domenica 29 marzo 2009

Passa al lato oscuro - secondo libro

Passa al lato oscuro
Disse il… vuoi andare sull ‘ albero più alto del mondo io dissi” si! Ma come ci arriviamo “ lui disse “ con la mia super velocità” io dissi” si giusto “ ma ci devo credere che un ... ma perche mi preocupai? Tanto mi protegge perche è un… ma mi chiesi che cosa sta succedendo? E sentii un brusio era un …ma adesso lo so che è un… comunque erano dei vampiri e combattemo. Però loro se ne andarono. Io li dissi che” non si fermeranno mai” lui disse”li o letto nella mente li o reso la caccia più ecitante della sua vita ! esclamo( questo pezzo continua nel 3 libro del passa al lato oscuro)
Però quando entro in casa dei… la mamma rompò la bottiglia d ‘ acqua e mi disse” eeeeeeeeee, non era niente quello che ai visto, dimenticalo. Io dissi” comunque non direi per gnente che voi siete… il padre disse” a capito che siamo… poi siamo andati fuori con una tempesta… ( questo pezzo continua nel 3 libro passa al lato oscuro)
Adesso velo posso dire cheè un vampiro ecco cosa intendevo per quei… infatti sono andata alla scuola di bAllo . anche se c ‘ era un vampiro che aveva mia madre e mi minacciava di venire da lui per muorire, per succhiarmi il sangue quel…ma io pensai “ meglio muorire per una persona invece di farla soffrire”
Andai dentro sentii mia madre e non c ‘ era era uno scherzo per succhiarmi il sangue.
E disse”tu sarai lo spuntino “ pensai” io devo chiamare il… (sai cosa intendo per il)
Mi morse e venne il … ma non mi aveva detto il suo nome(il nome del vampiro e nel 3 libro di passa al lato oscuro)
E lo prese per il collo gli disse” tu sei più veloce degli altri ma non più forte” lui disse il vampiro” o abbastanza forze per distruggersi ( questo pezzo continua nel 3 libro di passa al lato oscuro).

RITORNELLO
QUESTO LIBRO PARLA: DI UN … E DI UNA RAGAZZA CHE CORRE UN RISCHIO GROSSO. E CHE AVRà UN GRAN FUTURO CON CUI E FIDANZATA MA ESISTONO ALTRI MOSTRI PERICOLOSI Più DI QUEL… E QUESTA RAGAZZA DIVENTERà UN… E CHE PASSERA AL LATO OSCURO , SULLA STREADA SBAGLIATA O GIUSTA?.

Passa al lato oscuro!

Scritto da Ferdi, mio figlio dopo avere visto il film Twilight.

Passa al lato oscuro!
Ero in camera mia, era sera, ero andata a dormire.FINCHE UN UOMO CHE SEMBRAVA…
ERA UN MOSTRO.IL GIORNO DOPO O FATTO DELLE RICERCHE AL COMPUTER, ERA … INFATTI O SCOPERTO CHE NON ERA UN MOSTRO QUALUNQUE ERA… LO TROVATO A SCUOLA NELLA CLASSE DI BIOLOGIA.
IL GIORNO DOPO ERO RIANDATA A DORMIRE LO RIVISTO, O ACCESO LA LUCE DELLA LAMPADA, E NON C’ ERA ERA SCOMPARSO MA IO SO CHE è UN… ERO ANDATA NELLA CLASSE DI BIOLOGIA.
MI DISSE “ CIAO” PERO ARRIVO UNA VENTATA D’ ARIA IL… SI TAPPO IL NASO PER IL MIO ODORE DA UMANA MA LO SO PERCHE SI ERA TAPPATO IL NASO PERCHE è UN… ERO SCONVOLTA DAVVERO.
IO ANDAI AL BAR E MI DISSE “NON POSSO ALONTANARMI DA TE “IL TUO … ERA SPAVENTOSO. IL GIORNO DOPO ANDAI NELLA FORESTA E MI SEGUI E IO DI CHE” SO CHI SEI” LUI DISSE “ DILLO, AD ‘ ALTA VOCE” TU SEI UN… DISSE” TI FACCIO VEDERE IL MIO ASPETTO ALLA LUCE DEL SOLE, SULLA MONTAGNA” ECCO PERCHE NON CI MOSTRIAMO ALLA LUCE DEL SOLE SI NOTEREBBE CHI SIAMO VERAMENTE, IO DISSI “SEI BRILLANTE, SEI BELLISSIMO” LUI DISSE” BELLISSIMO? QUESTA è LA PELLE DI UN ASSASSINO IO SONO UN ASSASSINO” IO DISSI” NO!NON CICREDO CHE SEI UN ASSASSINO” LUI DISSE “ COME SE TU POSSA RESPINGERMI” E STACCO CON UNA MANO LALBERO. E CONTINUO A PARLARE MENTRE PENSAVO… LUI DISSE COME SE TU MI POSSI SFUGGIRE” ED ‘ ERA INCREDITIRMENTE VELOCE ALLORA LO DISSI” SEI INCREDITIRMENTE VELOCE E FORTE “ BE CI CREDO CHE … PERCHE è UN… OSCOPERTO CHE UN SUCCHIA… ECCO è UN SUCCHIA SANGUE. TUTTE LE NOTTI MI GUARDAVA DORMIRE IO APRI LA LUCE DELLA LAMPADA E NON LO TROVAI. MA LO SO PERCHE MI GUARDA TUTTE LE NOTTI CHE DORMO PERCHE è UN… COME è POSSIBILE CHE SIA UN… E PERO MI DISSE DI VENIRE A CASA SUA IO DISSI “ GRAZIE MA NON CI POSSO ANDARE DEVO AGLIUTARE MIO PADRE A CUCINARE” DISSE LUI “ SU VIENI!” A ESCLAMATO IL … BE è UN PO DIFFICILE A CREDERE CHE SIA UN… MA IO LI DISSI “ NO! E INCREDIBILE NON CI CREDO CHE SEI UN …”
E LUI DISSE” CREDICI” E ANDAMO ACASA SUA DOPO, O VISTO CHE LA MAMMA A ROTTO UNA BOTTIGLI A D’ ACQUA DI VETRO (IL CONTINUO DI QUESTA PARTE è NEL SECONDO LIBRO PASSA AL LATO OSCURO)
ERO NELLA SUA CAMERA DISSE” VUOI SALIRE SUL ALBERO Più ALTO DEL MONDO? “ IO DISSI SI! MA COME CI ARRIVIAMO”! LUI DISSE” CON LA MIA SUPER VELOCITà( QUESTO PEZZO CONTINUA NEL SECONDO LIBRO DI PASSA AL LATO OSCURO)MA IO PENSAI DEVO TENERE IL SEGRETO CHE è UN… ( QUESTO PEZZO CONTINUA NEL SECONDO LIBRO DEL LATO ASCURO.
RITORNELLO
QUESTO LIBRO PARLA: DI UN … E DI UNA RAGAZZA CHE CORRE UN RISCHIO GROSSO. E CHE AVRà UN GRAN FUTURO CON CUI E FIDANZATA MA ESISTONO ALTRI MOSTRI PERICOLOSI Più DI QUEL… E QUESTA RAGAZZA DIVENTERà UN… E CHE PASSERA AL LATO OSCURO , SULLA STRADA SBAGLIATA O GIUSTA?

mercoledì 18 marzo 2009

Sparire

Da piccolo avevo il potere di sparire completamente dalla vista degli adulti. Da dove mi venisse, non lo so. Non credo che fosse una dote di famiglia perché i miei fratelli e sorelle, almeno per questo aspetto, mi sembravano normali e non mi risulta che avessi dei parenti, per quanto lontani, capaci di dileguarsi come lo ero io. Succedeva per strada durante le nostre passeggiate o andando a fare la spesa quando inevitabilmente i miei incontravano delle conoscenti e cominciava per me la tortura delle conversazioni dei grandi. Le teste blateravano crudelmente senza che niente le potesse fermare. E come sta questo e come sta quello e bla bla bla... Senza che me ne rendessi conto si compiva la mia metamorfosi che a dire il vero era piuttosto singolare: loro, i grandi, smettevano di vedermi, come se non fossi più lì o non ci fossi mai stato, io invece continuavo a vedere le mie mani, le mie gambe, il mio corpo, a sentire la mia voce se gridavo. Ne approfittavo allora per strisciare per terra fin sotto le lunghe gonne di quelle signore lasciando che il mondo si scordasse definitivamente di me... Me ne stavo lì, tranquillo, nella mia tenda che avevo eletto a quartiere generale e dove nessuno mi disturbava. Diventavo imperatore, impartivo degli ordini ai miei generali, passavo in rivista i miei uomini, preparavo Austerlitz e l'invasione della perfida Albione. Dopo di che niente e nessuno mi avrebbe impedito di diventare il padrone del mondo e la mia gloria sarebbe stata senza fine.
Ma così come i fiumi si prosciugano e le sinfonie rimangono incompiute alle chiacchierate più interessanti a un certo punto mancano le parole. Era il momento che sceglieva solitamente la mamma per accorgersi che ero sparito. Andava improvvisamente nel panico urlando disperatamente il mio nome, correndo a destra, a sinistra, in tutte le direzioni, sicura di avermi perso per sempre. Rimandavo così i miei progetti d'invasione, firmavo in fretta e furia qualche armistizio, soccombevo a Waterloo e mi arrendevo al nemico. Quali non erano la sua sorpresa e il suo sollievo vedendomi uscire ogni volta da sotto la persona con cui stava parlando come se questa mi avesse partorito all'istante!
Crescendo mi accorsi con rammarico che stavo perdendo il dono dell'invisibilità e capii che per gli altri ci sarei sempre stato. Ormai le signore male sopportavano la mia posizione supina sotto di loro. Un triste giorno fui scacciato dal mio paradiso terrestre in malo modo come lo fu Adamo prima di me. Le mie postazioni, ormai vacanti, furono immediatamente conquistate da un altro e, dopo di lui, da un altro ancora. Cominciai così la vita errabonda di chi non riesce a trovare il suo posto sotto la volta celeste. Ora sono grande e grosso, ora tutte mi vedono e tutte mi evitano. Ma capita che qualcuna si soffermi, mi guardi negli occhi e mi sorrida, come per riscaldare un attimo la mia solitudine, e io per un po' abbandono la smorfia sofferente dell'esiliato che costantemente deforma il mio viso. Mi sembra allora che volendo potrei sparire di nuovo, come quando il mio cielo non era ancora triste e carico di nuvole pesanti. Ah! Potere strisciare sotto le gonne di quella passante pia e misericordiosa!
E invadere l'Inghilterra.

domenica 8 marzo 2009

Il Cyrnos


La città di Bastia, che sposa i pendii che declinano verso il mare, è un anfiteatro sui suoi porti e il lontano orizzonte su cui galleggiano le isole d’Elba, di Capraia e di Montecristo. E’ un via vai di navi, francesi e italiane, che qualche volta, specialmente d’estate, aspettano il loro turno per potere entrare in porto. Spettacolare il testa a coda che eseguono proprio davanti ai due fari prima di entrare come delle regine con la prua che già guarda all’uscita e al prossimo scalo! Quante volte ho assistito all’abbordaggio della pilotina e al cambio dei comandanti, quante volte ho risposto al saluto dei passeggeri che gesticolano sui ponti! Stavo ore e ore affacciato alla mia finestra a seguire questa vita portuale, a cercare di riconoscere le navi che instancabilmente si succedevano lungo le banchine d’attracco.

Alcune erano prestigiose come il Fred-Scamaroni che verrà venduta agli egiziani, ribattezzata Salem Express poi affondata nel Mar Rosso trascinando nella morte oltre 400 passeggeri.

Ce n’era una che riuscivo a riconoscere alla prima occhiata: il Cyrnos, in servizio dal lontano 1929, utilizzato come ricognitore e posamine dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale poi affondato nel porto di Marsiglia nel 1944. Rimesso in servizio affonda di nuovo nel 1947 a La Ciotat. Recuperato un’altra volta eccolo sulle rotte che uniscono la Corsica al continente.

Oggi non sono solo io ad essere affacciato alla finestra, oggi c’è tutta la città che guarda il porto. Il Cyrnos si è appena liberato dagli ormeggi. Lentamente raggiunge il centro del porto, supera i fari e si ferma come volesse dare un ultimo sguardo all’isola di cui porta fieramente l’antico nome. Le sue sirene sono potenti, strazianti. Sono un pianto d’addio alla Corsica e alla vita. Ho pianto come a un funerale e, in effetti, lo era. Il Cyrnos verrà impietosamente demolito nel 1967 a La Seyne dopo una carriera di oltre 37 anni.

mercoledì 25 febbraio 2009

Natale in casa Cupiello

A casa del nonno ci andammo con le migliori intenzioni non certo per fare danni. Noi tutto quello che volevamo era di passare tranquillamente le vacanze di natale. I bambini si sarebbero riposati e avrebbero giocato con i cugini che abitano poco lontano. Avrei visto per la ventesima volta il film “Natale in casa Cupiello”. Ci sarebbero stati l’albero, i regali, il cenone con gli immancabili fichi della Calabria e lo schiaccianoci che passa di mano in mano. Un Natale come Dio comanda, insomma. Ebbene no! La prima cosa che ha fatto il piccolo, Ferdinando, quando i nonni erano usciti a fare la spesa, fu di sbattere la porta del salone e fare a pezzi l’umidificatore da termosifone che il nonno era riuscito a comprare in un’offerta speciale del Mercatone. Che fare? Mobilitazione generale di tutti i bambini, cuginetti compresi, e andiamo per negozi alla ricerca di qualcosa che possa rassomigliare all’umidificatore originale il quale, se non ricordo male, raffigurava un grosso fiore giallo. Sfortuna nera di fiori manco a parlarne. A furia di tentare troviamo un set che invece rappresenta un bel cane simpatico. Lo prendiamo. Ora al nonno, questo brontolone, chi glielo dice? Si sacrifica la cuginetta. “Nonno, ti dobbiamo dire una cosa…”
In capo a due giorni l’incidente è dimenticato. Cenone, regali, si pensa già ad altro. Mi guardo intorno. Questa più che una casa è un museo: vasi, statuine, lampadari, ogni cosa qui è fragile e costosa. Un presentimento…
Una mattina, i nonni ancora a fare la spesa, io che mi faccio la barba, un rumore di vetri infranti. Il mio cuore va a pezzi. Non oso capire ma capisco lo stesso: è il lampadario Svarovski. Non vi spiego come. Diciamo semplicemente che Valeria, la grande, ha tentato una mossa acrobatica che neanche un indovino avrebbe potuto prevedere. Era il lampadario più bello e più costoso che avevano in casa. Un regalo del nonno alla nonna in non so quale sacra occasione. E ora che si fa? Il nonno, è sicuro, ci butta fuori questa volta…
I nonni sono appena tornati. Il mio cuore è un yoyo. Vedono e rimangono immobili, interdetti, statue tra le statue. Forse una lacrima ma non ne sono sicuro. Il silenzio è calato come il più cupo sipario da teatro. “Glielo ricompro”, dico. “Non fa niente”, riesce a rispondere il nonno. Poi ripete: “Non fa niente…” Già mentalmente sto preparando le valigie. Domattina si torna a casa. Domattina mio figlio sorreggerà il mio passo pesante e afflitto. Enea, mi fa pensare a Enea mio figlio… E mi viene in mente questa stupida frase: “Enea si voltò e vide Troia in fiamme.”

sabato 14 febbraio 2009

Vecchio teatro

Vecchio teatro di una noiosa città di provincia. Tendaggi rossi di velluto, poltrone da sprofondarci dentro. Due spettatori, io e… l’altro seduto proprio dietro di me. Non so chi sia ma so che mi sta guardando come se fosse venuto per me, come l’assassino guarda la sua preda. Si apre il sipario. Appare un personaggio goffo d’altri tempi. E' il direttore. Cappello a cilindro, redingote, rospo croato sulla spalla destra, lanciafiamme. Il rospo, berretto parà, espressione compiaciuta, sussurra qualcosa all’orecchio dell’uomo. Il direttore punta il lanciafiamme nella nostra direzione. Occhi di fuoco. Prende la parola.
"Il nostro servizio contabilità ci comunica che uno degli spettatori presenti in sala non ha pagato il biglietto. Voi sapete cosa facciamo a chi non paga il biglietto, lo sapete, vero? Sì, che lo sapete..."
Mi guarda fisso negli occhi.
"Lei, con quel ridicolo maglione giallo a rovescio, pensa di venire qui a fare una carnevalata? E' così che ringrazia la troupe? Noi veniamo ad allettare le sue papille immaginative e lei indossa quella robaccia? E' lei che non ha pagato il biglietto?"
Il mio “no” è di cartavetro. Lui non ha pagato il biglietto, non io. Fisso il lanciafiamme, più sudato di una mummia egizia, sempre ovviamente che le mummie sudino. Poi il direttore lanciafiammato guarda dietro di me.
"Lei fuma?" chiede al clandestino.
"Sì", risponde quest'ultimo.
La fiammata lo arrostisce all'istante.
"Il fumo fa male!"
Nonostante sappia di queste pubblicità progresso durante le rappresentazioni non mi posso impedire di inorridire e di tenere bene stretto il biglietto tra i palmi delle mani giunte in una tremolante preghiera.

giovedì 5 febbraio 2009

SALVIAMO IL PARCO

Ecco pubblicato l'ennesimo appello di mio figlio. Buona lettura.

SALVIAMO IL PARCO
NOI DOVREMO SALVARE I PARCHI.
DOBBIAMO RISPETTARE I PARCHI, RISPETTARE GLI ANIMALI, E LE PIANTE.
NOI TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI RISPETTARE LA NATURA.
E RISPETTARE NON SOLO I PARCHI ANCHE TUTTE LE PERSONE.
RISPETTARE LA NATURA, E ESSERE BUONI CON SE STESSI,E COMPIERE BUONE AZIONI.
E SPRECARE DI MENO.

FIRMARE PER PRESA VISIONE
Ferdinando, 5 febraglio 2009

domenica 1 febbraio 2009

I lupi

Un giorno – o forse era una notte – i lupi scesero a valle. Gli abitanti del villaggio sapevano che sarebbe accaduto. Da tempo. Contro i lupi affamati ben poco si può fare. Ucciderli non serve a niente. Queste bestie feroci si moltiplicano e tornano, sempre, più numerose, a vendicarsi di chi ha ucciso uno dei loro. Troppo spesso il sangue umano ha macchiato l’assetata neve.
Quel giorno, o quella notte, un vento gelido fustigava il villaggio, fischiava nei corridoi e faceva sbattere porte e finestre. La morte con gli occhi di ghiaccio correva per le strade, frugava nelle case, nelle cantine, nei granai. Nessuno.
Uno lo trovarono, ma non conta quello. Era il vecchio insegnante matto che da anni attendeva la visita fiscale.