domenica 27 gennaio 2008

Shaaaaaaaane!!!!


Shaaaaaaaane!!!! Tornaaaaaaaaa!!!
Il bambino guardava il cavaliere della valle solitaria allontanarsi lentamente. L’urlo era disperato, era l’urlo dell’ultima possibilità. Torna, ti prego… Il cavaliere divenne un punto all’orizzonte. Era un punto che apparteneva ormai alle sterminate praterie, alle profonde valli solitarie. Il suo nome era sinonimo di giustizia, significava libertà. Il suo cuore generoso si apriva all’azzurro inseguendo il sole, un sogno, un dolore.
Non tornerà, gli disse il padre. E’ giusto così. Conservane la memoria nel tuo cuore. Il bambino guardò il padre, l’orizzonte, poi di nuovo il padre che seguì nella casa di legno.
Musica western, titoli di coda…
La signora Bereni accese le luci, si chinò e contò ad uno ad uno i bambini che seduti sotto il tavolo della sua cucina erano ipnotizzati dal primo, dall’unico televisore del quartiere. La signora Bereni sapeva che quei dieci monelli non si sarebbero alzati finché non avrebbero letto la parola FINE.

1 commento:

from ha detto...

Ciao, mi sono olto piaciuti i tuoi racconti.
Te ne rubo uno, con il tuo permesso :-)
lo trovi: http://romgroup.altervista.org

Ciao From