Devo la mia salvezza al mio insegnante di matematica alle superiori quando ancora ero in prima. Era un uomo dall’aspetto tanto severo ma fondamentalmente giusto e, per questo, profondamente umano. Sai come sono i primi tempi, una volta dimenticati i timori iniziali: si comincia a prendere confidenza e, credendo di interpretare la disponibilità degli insegnanti a proprio favore, ci si allarga eccessivamente. Per farla breve, a un mese dall’inizio dell’anno scolastico, i più audaci avevano già tirato fuori le buste di patatine che come dei lupi famelici si mettevano a divorare in barba ai ripetuti richiami e alle minacce di note sul registro. Vedendoci mangiare senza freni, il professore, Musu si chiamava, ci chiese:
“Lo vogliamo fare un piccolo viaggio d’istruzione nell’istituto?”
La risposta fu un boato unanime. Un viaggio d’istruzione? Dove? Quando? Come? Sì, che ci vengo!
“Vi chiedo solo un piccolo favore”, disse Musu, “nel corridoio cercate di non fare troppo chiasso!”
La classe uscì, ordinatamente e in un silenzio religioso. La piccola processione percorse il lungo e unico corridoio della scuola per poi fermarsi davanti alla quinta A. Il professore bussò e, senza provare la minima pietà per i poveri innocenti che eravamo, aprì la porta proferendo queste terribili parole:
“Ecco che cosa diventerete!”
Lo spettacolo mi rimase a lungo conficcato in petto, come una pugnalata a tradimento. Gli strilli di maiali che assassinano ci raggelarono il sangue. Nell’aula era un fuggi fuggi generale di foche, di trichechi, di balene, di mammut, di esseri enormi che si vergognavano di quel che erano diventati. Un paio si era nascosto dietro l'armadio, uno stava dentro, altri tre o quattro avevano trovato rifugio sotto la cattedra, la maggior parte tentava, inutilmente, di sottrarsi alla nostra vista rintanandosi sotto i banchi mentre i più coraggiosi cercavano la fuga dalla finestra per fortuna al primo piano. Uno soltanto, una specie di ippopotamo seduto su due sedie, stava finendo un sacco di mangime che la mamma premurosa gli aveva fatto pervenire durante la ricreazione. Questo mi sembrava. Mi accorsi solo più tardi che in realtà si trattava di un insegnante, di educazione fisica per di più. Fummo pietrificati, ferrificati, acciaificati. Vi furono delle crisi di pianto, di panico, isterismi. Alcuni svennero. Chiamarono l'ambulanza, i pompieri, i bidelli, i genitori, lo psicologo, il preside, i carabinieri. Arrivarono tutti assieme, come si va allo stadio, e chi consolava, chi stringeva il proprio figlio tra le braccia, chi giurava che l’avrebbe immediatamente iscritto in una scuola seria, le acque cominciarono a chetarsi.
Lentamente la situazione fu sotto controllo. Ripreso il flusso regolare delle lezioni, più nessuno osò mangiare in classe né lo fece negli anni seguenti.
Oggi sono insegnante a mia volta e sembrano definitivamente andati i tempi di Musu: la maggior parte dei ragazzi sono obesi già dalla prima e quando camminano il pavimento scricchiola, le travi gemono, i calcinacci cadono sui banchi. Il soffitto della seconda C è crollato la settimana scorsa, quello della presidenza promette di farlo al più presto. Qualsiasi consiglio alimentare è diventato inutile. Ognuno dietro al proprio trogolo mastica in continuazione, come per una specie di diritto acquisto. Si mangia senza fame, per inerzia. Non c'è più niente da fare per loro, ormai sono perduti, gonfi come dei palloncini colorati i giorni di festa. L’unica cosa che possiamo fare è di lasciarli andare e guardarli nostalgicamente, leggeri più dell’aria, diventare dei puntini e poi sparire definitivamente nel cielo di un eterno autunno.
Avessi detto "moscone", avrei capito, ma non l'ho detto, e se l'ho detto non me lo ricordo.
sabato 21 novembre 2009
martedì 17 novembre 2009
Mamodo e i vampiri 4
Dopo che furono tornati a casa , Alessandro disse: tu non puoi vedermi, Io avevo promesso a te che non ti avrei fatta andare in pericolo, io ti odio, scusa ma addio. E se ne andò. Poi io ritorna a casa. Ma dopo una settimana successero cose strane, ma poi a casa nella posta c ‘ era un biglietti con scritto: ciao bella, sono dai vulturi , e non venire a prendermi ormai, dovrò muorire per te . Io andai dai vulturi e l’ho incontrato io o cercato di salvarlo, ma lui tra calci e pugni continuò, ma alla io per salvarlo io morii. Lui pianse un sacco dicendo: no Bella no non puoi andare via e tutta colpa mia. Ma dopo anche uccisi i vulturi io come dicevo morii.
Alessandro si uccise mordendosi e buttandosi da una montagna e mori per me. Perché io ero morta e ci rincontrammo in paradiso. Io e Alessandro ci chiedemmo: che fine fece yek?
Ferdinando
Alessandro si uccise mordendosi e buttandosi da una montagna e mori per me. Perché io ero morta e ci rincontrammo in paradiso. Io e Alessandro ci chiedemmo: che fine fece yek?
Ferdinando
sabato 31 ottobre 2009
Help
Ce l’ha una pomata per le emorroidi che non lasci l’alone? Che non lasci più apparire i contorni di Cipro, Santorini, Zante, Gorgona, Capraia o dell’isola d’Elba? Che non faccia sognare di evasioni in isole lontane e favolose? Di tesori sepolti e continenti da scoprire? Che non ispiri alla gente idee di vacanze esotiche nelle isole Samoa, in Guadalupa,nel Gran Cayman o nell’’Isla Pinta? Un balsamo che non odori di piogge equatoriali, monsoni o aurore boreali? Che non dia voglia di Cina, di Giappone, di Eldorado o di antico Perù? Un unguento che non sia poesia, epica, leggenda, avventura, viaggio a Citera o ritorno a Itaca? Ce l’ha una pomata per le emorroidi che non lasci l’alone?
martedì 27 ottobre 2009
Mamodo e i vampiri 3.
Camminavamo io e ale, di sera li chiesi: oggi è il mio compleanno…, posso chiederti un favore, baciami!.
Lui mi diede un bacio. Poi mi portò a casa sua e aveva preparato la torta per il mio compleanno, tutta la famiglia callen era con me. Dopo mi ero tagliata con la carta e gines mi attaccò, ma per fortuna Alessandro mi difese. Poi mi disse nella foresta io non posso stare più con te, ti o promesso di proteggerti, invece ti o messo in pericolo!.
Poi tornai a casa piansi un sacco per Alessandro.
Il giorno dopo giulia mi disse: Alessandro e andato dai vulturi!
Io e la famiglia callen andammo da Alessandro. Dopo un po’ giulia mi disse: farà un gesto edlatante,se mostrerà il suo corpo alla luce del sole i vulturi lo uccideranno e con lui noi, tu sei un umana che sa troppe cose di noi e il nostro mondo, loro potrebbero ucciderci tutti!
Andammo e Alessandro stava mostrando il suo corpo alla luce del sole. Io li dissi correndi disperata: no alessandro non farlo!
Poi i vulturi dissero a Alessandro la ragazza viene con noni. Alessandro disse: andate al diavolo,
io li dissi ad alessandro: alesandro o paura!
Poi i vulturi si arrabbiarono e lo picchiarano massacrandolo Alessandro non riusciva più ad alzarsi. Poi un volturo mi stava andando da me per uccidermi ma un altro della famiglia callen mi difese, e venne massacrato pure lui .
Un volturo alla fine mi morse ma Alessandro mi difese dandoli un pugno in pancia, e cosi scappamo.
Ma appena arrivammo a casa lui disse : bella non è ancora finita, e troppo pericoloso per me e per te, ma ti chiedo perdono perche non sono stato capace di difenderti, ma pure se sei stata trasformata in mamodo io ti amerò sempre.
Io li dissi: anchio ti amerò sempre Alessandro.
E ci baciammo. Ma Alessandro disse: non è ancora finita isabella.
Io li dissi: lo so alassandro.
E dopo ci sbraciammo .
Ferdinando
Lui mi diede un bacio. Poi mi portò a casa sua e aveva preparato la torta per il mio compleanno, tutta la famiglia callen era con me. Dopo mi ero tagliata con la carta e gines mi attaccò, ma per fortuna Alessandro mi difese. Poi mi disse nella foresta io non posso stare più con te, ti o promesso di proteggerti, invece ti o messo in pericolo!.
Poi tornai a casa piansi un sacco per Alessandro.
Il giorno dopo giulia mi disse: Alessandro e andato dai vulturi!
Io e la famiglia callen andammo da Alessandro. Dopo un po’ giulia mi disse: farà un gesto edlatante,se mostrerà il suo corpo alla luce del sole i vulturi lo uccideranno e con lui noi, tu sei un umana che sa troppe cose di noi e il nostro mondo, loro potrebbero ucciderci tutti!
Andammo e Alessandro stava mostrando il suo corpo alla luce del sole. Io li dissi correndi disperata: no alessandro non farlo!
Poi i vulturi dissero a Alessandro la ragazza viene con noni. Alessandro disse: andate al diavolo,
io li dissi ad alessandro: alesandro o paura!
Poi i vulturi si arrabbiarono e lo picchiarano massacrandolo Alessandro non riusciva più ad alzarsi. Poi un volturo mi stava andando da me per uccidermi ma un altro della famiglia callen mi difese, e venne massacrato pure lui .
Un volturo alla fine mi morse ma Alessandro mi difese dandoli un pugno in pancia, e cosi scappamo.
Ma appena arrivammo a casa lui disse : bella non è ancora finita, e troppo pericoloso per me e per te, ma ti chiedo perdono perche non sono stato capace di difenderti, ma pure se sei stata trasformata in mamodo io ti amerò sempre.
Io li dissi: anchio ti amerò sempre Alessandro.
E ci baciammo. Ma Alessandro disse: non è ancora finita isabella.
Io li dissi: lo so alassandro.
E dopo ci sbraciammo .
Ferdinando
giovedì 1 ottobre 2009
Mamodo e I vampiri 2
Combatto contro la morte
Un bel giorno avevo incontrato Alessandro e uscimmo per una passeggiata.
Mentre camminavamo lui mi diede un bacio sulla guancia e vedevo che era felice.
Mi disse: tu non conosci i vulturi , sono più forti di noi, ma tu non ti devi preoccupare.
Mi portò in braccio e correva velocissimo, io li chiesi mentre correva: dove mi vuoi portare?
Lui mi disse :in una montagna TI DEVO FAR VEDERE perché NON CI MOSTRIAMO ALLA LUCE DEL SOLE.
POI UNA PERSONA CI SPINSE, ERA QUESTA VOLTA UN MAMODO, MA NON C ‘ ERA SOLO LUI .
C’ ERANO QUATTRO MAMODO. ALESSANDRO MI DISSE: NON PREOCUPARTI CENE ANDREMO.
LUI COMBATTE CON TUTTA LA SUA FORZA E LI DISSE AL MAMODO : NON LA SFIORERAI NEANNCHE.
E LI DISSE: SE PENZI DI SCONFIGGERMI SEI UN INLUSO. E LO PICCHIO DA RENDERLO HO.POI MI ATTACARONO MA VENI UNA PERSONA STRANA E MI DISSE STAI TRANQUILLA NON MUORIRAI E PICHIO I MAMODO E PRESE ALESSANDRO. VENNERO DELLE CREATURE STRANE MA QUESTO RAGAZZO MI DISSE DOPO TI PORTERò VIA DA QUA . MI PORTò A CASA MA IO NON SAPEVO COME CONOSCEVA LA MIA CASSA.
QUANDO ALESSANDRO SI SVAGLIO DISSE :STAI LONTANO DA LEI GEK. E LUI DISSE: OK . E LI DIEDE UN PUGNO E DISSE: RITORNERO ALESSANDRO. E SENE ANDò . ALESSANDRO ERA ARRABBIATO MA IO LO FERMAI . LI DISSI NON DEVI PICCHIARLO ALESSANDRO MI A SALVATO LA VITA, SENZA DI LUI SAREI MORTA.
E SI FERMò, IO GLI CHIESI: CHI ERANO QUELLE CREATURE? LUI MI DISSE: ERANO DISSENNATORI SUCCHIANO L ‘ ANIMA, OGNI RICORDO Più FELICE. E MI DISSE: I VULTURI VERRANNO E MUORIREMO ISABELLA . IO LI CHIESI: COSA SONO I VULTURI, SONO MAMODO COME TE O VAMPIRI GIUSTO?
MI DISSE LUI: SI, E VERO SONO VAMPIRI MA IO TI RACCOMANDO NON RESISTERò ANCORA A LUNGO CON IL TUO SANGUE.
IO MI CHIESI: COSA SUCCEDERA? COME FINIRà? LUI MI DISSE DI SCATTO: MUORIRAI. IO DISSI:COSA.
FERDINANDO
Un bel giorno avevo incontrato Alessandro e uscimmo per una passeggiata.
Mentre camminavamo lui mi diede un bacio sulla guancia e vedevo che era felice.
Mi disse: tu non conosci i vulturi , sono più forti di noi, ma tu non ti devi preoccupare.
Mi portò in braccio e correva velocissimo, io li chiesi mentre correva: dove mi vuoi portare?
Lui mi disse :in una montagna TI DEVO FAR VEDERE perché NON CI MOSTRIAMO ALLA LUCE DEL SOLE.
POI UNA PERSONA CI SPINSE, ERA QUESTA VOLTA UN MAMODO, MA NON C ‘ ERA SOLO LUI .
C’ ERANO QUATTRO MAMODO. ALESSANDRO MI DISSE: NON PREOCUPARTI CENE ANDREMO.
LUI COMBATTE CON TUTTA LA SUA FORZA E LI DISSE AL MAMODO : NON LA SFIORERAI NEANNCHE.
E LI DISSE: SE PENZI DI SCONFIGGERMI SEI UN INLUSO. E LO PICCHIO DA RENDERLO HO.POI MI ATTACARONO MA VENI UNA PERSONA STRANA E MI DISSE STAI TRANQUILLA NON MUORIRAI E PICHIO I MAMODO E PRESE ALESSANDRO. VENNERO DELLE CREATURE STRANE MA QUESTO RAGAZZO MI DISSE DOPO TI PORTERò VIA DA QUA . MI PORTò A CASA MA IO NON SAPEVO COME CONOSCEVA LA MIA CASSA.
QUANDO ALESSANDRO SI SVAGLIO DISSE :STAI LONTANO DA LEI GEK. E LUI DISSE: OK . E LI DIEDE UN PUGNO E DISSE: RITORNERO ALESSANDRO. E SENE ANDò . ALESSANDRO ERA ARRABBIATO MA IO LO FERMAI . LI DISSI NON DEVI PICCHIARLO ALESSANDRO MI A SALVATO LA VITA, SENZA DI LUI SAREI MORTA.
E SI FERMò, IO GLI CHIESI: CHI ERANO QUELLE CREATURE? LUI MI DISSE: ERANO DISSENNATORI SUCCHIANO L ‘ ANIMA, OGNI RICORDO Più FELICE. E MI DISSE: I VULTURI VERRANNO E MUORIREMO ISABELLA . IO LI CHIESI: COSA SONO I VULTURI, SONO MAMODO COME TE O VAMPIRI GIUSTO?
MI DISSE LUI: SI, E VERO SONO VAMPIRI MA IO TI RACCOMANDO NON RESISTERò ANCORA A LUNGO CON IL TUO SANGUE.
IO MI CHIESI: COSA SUCCEDERA? COME FINIRà? LUI MI DISSE DI SCATTO: MUORIRAI. IO DISSI:COSA.
FERDINANDO
mercoledì 30 settembre 2009
I mamodo e i vampiri 1 (la morte si raggiunge).
Un giorno nessuno avrebbe fatto tutto quello che ha subito una ragazza di 14 anni.
Un bel giorno una ragazza uscendo vide delle persone strane ma lei si chiese che ci faceva quel suo amico Alessandro? A casa quando entrai c’era Alessandro. Mi disse di sedermi.
Dopo mentre ero seduta mi spiego Mi spiego di una battaglia e che era un mamodo (lui non sapeva dei volturi ) ma non tenevo conto di giocare con la morte.
Mi disse:tu non sai niente io ti devo proteggere, isabella ti amo troppo,non so quanto dovrò resistere ancora,e se vuoi aiutarmi tieni conto che stai giocando con la morte. Cosi mi disse.
Un girno a casa mia mi sentivo strana ma poi quando andavo in cucina o trovato i miei genitori morti dissanguati. Sul collo avevo un segno strano era uno scheletro,ma era disegnato come se uno con un coltello affilato mi avesse falciato la pelle. Il segno era uguale a quello di Alessandro.
Io glielo feci vedere e mi disse che in futuro sarei stata come lui, della sua specie.
Ma un mese dopo, ero con Alessandro e all’improvviso venne una persona strana. Cinque minuti dopo ci mise a terra ma Alessandro non riuscì a difendermi perche c’ ara un vampiro, e i vampiri sono più forti dei mamodo mi stava per mordere ma invece Alessandro da terra con lividi, li diede un pugno in pancia e lo fece volare. Lui immediatamente si alzo e mi mise sopra le sue spalle e mi porto via.
Be io ritornai a casa ed’ eravamo preoccupati.
Io li chiesi: sono stati quelli della tua specie a ucciderli? Mi disse di si.
Quando se ne andò con lacrime io piansi poi Alessandro entro dalla finestra e mi disse : su dai non piangere ci sono io con te . io ti amo troppo. E ci baciammo cosi di sera ma io piangendo,e urlando disperata li dissi:
anch’io ti amo ma io morirò Alessandro, li diedi un bacio e sene andò. Che cosa succederà? Morirò? Mi chiesi a me stessa travolta dalle lacrime per i miei genitori.
Ferdinando
Un bel giorno una ragazza uscendo vide delle persone strane ma lei si chiese che ci faceva quel suo amico Alessandro? A casa quando entrai c’era Alessandro. Mi disse di sedermi.
Dopo mentre ero seduta mi spiego Mi spiego di una battaglia e che era un mamodo (lui non sapeva dei volturi ) ma non tenevo conto di giocare con la morte.
Mi disse:tu non sai niente io ti devo proteggere, isabella ti amo troppo,non so quanto dovrò resistere ancora,e se vuoi aiutarmi tieni conto che stai giocando con la morte. Cosi mi disse.
Un girno a casa mia mi sentivo strana ma poi quando andavo in cucina o trovato i miei genitori morti dissanguati. Sul collo avevo un segno strano era uno scheletro,ma era disegnato come se uno con un coltello affilato mi avesse falciato la pelle. Il segno era uguale a quello di Alessandro.
Io glielo feci vedere e mi disse che in futuro sarei stata come lui, della sua specie.
Ma un mese dopo, ero con Alessandro e all’improvviso venne una persona strana. Cinque minuti dopo ci mise a terra ma Alessandro non riuscì a difendermi perche c’ ara un vampiro, e i vampiri sono più forti dei mamodo mi stava per mordere ma invece Alessandro da terra con lividi, li diede un pugno in pancia e lo fece volare. Lui immediatamente si alzo e mi mise sopra le sue spalle e mi porto via.
Be io ritornai a casa ed’ eravamo preoccupati.
Io li chiesi: sono stati quelli della tua specie a ucciderli? Mi disse di si.
Quando se ne andò con lacrime io piansi poi Alessandro entro dalla finestra e mi disse : su dai non piangere ci sono io con te . io ti amo troppo. E ci baciammo cosi di sera ma io piangendo,e urlando disperata li dissi:
anch’io ti amo ma io morirò Alessandro, li diedi un bacio e sene andò. Che cosa succederà? Morirò? Mi chiesi a me stessa travolta dalle lacrime per i miei genitori.
Ferdinando
martedì 29 settembre 2009
Giuggiole
Il mio sogno ricorrente è una tavola imbandita di giuggiole. Lì, a destra, alcune ceste di giuggiole giganti, mature ma ancora croccanti. Di là, dei vassoi di giuggiole di media dimensione, quella dell'oliva per intenderci. Come dice un mio amico: vanno giù che è una bellezza! Un po' dappertutto, nei piatti, nelle ciotole, nei bicchieri, nelle bacinelle, nei sacchi di iuta, quelle piccole, che per esserlo, piccole, non sono meno buone. I noccioli vengono raccolti nelle buste, traboccano dalla spazzatura, ricoprono il pavimento di ogni stanza, si ammassano negli angoli, riempiono i vasi, le vasche, gli sgabuzzini, le verande.
Al mio fianco la compagna della mia vita. Troppo spesso guardiamo quelle nuvole minacciose.
"Quando non sarò più, fai che non manchino mai, fai che inondino gli orizzonti dei nostri figli, che questi possano mangiarne a sazietà, che scalino montagne di giuggiole piovute da ogni dove, che ne diventino i sacerdoti, i profeti, che sacerdoti e profeti diventino i loro figli, e i figli dei figli... Me lo devi giurare, ora..."
Lei tra le lacrime me ne fa solenne giuramento e io le giuro che finché avrò vita non le mancheranno mai, giuro che le giuggiole abbonderanno nella sua bocca come i versi in quella dei poeti. Assieme, più fiduciosi nell'avvenire, spalanchiamo porte e finestre e sorridenti contempliamo le nostre foreste di giuggioli deliziosi.
lunedì 14 settembre 2009
Questa e altre domande
Se l’Italia facesse parte dell’Inghilterra ti chiameresti ancora Mariuccia?
Qual è la puzza che ti piace di più?
Si può avere paura del proprio teschio?
E’ più veloce babbo Natale o il topolino dei denti?
A quale età comincia a crescere il monosopracciglio?
Sei mai stato costretto a farti il bidet con l’acqua minerale a causa di lavori lungo la rete idrica?
Se in inglese uomo si dice “man” e trapano “drill”, “mandril” significa uomo trapano?
Perché il cesso di quello del piano di sopra si trova sempre sulla cucina di quello del piano di sotto?
Perché se non sopporto un tale mi sta antipatica pure la sua macchina?
Perché un numero impressionante d’italiani pronuncia “bloblema”?
In un negozio ti sei mai spaventato vedendo muoversi uno che pensavi fosse un manichino?
Sei mai stato ipnotizzato da una gallina?
Perché per strada non posso neanche dire “siamo” che tutti si mettono a cantare “siamo i Watussi”?
Lo faresti il tuo viaggio di nozze in una butaniera?
Riusciresti a guardare una bella donna negli occhi senza metterti il dito nel naso?
Il fatto di vedere Babbo Natale me lo renderà meno speciale?
Se uso un calzino per scolare la pasta poi la devo condire lo stesso?
Le macchine che s’incrociano per strada si conoscono tra di loro?
Perché le barzellette che fanno ridere gli insegnanti fanno ridere solo gli insegnanti?
Sei mai sprofondato nel water perché qualcuno non aveva abbassato la tavoletta?
Quale sarà mai la più bella poesia scritta in una bagno pubblico?
Che numero devo fare per chiamare il 113?
A te risulta che Emiliano si chiamasse Zapata?
Sei stato felice quando hai saputo del lago Titicaca?
Che effetto fa quando l’insegnante sbatte fuori i più bravi della classe?
Ti sei mai innamorato di un cartone animato?
Ma come posso mettermi seriamente a dieta se ogni volta che piove escono le lumache?
Ti sei mai pulito gli occhiali con le mutande?
Qual è la differenza tra due farfalle uguali?
Gli spaghetti alle vongole si fanno con le vongole?
Trovi delle aringhe nel frigo: butti le aringhe o il frigo?
Perché le custodie auto collanti sono sempre più piccole dei contrassegni assicurativi?
Quante volte dici “ciao” prima di riagganciare il telefono?
Quando bevi alla bottiglia lasci i sommergibili?
Se i calci nel sedere facessero volare che uccello saresti?
Hai mai parlato di cose serie con la cerniera dei pantaloni aperta?
La tua casa ti vuole bene?
Dov’eri quando avevo bisogno di te?
La pugnalata alle spalle fa “tso” o “tsa”?
Hai mai dormito nella cuccia del cane col cane?
Qual è la puzza che ti piace di più?
Si può avere paura del proprio teschio?
E’ più veloce babbo Natale o il topolino dei denti?
A quale età comincia a crescere il monosopracciglio?
Sei mai stato costretto a farti il bidet con l’acqua minerale a causa di lavori lungo la rete idrica?
Se in inglese uomo si dice “man” e trapano “drill”, “mandril” significa uomo trapano?
Perché il cesso di quello del piano di sopra si trova sempre sulla cucina di quello del piano di sotto?
Perché se non sopporto un tale mi sta antipatica pure la sua macchina?
Perché un numero impressionante d’italiani pronuncia “bloblema”?
In un negozio ti sei mai spaventato vedendo muoversi uno che pensavi fosse un manichino?
Sei mai stato ipnotizzato da una gallina?
Perché per strada non posso neanche dire “siamo” che tutti si mettono a cantare “siamo i Watussi”?
Lo faresti il tuo viaggio di nozze in una butaniera?
Riusciresti a guardare una bella donna negli occhi senza metterti il dito nel naso?
Il fatto di vedere Babbo Natale me lo renderà meno speciale?
Se uso un calzino per scolare la pasta poi la devo condire lo stesso?
Le macchine che s’incrociano per strada si conoscono tra di loro?
Perché le barzellette che fanno ridere gli insegnanti fanno ridere solo gli insegnanti?
Sei mai sprofondato nel water perché qualcuno non aveva abbassato la tavoletta?
Quale sarà mai la più bella poesia scritta in una bagno pubblico?
Che numero devo fare per chiamare il 113?
A te risulta che Emiliano si chiamasse Zapata?
Sei stato felice quando hai saputo del lago Titicaca?
Che effetto fa quando l’insegnante sbatte fuori i più bravi della classe?
Ti sei mai innamorato di un cartone animato?
Ma come posso mettermi seriamente a dieta se ogni volta che piove escono le lumache?
Ti sei mai pulito gli occhiali con le mutande?
Qual è la differenza tra due farfalle uguali?
Gli spaghetti alle vongole si fanno con le vongole?
Trovi delle aringhe nel frigo: butti le aringhe o il frigo?
Perché le custodie auto collanti sono sempre più piccole dei contrassegni assicurativi?
Quante volte dici “ciao” prima di riagganciare il telefono?
Quando bevi alla bottiglia lasci i sommergibili?
Se i calci nel sedere facessero volare che uccello saresti?
Hai mai parlato di cose serie con la cerniera dei pantaloni aperta?
La tua casa ti vuole bene?
Dov’eri quando avevo bisogno di te?
La pugnalata alle spalle fa “tso” o “tsa”?
Hai mai dormito nella cuccia del cane col cane?
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