sabato 12 aprile 2008

Del compito in classe


Introduzione:
In questo breve trattato affronteremo in primo luogo il grave problema della vigilanza durante il compito in classe con alcuni suggerimenti che torneranno sicuramente utili agli insegnanti alle prime armi. Vedremo in seguito come è possibile accertare se un compito sia stato copiato e da quale fonte senza l’ausilio di particolari tecnologie. […]

Capitolo primo: La vigilanza
L’insegnante è tenuto a vigilare sul buon andamento della prova scritta in quanto la prova è da ritenersi un concorso pubblico ed è soggetto a tutte le norme che ne regolano lo svolgimento. Ne deriva da tutto ciò che l’insegnante riveste durante il compito il ruolo di pubblico ufficiale e ne assume tutte le responsabilità. Recita l’art. 9 dei Provveditorati Uniti: “La Repubblica […] palline di carta.
Passiamo ora a dare qualche suggerimento pratico. Si consiglia anzitutto di passare costantemente tra i banchi al fine garantire una sorveglianza continua ed efficace. […] Qualora l’insegnante necessitasse di sedersi si consigliano brevi periodi di riposo e di riprendere al più presto la ronda. Mentre sta seduto in cattedra l’insegnante può far finta di leggere un registro o un verbale e guardare improvvisamente gli alunni nella speranza, spesso fruttuosa, di sorprendere i candidati disonesti sul fatto. Si rammenta che uno sguardo furtivo a destra o a sinistra in direzione del compito del compagno di banco non costituisce materia sufficiente a intervento ufficiale (Art. 20 Provv. Uniti). Attendere almeno quaranta secondi entro i quali l’alunno fraudolento dovrebbe avere il tempo di copiare dal compito del compagno una quantità minima di dati. “Al fine di dimostrare l’avvenuto furto di dati da elaborato altrui (plagio) è da ritenersi minima quantità un insieme CONTINUO di almeno 12 (dodici) parole con non meno di 70 (settanta) lettere.” (Art. 22 Provv. Uniti) […]

Capitolo secondo: Le cartine di Segni
L’insegnante non si illuda che durante la consegna dei compiti gli alunni colpevoli dei reati di cui agli art. 20 e 22 commettano l’errore di consegnare il loro elaborato immediatamente prima o dopo quello da cui hanno copiato per la semplice ragione che la correzione avverrebbe in sequenza e risulterebbe evidente il misfatto. Da qui la necessità di servirsi delle cartine di Segni. Le cartine di Segni sono in parole povere la pianta della classe con i nomi di ogni alunno. Il principio su cui si basano è lo stesso dei flussi migratori ampiamente studiati da Efisio Segni nel secolo scorso. Gli errori vengo assimilati alle correnti migratorie le quali hanno generalmente la forma di onde sismiche intorno a un epicentro. Il flusso dell’errore non è purtroppo regolare e dunque prevedibile come l’onda sismica. Non sempre si propaga in tutta la classe e investe come un’orda barbarica l’insieme dei candidati.[…] Considerate queste varianti ci è possibile risalire con sicurezza alla fonte dell’errore.
Fin qui abbiamo parlato solo del flusso dell’errore ma un discorso a parte va fatto per la copiatura di dati corretti. I dati corretti, è risaputo, vengono considerati con maggiore diffidenza dai disonesti. Per questa ragione rappresentano una media del 23% della refurtiva totale. In cartoleria sono reperibili, anche se con una certa difficoltà, le cartine di Puddu, varianti delle cartine di Segni sulle quali riportare quest’ultimi flussi. […]
Sarà quindi con estremo e infinito piacere che l’insegnante produrrà le prove dell’avvenuto crimine e potrà procedere a quanto previsto dalla legge.

2 commenti:

Luca ha detto...

Spettacolare!

Mancano però i consigli su come debellare il pericolosissimo fenomeno dello spaccio di bigliettini e striscioline di carta varie... ;-)

tontonlino ha detto...

Grazie per il commento Luca. In realtà questo piccolo trattato vuole essere la bozza di un progetto leggermente più ampio di 15 - 20 cartelle nel quale intendo esporre più dettagliatamente le tecniche di copiatura più diffuse e le contromisure degli insegnanti. Il tempo di raccogliere il materiale necessario, e so dove attingerlo, la voglia giusta e si parte.