAAAAAAAARU/Y_yKBz_dgP4/s320/250px-Voceru2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357550247481350898" /&gt;&lt;/a&gt;Il deserto è ancora lì, in attesa, come non sapendo se ucciderci o farci felici. &lt;br /&gt;Colucci è cupo. Più la macchina si avvicina a Lumio e più mi sembra abbattuto. Il &lt;em&gt;lamentu&lt;/em&gt;, forse, oppure il timore, se non la certezza di non rivedere più la propria moglie. Sente di trovarsi sotto un cielo immenso che non riconosce le sue creature, esseri fragili in balia del destino. Un’immagine attraversa la sua mente. Non la può scacciare, anzi ogni tentativo di mandarla via la fa tornare ancora più forte e nitida della volta precedente. E’ una veglia funebre, con i &lt;em&gt;voceri&lt;/em&gt; e i pianti strazianti. Ma sul tavolo mortuario, &lt;em&gt;a tola&lt;/em&gt;, c’è lei, sua moglie, che oggi ama come non l’ha mai amata prima. Gli tornano alla memoria alcuni versi di un voceru raccolto da lei stessa qualche anno prima a Castello di Rostino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Piangi, o Marì Francè,&lt;br /&gt;Tu chi si zitella sposa&lt;br /&gt;Pichierai alla mia porta&lt;br /&gt;Quando ti manca qualcosa&lt;br /&gt;Giungerai a ritrovarmi, &lt;br /&gt;Ma la troverai chiosa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada è ancora lunga, la stanchezza comincia a farsi sentire  e i diversivi si fanno sempre più rari. Siamo finalmente arrivati a L’Île-Rousse. Ci fermiamo appena il tempo di rinfrescarci a una fontana rinunciando di fatto a alla contemplazione delle sue coste rocciose. Uno sguardo, forse, dal finestrino, per vedere se effettivamente sono rosse…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lumio, villaggio di luce sulla baia di Calvi. Accostiamo davanti alla prima casa alla cui finestra si è appena affacciata una vecchia signora vestita di nero. Le chiediamo dove possiamo trovare la casa della famiglia Raffalli. Si fa il segno della croce e ci spiega che la possiamo trovare poco più in là di fianco alla bottega.&lt;br /&gt;Parcheggiamo le macchine sotto l’abitazione che ci è stata indicata e bussiamo alla porta. Ci apre una donnina energica, anch’essa vestita di nero. Ci fa entrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Madama”, chiede il comandante di brigata, “La conoscete la signora inglese venuta qui il mese scorso?”&lt;br /&gt;“Sì, che la conosco!”, risponde. “E’ la signora che fa tante domande e scrive i nostri &lt;em&gt;voceri&lt;/em&gt;. Sta ancora a casa di mia cugina Assunta, credo..."&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“E' ancora in paese, signora! Ma come mai ci è rimasta così tanto?" chiede Colucci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il fatto è che pensavamo che mio marito sarebbe morto presto come ci ha detto il medico ma Antonini, il &lt;em&gt;murtulaghju&lt;/em&gt; del paese, ha chiesto alla morte qualche giorno di vita in più perché ha fatto solo del bene. Dio abbia pietà della sua anima… Ma non sarete come quei continentali che non credono a queste cose?”&lt;br /&gt;“Ci crediamo!”, protesta il gendarme Battesti. “Ho uno zio &lt;em&gt;murtulaghjiu&lt;/em&gt; che ha interceduto per molte persone che stavano lasciando questo mondo…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E' sicura che è ancora in paese?”, chiede il signore Colucci.&lt;br /&gt;“Dovrebbe, sempre che non sia andata a Calvi a parlare con un altro &lt;em&gt;murtulaghjiu&lt;/em&gt; come mi disse la settimana scorsa.  Vi accompagno da mia cugina Assunta…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci addentriamo in una viuzza stretta. Ho qualche difficoltà a camminare sull’acciottolato reso scivoloso dall’acqua di panni recentemente stesi a una finestra. Bussiamo. E chi ci viene ad aprire, miei cari lettori? Lei, la bella Edith Southwell-Colucci. Sorride, anzi, ride dalla felicità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Amore mio!” dice lanciandosi nelle braccia del marito. E’ un abbraccio lungo e forte ed è un bacio d’amore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Entrate!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entriamo e quel che vediamo ci strappa un sorriso tenero e vale mille spiegazioni: un neonato nella sua culla e la mamma premurosa che gli canta una ninna nanna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pighianu all’usciu&lt;br /&gt;So li gendarmi fora&lt;br /&gt;Cercanu a Babbitu&lt;br /&gt;Ma quist’è una trist’ura&lt;br /&gt;Babbitu è in campagna&lt;br /&gt;Duvè lu farà dimora.&lt;br /&gt;Fa la ninna, e fa la nanna&lt;br /&gt;Figliulellu dilla mamma.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[il &lt;em&gt;lamentu&lt;/em&gt;, il &lt;em&gt;vocero&lt;/em&gt; e la ninna nanna sono stati pubblicati in Chants Populaires Corses alle Edizioni Mediterranea]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-3804168594290262936?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/3804168594290262936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=3804168594290262936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3804168594290262936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/3804168594290262936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/07/sui-passi-di-edith-southwell.html' title='Sui passi di Edith Southwell'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Slg_9YEurwI/AAAAAAAAAQ8/sd_Y24nzE_U/s72-c/colucci.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-239886266038353396</id><published>2009-06-27T16:25:00.003+02:00</published><updated>2009-07-03T17:58:13.083+02:00</updated><title type='text'>La poule au pot</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.histoire-en-questions.fr/personnages/henri%204/poule.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 490px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.histoire-en-questions.fr/personnages/henri%204/poule.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se c’è un re che mi ha rovinato l’esistenza questo è sicuramente Enrico IV re di Francia e di Navarra. Non per l’Edito di Nantes, che proprio non c’entra con la mia vicenda, ma per quella dannata &lt;em&gt;poule au pot &lt;/em&gt;che aveva promesso ai francesi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;“Voglio”, disse più di una volta, “che ogni contadino possa mettere il pollo in pentola la domenica”. Non era preoccupato per le abitudini culinarie dei suoi sudditi, questo no: a lui premeva invece che, per la durata del suo regno, ognuno potesse mangiare degnamente almeno un giorno la settimana. Da allora pare abbia origine la tradizione dei francesi di far bollire quel maledettissimo pollo farcito di verdure tra cui il cavolo che non è di certo tra le mie preferite. Personalmente, non ho niente contro il pollo a patto che venga messo al forno. Così, sì che fa figura sulle nostre tavole. Bollito fa schifo. Fa schifo sia per la pelle che diventa gommosa che per l’aglio e la cipolla che inevitabilmente galleggiano nel suo ripugnante brodo oleoso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;Noi eravamo italiani convinti, soprattutto in cucina, e in teoria dovevamo essere immuni. Da buoni emigrati avevamo quindi ravioli e gnocchetti sardi garantiti la domenica. Non avevamo tuttavia fatto i conti con una certa donna di finestra – sia maledetta per l’eternità – che, con tutta la perfidia di cui fu capace, comunicò a mia madre la fatidica ricetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;La prima volta, resistetti cinque buoni minuti prima di andare a vomitare il tutto in bagno. Le volte successive, i tempi s’accorciarono. Non erano epoche quelle in cui ti potevi permettere di scegliere quello che stavi per mangiare per cui mi rassegnavo ogni volta il capo chino cercando almeno di evitare l’aglio e la cipolla bollita e lasciando la pelle per ultima nella speranza che i miei si scordassero di obbligarmi a masticarla lungamente e, con un atto di coraggio, mandarla giù.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;Dopo anni di tortura dominicale, il giorno che vomitai nel mio piatto mio padre sbottò: “E basta con questa porcheria!” Fu così che scoprii in mio padre il più prezioso degli alleati e che &lt;em&gt;la poule au pot&lt;/em&gt;, per la mia grandissima gioia e per quella dei miei fratelli e sorelle, fu bandita dal nostro regno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-239886266038353396?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/239886266038353396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=239886266038353396' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/239886266038353396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/239886266038353396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/06/la-poule-au-pot.html' title='La poule au pot'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-637373097990401650</id><published>2009-06-19T15:29:00.000+02:00</published><updated>2009-06-20T22:29:22.396+02:00</updated><title type='text'>Disegni</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1GnBkolgI/AAAAAAAAAQc/S6I7wY03ilc/s1600-h/img022.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 272px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349509568636950018" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1GnBkolgI/AAAAAAAAAQc/S6I7wY03ilc/s320/img022.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1Fr6PTEvI/AAAAAAAAAQU/KymXTKDeoKw/s1600-h/img021.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 299px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349508553056129778" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1Fr6PTEvI/AAAAAAAAAQU/KymXTKDeoKw/s320/img021.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1E6rBSFII/AAAAAAAAAQM/mTxFFr30I8Q/s1600-h/img020.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 272px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349507707157222530" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1E6rBSFII/AAAAAAAAAQM/mTxFFr30I8Q/s320/img020.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1DHa8nZ7I/AAAAAAAAAQE/x9WDRU2xbwQ/s1600-h/img019.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349505727157725106" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1DHa8nZ7I/AAAAAAAAAQE/x9WDRU2xbwQ/s320/img019.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sjuh0kTxbgI/AAAAAAAAAP4/Ot2gbyf4tgs/s1600-h/img018.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 230px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349046906904473090" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sjuh0kTxbgI/AAAAAAAAAP4/Ot2gbyf4tgs/s320/img018.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjueWJ1n3II/AAAAAAAAAPw/cm9knkBV_pM/s1600-h/img017.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349043085867736194" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjueWJ1n3II/AAAAAAAAAPw/cm9knkBV_pM/s320/img017.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sjuc9tzK3vI/AAAAAAAAAPo/rOFjSP9Sdq8/s1600-h/img015.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 231px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349041566512766706" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sjuc9tzK3vI/AAAAAAAAAPo/rOFjSP9Sdq8/s320/img015.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjubHMMXPMI/AAAAAAAAAPg/9UUg3za92iE/s1600-h/img014.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 139px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349039530267065538" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjubHMMXPMI/AAAAAAAAAPg/9UUg3za92iE/s320/img014.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuY6mArpqI/AAAAAAAAAPY/l2UX9lNlD2M/s1600-h/vale2.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 278px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349037114835838626" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuY6mArpqI/AAAAAAAAAPY/l2UX9lNlD2M/s320/vale2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuVcVFjenI/AAAAAAAAAPQ/J_dRAPGtyuo/s1600-h/ferdi3.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349033296361912946" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuVcVFjenI/AAAAAAAAAPQ/J_dRAPGtyuo/s320/ferdi3.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuTCj9MPKI/AAAAAAAAAPI/5klTk0iP9iw/s1600-h/ferdi2.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349030654653512866" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/SjuTCj9MPKI/AAAAAAAAAPI/5klTk0iP9iw/s320/ferdi2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-637373097990401650?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/637373097990401650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=637373097990401650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/637373097990401650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/637373097990401650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/06/disegni.html' title='Disegni'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/Sj1GnBkolgI/AAAAAAAAAQc/S6I7wY03ilc/s72-c/img022.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-6697087908261129433</id><published>2009-06-18T00:19:00.000+02:00</published><updated>2009-06-18T14:14:08.664+02:00</updated><title type='text'>Lo sconosciuto</title><content type='html'>Eravamo due persone diverse, completamente diverse, e ancora lo siamo. Forse un po’ lo conoscevo, così come si conoscono le persone che per un attimo incrociano il nostro destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi accorsi della mia trasformazione in ufficio o meglio una mia collega se ne accorse per prima. Ricordo che era un venerdì e che mi ero messo a contare i minuti che mi separavano dal mio amato fine settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adalgisa, la collega, mi disse: “Che cos’hai ? Cammini in modo diverso…“&lt;br /&gt;“Diverso?” chiesi stupito.&lt;br /&gt;“Da qualche giorno cammini … come Charlot, ecco, l’ho detto!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’ingresso abbiamo una porta-finestra vetrata che, oltre a lasciare entrare la luce, la mattina ci permette di dare un’ultima occhiata alla nostra mise. La vetrata mi rimandò effettivamente una camminata alla Charlot, con la punta dei piedi verso l’esterno. Ci rimasi male anche se per il tempo che trascorsi ancora in ufficio non lo diedi da vedere, almeno nelle mie intenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A casa evitai di camminare davanti ai miei famigliari, con la scusa di un dolore alle ginocchia. Il giorno seguente non uscii, rinunciando pure alla nostra ormai consueta passeggiata del sabato pomeriggio. I miei figli, maschi, quattordici e dodici anni, ringraziarono. Alla loro età un po’ si vergognavano di farsi vedere nel parco con papà e mamma. Uscirono quindi per conto loro e mia moglie andò a trovare la sorella dall’altra parte della città. Finalmente solo. Potevo cercare di correggere il mio modo di camminare provando ad allineare il più possibile i due piedi. Dovevo pensare ogni passo, costringermi a camminare normalmente. Andavo e venivo nel lungo corridoio imponendomi di rimanere nei limiti delle due mattonelle di trenta centimetri. Mi esercitai per tutto il pomeriggio finché non furono visibili i risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domenica azzardai qualche passo fuori casa, sorvegliando il mio incedere ogni volta che passavo davanti alla vetrina di un negozio. Apparentemente, tutto era tornato alla normalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lunedì rientrai in ufficio sapendo di dover passare il test decisivo, quello di Adalgisa, a cui non sfugge mai nulla, maledetta. Vidi che sorrideva, come se avesse capito che le avevo fatto uno scherzo. Interpretai il suo sorriso come un okay definitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, sapete com’è, il tempo passò. Dimenticai l’accaduto e non prestai più attenzione al mio modo di camminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mattina, guardandomi allo specchio, notai un’espressione che non mi conoscevo. Avevo la faccia interrogativa di uno che ha perso la strada in un paesino di trenta abitanti. Anche questa fu una dura battaglia. Mi costò due weekend solo a casa a fare degli esercizi davanti allo specchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra volta dimenticai, abbassai il livello di guardia, e non mi accorsi dell’attacco finale scoccato a tradimento mentre meno me l’aspettavo. Quel venerdì, rientrando a casa, ero un altro uomo. Davanti allo specchio grande dell’armadio capii che tutto era cambiato in me: era tornata la camminata alla Charlot, ero rimpicciolito, grasso, i miei capelli erano grigi con un’orrenda riga a destra e avevo un’altra faccia con l’espressione da ebete. Mia moglie e i miei figli ancora non erano tornati. Come al solito lei era andata a prenderli all’uscita di scuola, come se alla loro età non potessero tornarsene da soli! Mi precipitai fuori, sperando di incontrali per strada, che mi riconoscessero…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li vidi. Con loro c’ero io e c’era pure Bobby, il nostro cane... Sorridevo, felice. Pensai in quel momento che se lui era diventato me, io ero diventato lui. Ero un mostro… Odorandomi le mani mi accorsi che puzzavano di pesce. Che schifo, ero diventato un pescivendolo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi avvicinai troppo e non dissi niente. Li accompagnai verso casa, stando mezzo metro dietro. Entrai con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui si voltò:“Che ci fa lei in casa mia?”&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come? Io? Ma questa è casa mia!&lt;/em&gt; Guardai mia moglie, i miei figli, il cane.&lt;br /&gt;“Bobby!”Si mise a ringhiare.&lt;br /&gt;“Esca di casa nostra!” Disse mia moglie.&lt;br /&gt;“Ma…”&lt;br /&gt;“Esca, o chiamo la polizia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era uno specchio, quello davanti al quale avevo fatto i miei esercizi. Rifletteva l’immagine di uno sconosciuto e questo sconosciuto ero io. Allora mi diressi verso la porta, sconfitto.Poi guardai il cane, la sua cuccia, la sua pappa, il suo osso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E decisi che sarei diventato lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-6697087908261129433?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/6697087908261129433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=6697087908261129433' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6697087908261129433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/6697087908261129433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/06/lo-sconosciuto.html' title='Lo sconosciuto'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-834131305075525159.post-7741070677173862923</id><published>2009-06-14T00:15:00.001+02:00</published><updated>2009-07-22T13:42:09.547+02:00</updated><title type='text'>Treni</title><content type='html'>In Francia davanti ai passaggi a livello troviamo spesso dei cartelli con la frase seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ATTENZIONE UN TRENO PUO' NASCONDERNE UN ALTRO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dico però: se il primo ne può nascondere un altro allora anche quest'altro ne può nascondere un altro ancora. Procedendo con la logica della matriosca, possiamo arrivare a una moltitudine di treni nascosti uno dentro l'altro e a concepire filosoficamente l'infinitamente piccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Se invece poniamo un limite al fenomeno fissandolo a venti-trenta treni possiamo immaginare, all'interno dell'ultimo treno, non un treno come sarebbe stato logico aspettarci, ma i passeggeri, anzi un solo passeggero, piccolo piccolo, con i baffi alla Poirot, senza bagagli perché non c'è posto per i bagagli nei treni francesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo non voglio dire che i francesi sono piccoli di statura e tantomeno voglio vantare le ferrovie italiane. Fanno schifo le ferrovie italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio solo sciogliere un dubbio per chi si appresta a lasciare il nostro paese: se avete l'intenzione quest'estate di recarvi in Francia per turismo o altro, non vi preoccupate se prendete venti o trenta treni per volta. L'importante che vadano tutti nella stessa direzione e che si paghi un solo biglietto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/834131305075525159-7741070677173862923?l=tontonlino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tontonlino.blogspot.com/feeds/7741070677173862923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=834131305075525159&amp;postID=7741070677173862923' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7741070677173862923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/834131305075525159/posts/default/7741070677173862923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tontonlino.blogspot.com/2009/06/treni.html' title='Treni'/><author><name>tontonlino</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://2.bp.blogspot.com/_5hUCNTxGdNw/TLIqIPiNzVI/AAAAAAAAAqk/h-UFJ4PJRZo/S220/avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
